vog_topnews_07set-02nov
Logistica e Trasporti

Coronavirus vs Schengen 1 a 0

Sette stati Ue ripristinano le frontiere. E Bruxelles blocca anche gli ingressi dai paesi extra-Schengen. Ma gli alimenti devono circolare

La pandemia coronavirus mette ko anche la convenzione internazionale che mette al centro la libera circolazione delle merci tra i paesi dell’Ue. E’ infatti giunta la notizia che sette stati membri dell’Unione europea – precisamente Austria, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Ungheria, Polonia e Lituania – a cui si aggiunge la Svizzera (la quale partecipa allo spazio di libera circolazione) – hanno notificato la reintroduzione di controlli temporanei alle frontiere interne. La misura ha effetto immediato e può durare per 10 giorni, rinnovabili sino a un massimo di due mesi. Possono farlo? Sì, e a dirlo è l’articolo 28 del Codice delle frontiere di Schengen, il quale recita, al comma 1: “Quando una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna di uno stato membro richiede un’azione immediata, lo stato membro interessato può, in via eccezionale, ripristinare immediatamente il controllo di frontiera alle frontiere interne per un periodo limitato di una durata massima di dieci giorni” (i quali sono prorogabili).

In altre parole, lo spazio di libera circolazione europea in questo momento è un’utopia, un lontano ricordo. E le ricadute del provvedimento sono evidenti: lunghe, lunghissime code alla frontiere, merci bloccate.

von der Leyen: le merci devono circolare

Secondo quanto riportato da Repubblica.it, Eric Mamer, portavoce capo della Commissione europea, avrebbe commentato: “Il coronavirus è diffuso già in tutti i paesi, quindi la chiusura dei confini tra i nostri paesi non è il modo migliore per bloccarlo”. Lo stesso quotidiano riporta un altro commento da parte dei responsabili di Bruxelles: “La libera circolazione delle merci è cruciale per le forniture alimentari, di medicinali e di protezioni. Inoltre evita gravi interruzioni delle catene di approvvigionamento”.

A puntualizzare la questione anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha commentato: “E’ vitale mantenere la continuità del trasporto delle merci nell’Ue. Per questo proponiamo delle corsie rapide, preferenziali, per il trasporto di medicinali ed equipaggiamenti medici, cibo e servizi essenziali”.

L’Europa chiude al mondo

Ma non è questa l’unica decisione drastica presa nelle ultime ore in tema di libera circolazione. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, al termine della videoconferenza tra i leader del G7, ha annunciato: “per trenta giorni nessuno potrà più entrare nel nostro continente dai paesi extra-Schengen. Lo facciamo per non far ulteriormente diffondere il virus dentro e fuori il continente e per non avere potenziali ulteriori pazienti che pesano sul sistema sanitario Ue”.

(Visited 76 times, 1 visits today)