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Logistica e Trasporti

Brt, stop all’amministrazione giudiziaria

Durante l’ultimo anno l’azienda ha intrapreso un percorso che ha portato a una nuova governance: 600 assunzioni e parco fornitori ridotto

Il tribunale di Milano ha revocato l’amministrazione giudiziaria per Brt, partita un anno fa.

A farlo sapere è la stessa società, la quale sottolinea come la richiesta di far cessare il provvedimento sia arrivata direttamente dal  pm che ha condotto le indagini, poiché sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati. Nella pratica, sono state messe in atto una serie di azione correttive – tra cui l’internalizzazione di 600 addetti e la riduzione del numero di fornitori, nonché la verifica e selezione di questi ultimi – in modo da cambiare la propria governance e convincere il tribunale a far cessare il provvedimento.

La società ha dichiarato infatti di aver “da subito collaborato con l’autorità giudiziaria e con il team dell’amministratore giudiziario, per colmare le lacune evidenziate e risolvere ogni tipo di criticità”.

I fatti

Prima di entrare nel merito del nuovo corso, vale la pena ricordare l’accaduto e dunque andare indietro di quasi un anno e mezzo, precisamente a dicembre 2022, quando Brt viene sottoposta a un’indagine relativa all’evasione dell’Iva, come conseguenza del ricorso a false cooperative per la fornitura di manodopera. Il risultato è l’accusa di frode fiscale e di caporalato, il che rende necessari due maxi sequestri preventivi. 

Le azioni correttive

Durante l’amministrazione giudiziaria sono stati introdotti dei correttivi che hanno reso Brt “meglio equipaggiata sotto il profilo della governance, dell’assetto organizzativo e degli organi di vigilanza e controllo, alimentati da nuove e più efficaci professionalità e competenze”.
E’ stato tracciato un percorso gestionale che segna discontinuità rispetto al passato: Brt opera “con un nuovo modello di business, univocamente orientato a favorire situazioni di trasparenza nei rapporti negoziali, in particolare di handling e trasporto”.

Il riassetto ha interessato “la corporate governance, gli organi di controllo e di vigilanza, le procedure aziendali e la compliance”. La società ha inoltre avviato una “profonda revisione del modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del decreto legislativo 231/2001 e ha realizzato un sistema di controllo interno rafforzato, istituito una funzione procurement e adottato nuove procedure di selezione e di contrattualizzazione dei fornitori di servizi di facchinaggio e trasporto, introducendo stringenti standard di comportamento ed efficaci presidi di controllo e monitoraggio sulle terze parti,  tra cui la predisposizione di un albo dei fornitori diretto a garantire la genuinità degli appalti e ad assicurare alla società controparti dotate dei necessari requisiti reputazionali e di elevati standard di correttezza operativa”.

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