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Fruit Logistica 2003 : premiato l’Alto Adige

Successo delle mele altoatesine alla Fiera di Berlino

Fruit Logistica 2003. premiato l’Alto Adige

Gamper: «Qualità e cooperazione per vincere la concorrenza»
AGRICOLTURA Successo alla “Fruit Logistic” di Berlino

BOLZANO. Si è conclusa nei giorni scorsi a Berlino l’undicesima edizione della “Fruit Logistic”, la più importante manifestazione e punto d’incontro del commercio di frutta internazionale a livello mondiale. Su di un’area di circa 30 mila metri quadri, si sono presentati più di 800 espositori di 50 Paesi diversi. Oltre 14 mila i visitatori esperti del settore provenienti da tutto il mondo hanno visitato la rassegna.
In questa fiera specializzata l’Alto Adige, che a livello mondiale è uno dei maggiori esportatori di frutta fresca verso la Germania (circa il 30% della produzione complessiva è infatti destinato a tale mercato), è stato rappresentato con uno stand collettivo organizzato dalla Camera di Commercio. Quest’anno le diverse associazioni del settore ortofrutticolo, come il Vog (Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell’Alto Adige), la Vi.P (Cooperativa Produttori ortofrutticoli Val Venosta) e Fruttunion, si presenta insieme alle diverse associazioni di agricoltura biologica aderenti.
Nell’ambito della rassegna è stato assegnato il “Mercurio Verde” che è andato alla frutticoltura altoatesina. La rivista Fruchthandel Magazin, che ha contribuito all’organizzazione della fiera, ha assegnato il premio in quanto «l’Alto Adige ha raggiunto una posizione di rilievo sia nel rinnovo delle varietà che nella garanzia della qualità esterna ed interna della mela».
«In Alto Adige l’economia ortofrutticola vanta una lunga e ricca tradizione – ha osservato Matthias Josef Gamper presidente dei frutticoltori sudtirolesi – Già nel sedicesimo secolo, infatti, è iniziata l’esportazione della frutta prodotta nella terra lungo le rive dell’Adige. Così per mezzo di particolari corrieri frutta fresca e conservata veniva portata fino alle corti austriache. E più tardi, le varietà di frutta a più lunga conservazione raggiungevano addirittura la Russia, dove venivano servite alla corte degli zar. Ma la nascita del vero e proprio commercio d’esportazione della frutta altoatesina si ha nel 1867, anno in cui viene realizzata la ferrovia del Brennero, che assieme alla regolazione del corso dell’Adige segnò la grande svolta per il definitivo passaggio dall’agricoltura alla frutticoltura.
La frutticoltura industriale altoatesina, pur essendo la più vecchia d’Europa, è un ramo economico relativamente giovane. Nel 1893 è stata costituita la prima cooperativa frutticoltori, alla quale, fino alla fine della seconda guerra mondiale, se ne aggiunsero altre. Fu però nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale che all’interno della frutticoltura il settore delle cooperative ebbe un rapido e sostenuto sviluppo.
Oggi la situazione si presenta in un’immagine del tutto diversa, in cui ci si allontana dalla fondazione di nuove cooperative per orientarsi piuttosto ad una fusione di quelle esistenti. Le cooperative cercano di stare al passo con lo sviluppo, e ciò è dimostrato dalla crescita dei servizi orientati al mercato, dalla volontà di mantenere su di un elevato livello tecnico i centri ed impianti di cernita e di confezionamento e di conseguire una limitazione dei costi mediante una buona gestione nella conduzione dell’azienda. In ciò rientra anche la concentrazione dell’offerta, che trova la sua espressione nelle diverse forme di cooperazione e nelle avvenute fusioni”. Solo unendo le forze e presentando prodotti di buona qualità, oggi è possibile mantenere la propria posizione su questo mercato caratterizzato da una concorrenza sempre più aspra.
Attualmente, in Alto Adige l’area coltivata a frutta raggiunge una superficie di circa 17.600 ha, con una produzione annua che si aggira intorno alle 900.000 tonnellate. E sono circa 9.000 le aziende a conduzione familiare che in Alto Adige si dedicano alla frutticoltura. Il 77% di tutte le aziende frutticole dispone di una superficie inferiore ai 3 ettari».

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