VOG_TopNewsgenerale_21nov-18dic

Calano i consumi di ortofrutta

Siccità e rincari provocano una contrazione del 13%

Siccità e rincari: gli italiani non mangiano più frutta

L’allarme della Cia, la Confederazione italiana agricoltori: malgrado il caldo i consumi di frutta e verdura sono calati del 13% rispetto al 2002. Tra giugno e luglio i prezzi solo saliti anche del 50%

ROMA ? Malgrado l?estate e il caldo afoso, gli italiani non riescono a trovare refrigerio nella frutta e nella verdura. Il motivo è presto detto: costa troppo. I prodotti freschi e di stagione hanno subìto infatti aumenti vertiginosi a causa del calo idrico con punte sui prezzi anche del 50%. E nel periodo che va dal 15 giugno al 15 luglio, quando oltretutto le temperature in Italia sono salite maggiormente, i consumi sono calati intorno del 13 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A rilevarlo è la Cia (Confederazione italiana agricoltori) la quale evidenzia che, sull’onda della siccità, i rincari hanno scoraggiato i consumatori dal comprare frutta (calo del 12,5 per cento) e ortaggi freschi (meno 13,5 per cento). (…)

per la notizia completa: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,184650,00.html

Si tratta -commenta la Cia- di un’ulteriore diminuzione nei consumi che va ad aggiungersi a quella, sempre per i prodotti ortofrutticoli, che si è avuta nell’intero 2002. Un meno 10 per cento così ripartito: 11,7 per cento per la frutta fresca, 11,3 per cento per gli ortaggi freschi, 8,7 per cento per la frutta secca, 13, 6 per cento per gli ortaggi surgelati e in scatola.
Quindi, nonostante gli inviti da parte di medici e nutrizionisti a mangiare più frutta e verdura, gli italiani, probabilmente frenati dagli aumenti al consumo spesso artificiosi e di natura speculativa, hanno ridotto i loro acquisti di questi prodotti. Non basta. Sono, comunque, anche le cattive abitudini alimentari a causare questa flessione. Secondo gli esperti bisognerebbe mangiare almeno cinque porzioni al giorno di frutta e ortaggi. Sta di fatto però -segnala la Cia- che il consumo medio annuale di frutta e verdure per nuclei familiari è passato dai 460 kg del 2001 ai 448 kg del 2002.
In quest’ultimo mese ogni italiano ha consumato al giorno poco più di 3 etti di prodotti ortofrutticoli contro i quattro che si sono registrati nello sorso anno e i 4,3 del 2001. Una tendenza al ribasso che, viste le ultime rilevazioni, è destinata ad accentuarsi nel corso del 2003. La Cia sottolinea, inoltre, che la siccità e la carenza d’acqua, oltre a causare danni ingenti alle colture (che superano ormai i 5,5 miliardi di euro), sta mettendo a rischio molti prodotti tipici e di qualità delle nostre terre. Secondo le prime proiezioni, formaggi, oli, vini, ortaggi, legumi, frutti e alcuni tipi di cereali, tutti Dop e Igp, potranno scarseggiare proprio a causa del gran caldo e nello stesso tempo subire anche aumenti nei prezzi. Secondo le prime stime elaborate dalla Cia, per questi prodotti potranno verificarsi rincari tra il 25 e il 30 per cento per gli oli extravergini d’oliva a denominazione d’origine; tra il 15 e il 20 per cento per i vini di alto pregio e per quelli di nicchia (sotto le 80.000 bottiglie); del 20 per cento per i formaggi stagionati, in particolare quelli d’alpeggio; tra il 15 e il 25 per cento per gli ortofrutticoli e i cereali ( arance, fagioli, riso, uva da tavola, farro, lenticchie e castagne); del 10 per cento per carni e salumi.

(Visited 17 times, 1 visits today)