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Ingrosso

Mercato Vittoria: Comune sotto accusa per aumento tariffe e orari

Denuncia di Cna e Associazione concessionari: “Si vuole fare cassa. Tessere personali da 15 a 30 euro, ingresso da 3 a 5 euro a veicolo”

Al mercato ortofrutticolo di Vittoria (Ragusa) c’è agitazione. Al centro della protesta contro il Comune  gli aumenti dei prezzi di ingresso al centro agroalimentare e gli orari. Le imprese tramite la Cna di Ragusa, l’Associazione dei concessionari ortomercato Vittoria e Fedagro, salgono sulle barricate. Si sospetta che si voglia fare cassa e si chiedono chiarimenti ai gestori della struttura.

Forti aumenti per tutti, la denuncia dei grossisti

Giuseppe Zarba, presidente dell’Associazione dei concessionari ortomercato Vittoria e di Fedagro locale, sentito da myfruit.it dice: “Unilateralmente l’ente gestore ha pensato di aumentare i taken e i badge d’ingresso a tutti, con una decisione unilaterale, non convocando le sigle e non dando comunicazione per tempo. Gli aumenti sono consistenti, arrivavano ad essere del 20% per i taken, dall’80 al 100% per i badge e del 35% sull’ingresso dei tir”.

Il presidente Giuseppe Zarba

Ma non finisce qui, sottolinea il presidente: “E’ assurdo che ai concessionari e ai loro dipendenti per entrare nei propri box venga fatto pagare  l’ingresso, anche se li hanno fatti sempre pagare,  ma ora sono aumentati dal 20 al 85%. Inoltre anche i produttori devono pagare. Tutto questo porta diversi problemi: le agenzie non vogliono più entrare al mercato a ritirare la merce, i mediatori non sanno cosa fare con le pedane acquistate, i produttori preferiscono scaricare nei magazzini fuori dal mercato. Tutto questo rischia di svuotare il mercato dai produttori e dagli acquirenti”.

Cna: “Aumenti? Ma non ci sono servizi”

In una nota stampa l’associazione che rappresenta i lavoratori della logistica del mercato chiedono spiegazioni ai gestori. “Si parla di aumenti del prezzo d’ingresso al mercato ortofrutticolo di Vittoria: ma a fronte di quali servizi? E’ la domanda che gira in queste ore tra molti operatori economici del settore imballaggi e trasporti che prestano il loro servizio facendo più accessi nel corso della giornata con più mezzi e operatori”.  Queste le parole e la denuncia di Giuseppe Fernandez (coordinatore imballaggi), Maurizio Biundo (coordinatore trasporti) e Giorgio Stracquadanio (responsabile regionale Fita) della Cna territoriale di Ragusa.

Raddoppiano i prezzi a Vittoria

“Da quanto ci risulta – sottolineano i rappresentanti della Cna – pare che a breve il costo delle tessere personali passerà da 15 a 30 euro. A questo va aggiunto che ogni mezzo che accede al mercato, se prima pagava 3 euro, ora dovrebbe pagare 5 euro. Per esempio: se un’impresa di imballaggi ha più mezzi per la consegna di cassette o pallets a più box, subirà l’aumento del costo della tessera dell’autista e l’aumento del costo per l’ingresso di ogni mezzo che trasporta questi prodotti. Lo stesso vale per i camion. In questo caso il costo dell’articolato pare sia passato da 15 a 20 euro, mentre per una motrice dovrebbe essere passato da 8 a 13 euro”.

Gli operatori: “Si vuole solo fare cassa”

Visto il raddoppio dei prezzi, non un adeguamento Istat, gli operatori sono molto preoccupati. “Lo diciamo con estrema chiarezza: a nostro avviso ci sembra solo un modo per fare più cassa, perché a queste imprese, ad oggi, a fronte di questi costi, non è stato e non viene offerto nessun servizio. Sarebbe opportuno un incontro con l’amministrazione comunale e con la Vittoria Mercati per evitare ulteriori incomprensioni che nei fatti penalizzano le molte imprese che offrono i loro servizi alla struttura commerciale”.

Anche il problema degli orari

Oltre gli aumenti c’è un altro problema denunciato dai grossisti. “La stessa discussione è nata sugli orari d’apertura per la festa del 6 gennaio, tanto che abbiamo dovuto scrivere  una lettera di protesta che non è servita a niente . Il sindaco non ha convocato la commissione di mercato per decidere sulle proposte del calendario delle festività, ma ha pensato bene di decidere da solo per poi convocare pseudo riunioni e sondaggi scavalcando le associazioni di categoria, fatto gravissimo”.

L’apertura secondo i concessionari è  stata negativa: “Non ci sono state contrattazioni perché tutti gli altri mercati il giorno successivo erano chiusi e cosi  ci siamo ritrovati il sabato con la merce di due giorni”.

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