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Logistica e Trasporti

Gaza, trasporto marittimo tra pericoli e aumento dei costi

Gli attacchi alle navi in Medio Oriente sono all’ordine del giorno. Cambi di rotta e premi assicurativi fanno lievitare i noli

La sicurezza delle navi nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso è oramai un optional. Causa il conflitto nella Striscia di Gaza, nelle ultime settimane sono svariati gli attacchi a portacontainer legate, o presumibilmente legate, a Israele. Le compagnie di navigazione cercano quindi nuove strade, con ricadute negative sia sulla durata dei viaggi, sia sull’aumento dei costi.

Gli attacchi in mare

Sono numerosi gli attacchi che si sono verificati nei giorni scorsi, tanto da diventare impossibile tenerne il conto. Per citarne alcuni, il caso della Unity Explorer battente bandiera delle Bahamas e appartenente alla britannica Unity Explorer, la quale sarebbe stata attaccata al largo di Mocha, nello Yemen, da due droni, senza però riportare danni.

Nei guai anche Number 9, portacontainer da 4.250 teu, battente bandiera di Panama e gestita dalla Overseas Orient Container Line. Anche in questo cado la nave sarebbe stata colpita da un drone: qualche danno, ma nessuna conseguenza per l’equipaggio. In un solo giorno, lo scorso 3 dicembre 2023, sono poi state colpite con missili una portacontainer e due rinfusiere.

Oltre ai casi verificati, sono continui gli allarmi lanciati dalle compagnie, tanto che un comunicato del Comando centrale degli Stati Uniti riassume: “Gli attacchi rappresentano una minaccia diretta al commercio internazionale e alla sicurezza marittima. Mettono a repentaglio la vita degli equipaggi internazionali che rappresentano più Paesi in tutto il mondo. Abbiamo anche tutte le ragioni per credere che questi attacchi, sebbene lanciati dagli Houthi nello Yemen, siano pienamente consentiti dall’Iran. Gli Stati Uniti prenderanno in considerazione tutte le risposte appropriate in pieno coordinamento con i loro alleati e partner internazionali”.

La ricadute

Le consegue di questa situazione di pericolo non sono tardate ad arrivare. Diverse compagnie, tra cui Msc, Zim e Maersk, hanno deciso di bypassare il passaggio dei Canali di Suez e di Bab Al-Mandab.

E poi non mancano le conseguenze sui costi: si è infatti registrato un immediato aumento dei premi assicurativi per i mercantili che transitano nell’area interessata dagli attacchi, il che significa per tutti quelli che usano il Canale di Suez e imboccano la rotta di circumnavigazione dell’Africa. Una scelta che aumenta costi e tempo di viaggio.

Per fare un esempio concreto, a Londra i valori per il rischio di guerra sono passati dallo 0,03 del valore della nave, allo 0,05 per cento. Ma si arriva a superare anche lo 0,1 per cento. Il che significa migliaia di euro in più per ogni viaggio.

Infine, per contrastare gli attacchi, Stati Uniti e Gran Bretagna stanno rinforzando la presenza di navi militari nell’area: sono già stati abbattuti missili e droni diretti contro mercantili.

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