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Patata di Bologna verso il DOP

Il Consorzio della Patata Tipica di Bologna ha richiesto il riconoscimento europeo

Bologna: anche la patata vuole ottenere il bollino DOP

L’agricoltura bolognese alla riscossa sul fronte delle produzioni di qualità. Dopo l’asparago di Altedo (il bollino IGP è attesa nel giro di pochi mesi), anche la patata di Bologna punta al bollino comunitario più prestigioso, la DOP (denominazione di origine protetta) che dovrebbe arrivare nel 2003. La patata è da sempre una produzione tipica del Bolognese: 5600 ettari investiti per un giro d’affari di 30 milioni di euro all’anno. Dopo la grande crisi del 1992, Bologna ha costruito un “sistema patata” vincente: due forti associazioni di produttori, quattro realtà cooperative, dieci operatori commerciali privati, la Borsa patate, l’accordo interprofessionale regionale, l’Osservatorio economico, il Consorzio per la patata tipica di Bologna. Poi l’innovazione rappresentata dalla patata Selenella, l’unica al mondo arricchita con un elemento nobile quale il Selenio. La situazione congiunturale quest’anno è particolarmente pesante. Un eccesso di offerta ha fatto crollare il prezzo dei tuberi, tanto che in certe regioni sono stati pagati alla produzione ancora meno di 0.052 Euro/kg, meno di 100 lire. E così, dopo aver chiuso una buona campagna 2001/2002, quest’anno i soci del Consorzio hanno deciso di rilanciare puntando sull’alta qualità del prodotto con la scelta della DOP e di una campagna pubblicitaria da 775.000 euro.

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