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Lifting per il mercato di Treviso

Presentato il progetto di ristrutturazione dell’agrimercato

La Spa a capitale pubblico-privato, che riveste un ruolo guida in chiave nazionale, ha presentato la prossima grande ristrutturazione
Treviso Mercati, il «lifting» è servito
Subito una copertura all’avanguardia, poi le strutture s’allargheranno

Antonio Frigo

Un mercato ortofrutticolo al passo dei tempi anche da un punto di vista architettonico, quasi a significare ciò che Trevisomercati Spa rappresenta, ormai, in Italia ed in Europa: un punto di riferimento, un fulcro d’innovazione, un modello sperimentale di cui si parla a Milano come a Berlino, un baluardo da cui è partita la riscossa dei mercati ortofrutticoli italiani, che sembravano destinati alla morte per consunzione.
Questo il perno attorno al quale è ruotata, iari mattina a Palazzo Rinaldi, la conferenza stampa che ha presentato le linee di sviluppo futuro («L’aereo è già decollato – ha detto coloritamente Gentilini – e con un decollo verticale degno dei caccia inglesi») dell’ area delle Stiore nella quale già trova spazi e strutture l’attuale Trevisomercati. Uno studio di fattibilità, per ora, che presto sarà progetto preliminare redatto dallo studio dell’architetto Sergio Malgaretto.
«Ho sacrificato – ha detto il sindaco Gentilini – lo stadio delle Siore, per una causa superiore: l’economia della città è fondamentale ed ha il suo prezzo, agli stadi si può dare una collocazione migliore, in zone più verdi e alberate. A chi ci ha detto che potevamo provvedere alla costruzione di un mercato ex novo, rispondo che ci sarebbe costato più di cento miliardi solo in nome dell’estetica. Non ne sarebbe valsa la pena: il mercato c’è e, con i nuovi spazi conquistati attorno (campo Stiore e terreni ex Consorzio Agrario ndr), potrà crescere ulteriormente».
A presentare quello che per Gentilini è il «decollo verticale» (che dopo i lavori preliminari, già svolti, prevede intanto la copertura dell’intera area ora occupata, 13 mila metri quadrati, ma che proseguirà con la ristrutturazione della palazzina uffici-rapporti con il pubblico, il tutto per un valore di 2 milioni 750 mila euro), ieri mattina, c’era un tavolo qualificato: oltre al sindaco, il sottosegretario Gian Paolo Dozzo (che ha la specifica delega al settore ortofrutta), l’assessore Fulvio Zugno, il presidente di Trevisomercati Cesare Bellò, il direttore (nonchè presidente della potente Mercatisassociali italiana) Francesco Cera. E’ stata, quindi, anche l’occasione per fare il punto sulla situazione del mercato ortofrutticolo, sia in ottica nazionale, sia puntando la lente d’ingrandimento sul fenomeno-Treviso.
Treviso che è il diciottesimo mercato nazionale, il terzo (dopo Verona e Padova) del Veneto. Ma che ha – parole di un soddisfatto Dozzo, che collabora con la Spa sin dai primordi – caratteristiche uniche di dinamicità e sperimentalità, «tanto da essere diventato un esempio di innovativa efficienza citato in tutta Italia e approdato alla ribalta della piazza Berlinese, la più importante d’Europa. Un laboratorio d’idee che ha subito messo in campo, fin dalla sua costituzione, che fu una scommessa in tempi cupi, un assetto societario unico, i cui attori principali sono tutti gli operatori di mercato rappresentabili, l’intera filiera del mercato ortofrutticolo incardinata nella gestione».
«Da qui – ha detto Bellò – sono venute le idee e se Treviso ha espresso la presidenza di Mercati Associati Italy, il fatto non può davvero essere considerato casuale».   Fonte:

La Tribuna di Treviso del 1.03.02  

 

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