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Aumenta in Italia il numero dei vegetariani

Dopo «mucca pazza» tre milioni di consumatori mangiano solo «verde»

PER ALCUNI E´ DIVENTATA UNA SCELTA ETICA E FILOSOFICA
Tre milioni mangiano solo «verde»
Dopo «mucca pazza» cresce il numero dei vegetariani

ROMA

Sono già un esercito di tre milioni, e nel 2050 potrebbero diventare la maggioranza. Sono gli italiani che a tavola preferiscono piatti «in verde»: il numero dei vegetariani sta crescendo e se un tempo era una moda, una scelta di vita non violenta verso gli animali, ora sta diventando quasi una «religione salutista», insomma sono sempre di più quelli convinti di vivere più a lungo e meglio evitando – come dicono – di «cibarsi di cadaveri». A questa realtà è dedicata la copertina de «La nuova ecologia» il mensile di Legambiente. «Non mangiare carne e prodotti animali è una scelta di vita che tra cinquant´anni scalzerà gli onnivori. Secondo gli ultimi dati dell´Eursispes siamo a due milioni e novecentomila – sostiene Carmen Somaschi, presidente dell´associazione vegetariani italiana -, ma ci sono indicatori che segnalano numeri maggiori. Per esemprio il nostro sito Internet, ogni giorno aumentano i contatti, che hanno avuto un´impennata dopo gli scandali alimentari. Infatti la scelta di mangiare vegetariano è anche una scelta di salute: il consumatore ha compreso che l´alimentazione è un fatto importante, da non lasciare al caso, soprattutto in Italia». Il riferimento, va da sè, è al caso «mucca pazza», il panico da macelleria ha fatto aumentare l´acquisto dei vegetali e di tutto ciò che poteva sostituire una buona bistecca, dal momento che si riteneva non più sicura. Le ricerche e gli studi parlano chiaro: l´incremento di chi preferisce cibi alternativi alla carne è del 9 per cento nell´ultimo anno. E tra questi sono sempre di più i «vip», personaggi dello spettacolo come Jovanotti, diventato una «bandiera» per i vegetariani, e dello sport, ad esempio Carl Lewis campione di salto in lungo e di velocità. A generare paura per i cibi sono anche gli alimenti ogm, prodotti con «organismi geneticamente modificati». «Molti ci telefonano o ci chiedono come individuarli – aggiunge la Somaschi – abbiamo uno sportello consumatori molto attivo attraverso il quale si cerca di dare corrette indicazioni sull´alimentazione, e in generale sul movimento vegetariano nel mondo. C´è poi chi vuole conoscere gli indirizzi di mense e self-service che servono piatti vegetariani, anche tra i cuochi sono sempre di più quelli che preferiscono affiancare ai menù tradizionali quelli vegetariani». Vengono pubblicate guide specifiche dei ristoranti vegetariani, spesso vicini alle aziende agricole che producono solo bio-ortaggi. «Nei giorni scorsi abbiamo presentanto il “Mangiarbene vegetariano 2002”, un manuale sulla ristorazione italiana – aggiugne la Somaschi -, molti dei ristoranti citati hanno menù biologici. Ci sono poi locali tradizionali che ci chiedono informazioni per compilare menù vegetariani. L´essere vegetariani sta diventando un fenomeno di costume e di massa, ma il nostro movimento ha anche motivazioni etiche e di coscienza». L´Avi è stata fondata nel 1952 a Perugia da Aldo Capitini, e a oggi conta già seimila iscritti. Capitini è stato considerato il padre dei pacifisti italiani, il suo motto era: «Dobbiamo disarmarci anche nei confronti degli animali». Ma una dieta verde è veramente priva di rischi? «La nostra alimentazione – ribatte Carmen Somaschi – è accettata anche dalla medicina ufficiale. I vegetariani compensano la mancanza della carne con uova e formaggio. Il vegetariano è un consumatore attento: legge le etichette più degli altri e si informa meglio mettendosi al riparo dai rischi alimentari molto di più dei consumatori “tradizionali”». Accanto ai vegetariani intanto si sviluppano altre teorie alimentari. I «crudisti» ad esempio si alimentano esclusivamente di vegetali e frutta non cucinati, escludendo tutto ciò che per essere consumato deve essere cotto. I «fruttariani» invece mangiano frutta e semi come noci e nocciole, integrandoli talvolta con alcuni ortaggi. Con queste abitudini, secondo i medici, i rischi di carenze alimentari sono elevatissimi.
Antonella Mariotti

La Stampa Del 8/4/2002 Sezione: Cronache italiane Pag. 14)

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