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Piccoli Frutti Focus del mese

Fragole e piccoli frutti, i driver dello sviluppo globale

La disamina di Thomas Drahorad al convegno di Nova Siri Genetics di giovedì 21 marzo a Policoro (Matera)

Il mercato globale dei berries sta crescendo regolarmente, sia per fragole che per piccoli frutti. Le sfide per i produttori sono diventate più complesse: cambiano le caratteristiche dei prodotti grazie all’accelerazione della ricerca varietale ma anche i consumatori sono più consapevoli ed esigenti.

“Insieme alle opportunità cresce anche la complessità delle scelte, mentre nuovi criteri guidano le scelte degli attori –  conferma a myfruit.it Thomas Drahorad, presidente di NCX Drahorad – Pensiamo all’importanza della rusticità per le fragole o al fattore croccantezza per i mirtilli e alla ricerca che si sta concentrando sulla mora senza semi”.

“Ormai l’orizzonte di riferimento deve tenere in considerazione anche fattori esterni come le legislazioni nazionali, il cambiamento climatico, le nuove tecnologie di editing genomico. A questo si aggiunge un’accelerazione nell’offerta di nuovi programmi varietali. È in questo scenario complesso che il produttore di fragole e piccoli frutti deve prendere le difficili decisioni che influenzeranno la sua sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Questa in estrema sintesi i cardini dell’intervento “Fragole e piccoli frutti i driver dello sviluppo globale” di Drahorad al convegno organizzato da Nova Siri Genetics il 21 marzo a Policoro (Matera).

Una occasione per analizzare i nuovi scenari che stanno rivoluzionando la struttura e il futuro del settore dei berries.

Ma vediamo qualche trend. Anche se i mercati continuano a crescere la produzione non va di pari passo. Una cosa che accomuna i Paesi che Drahorad definisce “non vocati dal punto di vista strettamente economico. In Spagna per la siccità e la mancanza di manodopera, in Italia per costi di produzione. Per esempio, rischiamo di avere i mirtilli solo da Peru e Marocco. E i produttori italiani si devono costruire una nicchia sulla quale puntare. Pensiamo che il trend produttivo si è fermato nello stesso Regno Unito, patria di tutti i consumi di berries”.

Obiettivi della ricerca

Gli obiettivi della ricerca sono cambiati nel tempo, dicevamo, a causa del mutamento delle esigenze del mercato, ma anche dell’andamento climatico, delle restrizioni relative all’uso di fitofarmaci.

“Nel caso della fragola – spiega Drahorad – si vogliono ottenere varietà rustiche, con polpa consistente e maggiore shelf life, con standard qualitativi superiori, più gustose. Per i lamponi, invece, ci si muove ancora in ordine sparso. In primo piano ci sono shelf life e tenuta, mentre il gusto e il colore arrivano in seconda battuta. Diciamo che per i lamponi dobbiamo ancora mettere a posto i fondamentali, ancora non ci sono famiglie varietali valide da tutti i punti di vista”.

L’altalena dei consumi

Negli ultimi anni, il consumo di fragole è stato abbastanza stabile. “A quantità siamo passati dalle 90mila tonnellate del 2020 alle 94mila del 2021, alle 83mila del 2022. Nel 2023 i consumi si sono attestati sulle 81mila tonnellate (dati Italian Berry/Gfk). Nel nostro Osservatorio Fragola, che rileva i prezzi nei punti di vendita della Gdo italiana da febbraio a maggio di ogni anno, ora riscontriamo prezzi medi sui 7 euro/kg ma il prodotto spagnolo arriva a 3,5 euro. E non è affatto semplice individuare il prodotto premium, a meno che non sia esplicitato nel pack o nelle etichette”, osserva Drahorad.

I trend a valore? Per le fragole si parlava di 360 milioni nel 2020, 394 nel 2021, 359 nel 2022 e 389 milioni l’anno scorso.

I lamponi negli ultimi anni hanno condiviso la sorte con le more, vale a dire un andamento di mercato molto altalenante. “Nel 2022 c’è stato un vero e proprio crollo dei consumi, con il 40% in meno a volume – conclude Thomas Drahorad – Nel 2023 è di nuovo aumentato e cresce anche la penetrazione (dal 10,8 al 13%) e quindi ancora prodotto estremamente volatile, dal punto di vista dei consumi. Consideriamo che nel 2023 sono state consumate meno di 2.000 tonnellate di lamponi”.

Per saperne di più basta aspettare il 21 marzo: appuntamento nella sede di Nova Siri Genetics a Policoro alle ore 11:00.

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