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Nuovo cibo per lo spazio, le idee dall’università

Gli studenti di Modena e Reggio-Emilia alla ricerca di nuovi prodotti marziani. E la Regione finanzia chi fa ricerca sul tema

Più gente (non solo astronauti e militari) in orbita, più bocche da sfamare nello spazio e non solo con tubetti di paste nutritive. Ci sono nuove esigenze per chi andrà a passare lunghi periodi di tempo nelle stazioni posizionate molto sopra le nostre teste.

Lo scenario non è più fantascienza da tempo e cresce la filiera della space economy dove confluiscono investimenti privati e sostegno pubblico.

In Emilia-Romagna, per esempio, la Regione ha appena approvato un bando dopo una missione a Houston. In visita alla Nasa con le aziende del territorio, anche quelle dell’agroalimentare come Barilla. Nello spazio oltre a consumare si produrrà e c’è forte curiosità su come si coltiveranno pomodori, patate, piselli e tanto altro.

I nuovi prodotti spaziali

Gli studenti del corso elementi di industrial design, curato dal docente Francesco Bombardi al dipartimento di ingegneria dell’università di Modena e Reggio Emilia hanno immaginato il menù per i cittadini in orbita. Un percorso, da marzo a luglio 2023, finalizzato allo sviluppo di prodotti e soluzioni per la space economy.  Il titolo del modulo è chiaro:  Italian design for space food.

Formaggio di soia e spirulina per l’erbazzone

Vediamo i risultati con tanto di applicazione dei principi dell’economia circolare. Sono stati immaginati dispositivi per la produzione di formaggio di soia o pane in contesti spaziali, l’utilizzo di scarti alimentari per allevamenti di lombrichi per la produzione di humus per il terreno marziano, fino alla produzione di carne a base cellulare e coltivazione di spirulina con l’utilizzo di fotobioreattori da utilizzare per prodotti tipici come l’erbazzone. Nel menù, quindi, non manca il riferimento alla tradizione contadina.

Le aziende e le università stanno progettando il cibo che nello spazio si può conservare in condizioni diverse rispetto al nostro ambiente terrestre. “La componente esperienziale in contesti extra terrestri gioca un ruolo di primo piano, tanto che diverse proposte progettuali si sono concentrate sul far vivere momenti di quotidianità legati al cibo e alle bevande”.

In una sintesi dei ricercatori di Art-ER (agenzia della Regione Emilia-Romagna) si svelano le idee più originali come quella dedicata a “percepire la fragranza e il gusto del vino usando le vie retro nasali tramite un bicchiere innovativo che rilascia l’essenza del vino. O, anche, le proposte che fanno rivivere l’esperienza di un piatto di pasta prodotto con una meal box o del compleanno con una torta che combina gusto ed elementi tecnologici per vivere un momento di festa”. C’è spazio anche per l’ortofrutta in questo contesto.

Un bando che finanzia le imprese

Sarà importante il design applicato al food “tra i protagonisti nella progettazione di nuovi scenari di vita, con l’opportunità di raggiungere nuove scoperte e applicazioni utili anche per vivere meglio sul nostro pianeta“. Quello che ha sostenuto  l’esperto e imprenditore Andrea Pontremoli,  in un video della Regione dove ha ricordato i 300mila brevetti originati dalla prima missione sulla luna. E sono passati 50 anni. Per gli imprenditori, almeno quelli emiliano-romagnoli, c’è il bando che finanzia la ricerca spaziale.

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