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Il kiwi italiano può cullarsi sugli allori?

L’editoriale del settimanale tedesco Fruchthandel Magazin sull’inizio della stagione italiana di commercializzazione dell’actinidia in Germania.

Il kiwi italiano può cullarsi sugli allori?

Le notizie sul kiwi all’inizio della stagione non sembrano preoccupanti.
Con oltre quattrocentomila tonnellate il Paese mantiene la sua posizione di principale produttore di kiwi al mondo. Anche la qualità e i calibri, come riferiscono alcuni importanti esportatori, sono di ottimo livello. Però gli operatori non nascondono le loro preoccupazioni. 415.000 t sono un quantitativo che innanzitutto dovrà essere venduto. Si guarda alla stagione entrante allo stesso temo con una dose di ottimismo e una di inquietudine. Non solo il rilevante volume del prodotto, ma anche il calo del consumo di prodotti ortofrutticoli nonché un cambio sfavorevole fra Dollaro ed Euro frenano l’entusiasmo degli esportatori. A questi problemi si aggiunge il fatto, che il mercato tedesco nel suo complesso diventa sempre più difficile. Dunque, cosa fare? Non esiste naturalmente una ricetta unica per una stagione di successo. Gli operatori affronteranno l’inverno con nuove strategie ed azioni già collaudate. Invece di guardare solo al mercato tedesco, le ditte cercano sempre di più nuovi mercati per il kiwi italiano e malgrado il cambio sfavorevole del Dollaro si pensa innanzitutto agli Stati Uniti ed al Canada. L’altra soluzione è puntare costantemente sulla qualità. In questa stagione si potrà constatare se il tanto lodato progetto “Made in Blu” si sta guadagnano sul campo gli allori ricevuti in anticipo ed in abbondanza persino dal ministro Alemanno. A tutto ciò si aggiunge anche il rispetto dei valori minimi Brix, che farà contenti tutti i consumatori. Un altro strumento di marketing di questa stagione è l’IGP che distinguerà i Kiwi di alcune zone italiane. Infine, con varie azioni di vendita sui POS in Italia ed sui mercati europei gli esportatori faranno conoscere meglio ai consumatori la qualità del kiwi italiano. Se tutti questi propositi aiuteranno a rendere la stagione positiva lo si saprà solo alla fine a bilancio fatto. In ogni modo è bene che gli esportatori italiani si pongano per tempo il problema dell’aumento delle vendite e non, come successo spesso in passato, solo quando i buoi sono già scappati.

Traduzione Fruitecom

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