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Packaging e Tecnologie

Ortomec: “Specializzazione e versatilità nel mirino”

Le insalate non consentono inefficienze e fermi macchina. Sensori a infrarossi, motori elettrici, comfort e assistenza da remoto sono la risposta

Cento macchine – in media – prodotte ogni anno, tutte rigorosamente progettate e prodotte sulle esigenze del singolo cliente. Ortomec costruisce e commercializza (in tutto il mondo) macchine per la raccolta di prodotti (di fatto insalate) destinati alla IV gamma, dunque prodotti ad alto valore aggiunto. E pertanto, le macchine devono avere determinate caratteristiche: devono supportare l’agricoltore a compiere cicli di lavoro ottimizzati; devono aiutare nella fase di pulizia del prodotto, provvedendo a una cernita certosina; devono ripartire nel più breve tempo possibile, in caso di fermo macchina. E, infine, devono essere un ambiente di lavoro confortevole per chi, su queste macchine, ci passa ore e ore.

Due amici e un garage

Tutto ha inizio nel 1998, in un garage: due amici costruiscono la prima macchina per raccogliere insalata. In poco tempo diventano quattro soci – i fratelli Emanuela e Nicola Gallo, e i fratelli Alberto e Tiziano Piva –  il garage non basta più: oggi sono operativi cinque capannoni, in cui lavorano più di 30 persone, a cui si sommano i distributori sparsi in tutto il mondo: “Alcuni di loro sono con noi da sempre – esordisce Mirco Elmotti, responsabile commerciale estero – Il distributore californiano fin dagli esordi: una volta che conoscono le nostre macchine, non ci lasciano più”. Anche i clienti: a quanto riferisce Elmotti, chi ha provato altre macchine, “è sempre tornato indietro”.

Il segreto? “Nessuna gamma è così ampia come la nostra – risponde il manager – Da sempre puntiamo sulla specializzazione e sulla customizzazione del prodotto: partiamo da un progetto standard, ma poi seguiamo le esigenze del cliente. Oggi la raccolta la diamo per scontata, puntiamo su servizi accessori: trattiamo prodotti particolari, che vengono raccolti e processati per essere pronti al consumo. Occorre specializzazione, negli ultimi anni abbiamo messo a punto diversi equipaggiamenti“.

La manodopera? Rara e costosa, serve innovazione

Equipaggiamenti che mettono al centro anche il comfort degli operatori: “Oggi la manodopera è rara e preziosa – spiega Mirco Elmotti – I lavoratori devono trovare un ambiente idoneo per svolgere le proprie mansioni”. Tradotto, significa cabine confortevoli, che prevedano condizionamento e riscaldamento, ma anche macchine a trazione elettrica, che abbiano uguali prestazioni di quelle a trazione endotermica, ma che possano lavorare senza restrizioni sotto-serra, poiché emissioni e rumore sono pari a zero. Non solo: poiché si tratta di macchine predisposte a lavorare su cicli continui, anche 24 ore su 24, l’impianto di illuminazione è fondamentale e deve essere capace di mettere l’area di lavoro a giorno.

“L’innovazione è la nostra linfa – prosegue il manager – Oltre alle macchine elettriche, abbiamo messo a punto, di recente, un nastro selezionatore per eliminare i corpi estranei, così come i nuovi sensori basati sugli infrarossi permettono al conducente di impostare l’altezza di taglio: si tratta di un’innovazione che accresce la qualità del prodotto“.

Ma l’innovazione, secondo Ortomec, non si ferma qui: anche l’ampliamento della larghezza della macchina permette un minor numero di passaggi in campo, il che si traduce in risparmio di tempo e, quindi, di costi.

A proposito di costi e tempo, occorre assolutamente contenere quelli dovuti a un possibile fermo macchina.

Il fermo macchina è un danno economico: occorre tempestività

“Lavoriamo con prodotti ad alto valore aggiunto – spiega il manager – Un eventuale fermo macchina è costosissimo, per tale motivo il nostro post vendita è tarato per essere tempestivo e di qualità. L’assistenza telefonica e l’assistenza da remoto permettono di ridurre i tempi di intervento: “In tempo zero possiamo collegarci alla macchina, ovunque essa si trovi – racconta Elmotti – Riusciamo a fare una diagnosi completa e dunque riusciamo a intervenire in tempi limitati”. L’assistenza in loco è rimandata solo ai casi estremi, per un motivo ben preciso: “E’ la più lenta“, spiega il manager.

Per intervenire tempestivamente, Ortomec si è dotata di un magazzino ricambi del valore di tre milioni di euro: i pezzi sono sempre disponibili, se l’ordine arriva entro le 13, il pezzo è già in loco il giorno dopo se si tratta di Italia, qualche ora in più se occorre gestire una spedizione oltre i confini: “Anche i paesi che fino a ieri sembravano lontani oggi sono vicini – puntualizza Elmotti – In 24 ore possiamo essere ovunque, Australia, Stati Uniti. Oggi si stanno aprendo anche nuovi mercati, per esempio la Cina”.

E il futuro cosa riserva? “Anche domani faremo qualcosa in più. L’innovazione non si ferma”, conclude il manager.

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