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Logistica e Trasporti

Trasporto merci, nel 2023 si spenderà di più

Aumentano i pedaggi al Brennero, Monte Bianco e Fréjus. Il prossimo anno i camion staranno fermi per 78 giorni (salvo scioperi)

Dal primo gennaio 2023 movimentare la merce in Europa costerà di più. Sono infatti previsti aumenti dei pedaggi dei principali valichi, Monte Bianco, Fréjus e Brennero.

Più cari Monte Bianco e Fréjus

L’inflazione galoppante che sta caratterizzando la fine del 2022 ha infatti come ennesima ricaduta negativa l’aumento del 7,36% delle gallerie stradali del Monte Bianco e del Fréjus. A stabilirlo la Commissione intergovernativa, la quale ha calcolato i rincari sull’inflazione media registrata tra settembre del 2021 e agosto del 2022.

E pertanto, sia per l’ingesso dall’Italia, sia per l’ingresso dalla Francia, il classico veicolo adibito al trasporto internazionale pagherà circa 600 euro per la tratta andata e ritorno, poco meno di 400 se opterà per la sola andata.

Aumenti anche al Brennero

Per i veicoli industriali gli aumenti ci saranno anche per i pedaggi autostradali sull’asse austriaco del Brennero: +2,8%, ma per i veicoli con motori Euro 6, per cui viene annullato lo sconto che gli era stato riservato dal governo austriaco, la percentuale salirà al 4 per cento.

Resteranno in vigore i supplementi di pedaggio per i trasportatori che viaggiano di notte, dalle 22.00 alle 5.00, sull’intera rete stradale austriaca e i supplementi per i veicoli industriali che viaggiano nei tratti alpini e in alcune gallerie.

Il Tirolo penalizza l’Italia e favorisce la Svizzera

Sempre restando in Austria, agli autotrasportatori  non piace la notizia del governo del Tirolo che ha deciso di mantenere per tutto il 2023 l’esenzione per il traffico locale del divieto di circolazione settoriale per veicoli industriali che viaggiano nella direzione est-ovest.

Non sono tardate le reazioni di Anita (Associazione nazionale imprese trasporti automobilistici): “La proroga dell’esenzione per il traffico locale e di transito est-ovest rappresenta l’ennesima beffa al settore dell’autotrasporto merci in quanto legittima ancora una volta una disparità di trattamento da parte del governo Tirolese in un corridoio come il Brennero di fondamentale importanza per garantire il transito delle merci da e verso l’Europa – ha spiegato il presidente Thomas Baumgartner – Tali esenzioni dai divieti prevedono un’inaccettabile differenziazione tra i mezzi in transito nel territorio Tirolese in direzione sud-nord per i collegamenti dell’interscambio merci tra l’Italia e il Nord Europa e i mezzi provenienti dalla Svizzera e che transitano in tale regione in direzione dell’Austria dell’est, poiché mentre per i primi è previsto obbligatoriamente l’utilizzo di veicoli Euro 6 immatricolati successivamente al 31 agosto 2018, per quelli impegnati nel traffico locale o nel transito est-ovest è consentito l’impiego di veicoli Euro 6 immatricolati in qualunque data”.

Stop di 78 giorni nel 2023

Infine, uno sguardo al calendario dei divieti di circolazione per i veicoli industriali. Il prossimo anno saranno 78 i giorni in cui i camion resteranno fermi, un giorno in più rispetto al 2022. A dirlo il decreto del ministero dei Trasporti che prevede, come di consueto, lo stop tutte le domeniche (nei mesi estivi anche qualche venerdì e qualche sabato) e durante le festività nazionali. Il mese con più divieti sarà luglio, con 12 giorni di fermo, seguito da agosto, (11) e aprile (dieci). A febbraio,  marzo, settembre e ottobre, invece, i tir viaggeranno sempre, fatta eccezione per la domenica.

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