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Guerra delle nocciole contro la Turchia

L´Italia protesta per la violazione degli accordi sullo stoccaggio

Il 2002 è stato disastroso per i produttori di nocciole, non solo in Italia, ma in tutta la Ue. I prezzi ai produttori sono scesi del 20%, passando in media dalle 400 mila lire del 2001 (circa 210 euro) ai 165 euro del 2002.
Tra gli elementi contrari vi sono le avversità atmosferiche, che hanno influito sulla produzione e sulla qualità. Ma soprattutto ha influito la violazione degli accordi di stoccaggio della Turchia. «Questo Paese – precisano alla Coldiretti di Cuneo – riceve consistenti aiuti per lo stoccaggio d´ingenti quantitativi di nocciole. Si tenta così di rallentare l´esportazione del frutto verso i Paesi Ue». «Il nuovo governo turco però – afferma Giorgio Ferrero, presidente piemontese di Coldiretti – in aperta
violazione degli accordi, ha svuotato i magazzini, aumentando a dismisura il flusso di questi frutti nel nostro mercato». La Coldiretti chiede al Governo di farsi promotore di un´azione che porti al rispetto degli accordi Turchia-Ue. Nel frattempo, e in considerazione del danno già provocato, la Coldiretti chiede che vengano adottate misure straordinarie in difesa del mercato. Di quali provvedimenti potrebbe trattarsi? Si parla di ripristinare i dazi all´importazione, compiere azioni di promozione del prodotto italiano e aiuti straordinari alla commercializzazione del prodotto invenduto. La Coldiretti sollecita anche maggiori controlli fitosanitari sull´import di
nocciole, troppo spesso coltivate con metodi non paragonabili a quelli delle nostre migliori produzioni. Del resto, la Coldiretti piemontese fa notare come la buona qualità delle nostre nocciole abbia sollecitato l´attenzione delle grandi industrie dolciarie. E l´industria pare non volersi tirare indietro. Tanto che la «Novi» del Gruppo Elah-Dufour intende investire sul prodotto tipico, dando così concretezza alla tracciabilità. «La Coldiretti di Cuneo – afferma il direttore Bruno Rivarossa – con la collaborazione della Piemonte Asprocor segue l´evoluzione dell´accordo interprofessionale, nella convinzione che la strada intrapresa sia quella giusta: da una parte il riconoscimento del lavoro svolto dagli imprenditori agricoli, dall´altra una produzione industriale strettamente connessa con il territorio». Un ruolo importante in questa vicenda lo svolge anche il Consorzio per la tutela e valorizzazione della Nocciola progetta iniziative per far conoscere i prodotti a base di nocciole Igp. In Piemonte, la superficie a noccioleto è di 10 mila ettari mentre la produzione nel 2002 è stata di 130 mila quintali.
Gianni Stornello

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