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Il caro-verdure costerà 756 euro per famiglia

Calcolato l’impatto dei rincari sui consumatori

Calcolato l?impatto dei rincari sui consumatori

Campi «bruciati» dalla siccità e colture paralizzate dal gelo. Insalatine e altre verdure stroncate sul nascere dal grande freddo. Zucchine che costano come porcini e radicchi smerciati con la cautela che si deve ai superstiti di un?epidemia. Le conseguenze dell?inverno ghiacciato e secco sono tante. Una di queste plana direttamente sulle tavole delle nostre abitudini ma soprattutto nelle nostre tasche di esordienti dell?euro. Lo si è visto anche a Verona con l?inchiesta fatta da L?Arena all?inizio della settimana scorsa. Qualcuno ha già fatto i conti dello straordinario caro-frutta e verdure. I rincari potrebbero avere un impatto su ogni famiglia italiana tipo – padre, madre, figlio – pari alla bellezza di 756 euro all?anno, un milione 464 mila lire. Una stangata. Se poi il calcolo interessa un anziano solo, il «danno» toccherà quota 347 euro, mentre se la famiglia ha tre figli lieviterà a 898,63 euro. Le previsioni sono della Federconsumatori, che elaborando i dati Istat ha verificato le ricadute degli aumenti dei prezzi ortofrutticoli sulla spesa di alcune tipologie familiari. Visto il risultato preoccupante, le organizzazioni dei consumatori stanno alzando il tiro e chiedono al governo «controlli puntuali e sanzioni esemplari al fine di calmierare i prezzi».
Quest?ultima richiesta nasce anche dal sospetto che non siano sempre siccità e gelo i responsabili dell?aumento veritiginoso dei prezzi. Per qualche prodotto è così. Ma per altri è una sciocchezza e qualcuno ci specula. La Coldiretti avverte perciò che, al momento di fare la spesa, è bene sapere quali sono i prodotti in campo in questo periodo e quali quelli che vengono tenuti in serra o magazzino. Aglio, cipolle, patate, zucche, mele, kiwi, pere, noci, nocciole, mandorle e castagne sono stati già raccolti e sono dunque in magazzino. Mentre cetrioli, pomodori, zucchine, peperoni, melanzane e fragole sono prodotti coltivati in serra. Per entrambe le «categorie» dunque il clima non può influire sui prezzi. Non c?è dubbio invece che l?inverno gelido possa stroncare le coltivazioni sul campo, cioè carote, cavolfiori, lattuga, sedano, spinaci, radicchio, finocchi, limoni, mandarini, arance e clementine.
Attenzione dunque, avverte anche la Confagricoltura: se può essere giustificata l?impennata del prezzo dell?insalata, non lo è per zucchine, pomodori o peperoni. La situazione è tanto sconcertante che il ministro Alemanno ha già puntato il dito contro i grossisti, avendo scoperto nei mercati rincari anche del 250%. E che il Telefono Blu di SosConsumatori s?è attivato mettendo i guardia i cittadini dal pericolo di venire ingannati – dopo gli eurofurbi e gli eurosaldi – dagli euro-ortaggi. Telefonate sono arrivate da tutta Italia al numero speciale 1780.690.690, ma la richiesta dell?associazione è anche che il governo intervenga per monitorare la situazione.

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