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Scarti di pomodori, nuovo business Ue

Prende il via il progetto europeo “Tom”

ROMA – Quattro milioni di tonnellate di scarti di pomodoro. A produrli, ogni anno, è l’Ue. Per evitare che vengano sprecati, è stato dato il via al “progetto Tom” (dall’inglese tomato). Secondo gli esperti di Bruxelles, recenti ricerche hanno dimostrato, infatti, che gli scarti dei pomodori sono pieni di sostanze nutritive. Dunque, invece di trasformarli in mangimi per animali o distruggerli, il progetto “Tom(ato)” ha permesso di individuare tecniche per trasformarli in “additivi alimentari naturali”. Ogni anno nella Ue si coltivano 8,5 milioni di tonnellate di pomodori, il 18% dei quali vengono venduti ai consumatori, mentre il resto viene trasformato in alimenti quali salse, ketchup e prodotti in scatola. Nel corso del processo di lavorazione, il 40% circa dei pomodori, soprattutto bucce e semi, viene scartato e solo parzialmente trasformato in mangimi per animali. La maggior parte degli scarti vengono invece distrutti. I residui potranno così essere trasformate in pratiche pasticche o in olio, fornendo sostanze ricche in carotenoidi, proteine, zuccheri, fibre e olio. Quest’ ultimo, secondo gli esperti del consorzio di aziende che partecipano al progetto, è particolarmente sano e destinato al successo, grazie “all’alto contenuto di grassi insaturi”. Gli scienziati hanno scoperto un metodo del tutto naturale per estrarre dai residui di pomodoro le sostanza nutritive, grazie a uno speciale trattamento di lavaggio e di purificazione delle scorie e al ricorso allo speciale processo della “affinità cromatografica” che permette di ottenere un estratto puro al 98%.

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