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Ingrosso

Dai mercati: zucchine fino a 3,50 euro, calo dei carciofi

Verona

Via alle varietà tardive delle clementine, la Orri da Israele a 2,50 euro. Sempre care le pere, arance e kiwi stabili

Ortaggi (alcuni) sempre alle stelle nei mercati all’ingrosso. E non è ancora soffiato il vento dell’inflazione dovuto al rincaro delle materie prime. Per la verità alcune referenze sono in calo, ma zucchine e pomodori presentano quotazioni molto alte. Più tranquilla la situazione sul versante frutta, ad eccezione delle pere per i noti problemi produttivi, con le arance e kiwi che tengono il prezzo, mentre iniziano ad arrivare le clementine tardive, sia italiane che israeliane. Dall’Egitto i carciofi che hanno subito un rilevante calo di prezzo per l’attuale abbondanza dell’offerta.

A Firenze scendono alcuni prezzi, sempre care zucchine e pomodori

Nel capoluogo toscano myfruit.it incontra Aurelio Baccini, vicepresidente nazionale di Fedagro e rappresentante dei grossisti fiorentini, che sintetizza le dinamiche di mercato: “Alcune referenze sono rientrate nei ranghi, a iniziare dalle melanzane posizionate in un range quasi normale, 1,80/2 euro, come i peperoni a 1,50/2 euro. Restano sostenuti i prezzi dei pomodori con un significativo 2,20/2,30 euro al chilo per il grappolo italiano, molto alto il Piccadilly che quota 2,80/3 euro“. Come mai? “Non c’è un motivo particolare, viene consumato mentre sono in calo nelle richieste datterino e ciliegino anche perché sono prodotti utilizzati nella ristorazione che ora, dopo un periodo di normalità, si è nuovamente fermata”.

firenze

Al lavoro nel mercato di Firenze

Prezzo alto, come in tutte le piazze nazionali, per le zucchine: “Siamo intorno ai 3 euro mentre con il fiore si ruota intorno ai 4 euro. Ma quando tutto è abbastanza caro ne risentono le vendite”.
I carciofi? “E’ sceso in modo rilevante il prezzo, un dato che speriamo inneschi il consumo perché finora, con il prezzo sostenuto, non si sono venduti. In questo caso poi, ripeto, manca la ristorazione. Le persone escono molto meno”.

Il settore agrumi: “Si sta ridimensionando. Quotano bene solo le clementine tardive a 1,80/2 euro il chilo per le nuove varietà impiantate nel sud Italia. Sulle arance tutto molto tranquillo, il Kiwi è abbastanza ricercato ma senza corse e il prezzo ruota intorno ai 2 euro per il prodotto nazionale”.

A Verona zucchine a 3,50 euro

Al mercato di Verona Andrea Bonizzi, agronomo e responsabile qualità e listino prezzi. “La settimana è iniziata al rialzo poi oggi (martedì 18 gennaio, ndr) alcuni prezzi sono calati. Le zucchine sono partite molto care, poi si è assistito a una piccola riduzione: il calibro 7/14 quota 3,50 euro, il 14/21 a 2,50/2,80 euro, mentre da Spagna siamo a 2,40 euro  e l’origine Marocco vale 2,20. Lo zuccone per l’esportazione si vende a 1,80 euro il chilo”.

Passiamo ai pomodori: “Il grappolo extra arriva a 1,80 euro, quello di prima si ferma a 1,50 euro. Il Marinda 3/4 euro, datterino 3,30 e ciliegino 3″. Continuiamo con gli altri ortaggi: ” I peperoni 2 euro, melanzane ovali 1,80 come le viola e le striate. Insalata Gentile intorno a 1 euro, cappuccia a 1,20 e sono in leggero calo. Finocchi di prima categoria 2,40/2,80 euro al chilo. Carciofi: il romanesco (16 pezzi) 0,60 euro; violetto (20 pezzi) 0,40 e il Tema a 0,35 euro al capolino. Cavolfiore stabile a 0,50/0,80 euro per bianco, romanesco 1/1,40 euro”.

Uve da Sudafrica e Perù

La frutta? “I kiwi sono stabili. Con il prodotto locale da 160 grammi a 2,50 euro, poi a scalare 130 grammi a 2,30 euro, 110 grammi a 2,10, 90/100 grammi a 1,80 euro. Il calibro più piccolo a 1,50 euro. Parliamo di prodotto alla rinfusa, più alta la quotazione della merce in padella. Stabili anche le pere, c’è anche prodotto belga e olandese”.
Le uve? “Arrivata quella nera dal Sudafrica in cartoni senza semi a 3,50 euro al chilo, la bianca peruviana senza semi a 3,50 euro, c’è un po’ di prodotto italiano con bianca senza semi a 1,50 euro. Le fragole extra a 8 euro; dalla Basilicata 6,30, dalla Sicilia a 5,50 euro“.

Capitolo agrumi: “Il Tarocco calibro 8 a 1 euro; calibro 6 a 1,20; 4 a 1,60 quello piccolo (calibro 9) sfuso in doppio a 0,80 euro al chilo. Limoni stabili con primo fiore siciliano da 1 a 1,30 euro per prodotto extra; spagnolo a 0,90 euro. Infine, le clementine da Calabria e Puglia 0,80/1,50 euro e le Orri da Israele a 2,40 euro“.

Milano è in linea: caro ortaggi

Bruno Barcella

Nella capitale lombarda Bruno Barcella, imprenditore e rappresentante di Fedagro, conferma i valori  sostenuti degli ortaggi. E per il 2022 le quotazioni, secondo le sue stime, dovrebbero restare alte. Oggi i prezzi, di alcuni articoli, sono sulle montagne russe anche per questioni climatiche, ma nei prossimi mesi sarà rincaro generalizzato: “Da qui in avanti chi produce e chi sta nel mezzo dovrà fare i conti con costi lievitati dei fattori di produzione. I rincari stanno toccando anche il nostro mondo, parliamo di energia elettrica, imballaggi, trasporti e tutto quello che serve per vendere un prodotto. Non siamo un’isola felice“. Queste le prospettive di un Paese sotto il giogo dell’inflazione. Gli ortaggi oggi hanno prezzi sostenuti, ma “a gennaio scorso, torniamo al 2021, i valori erano un disastro. Attualmente i prezzi di tanti ortaggi oscillano dai da 2 ai 3 euro il chilo. Il punto massimo con una bella zucchina da Fondi o dalla Sicilia, qualcosa in meno dal Marocco o dalla Spagna”.

Arance Tarocco e kiwi tengono il prezzo

Ci spostiamo sulla frutta: “Le pere sono partite care e tali rimangono. C’è prodotto anche dall’estero, ma non in quantità eccezionali”. Non è anno di pere. “Si vendicchia il kiwi, anche lui partito caro e ancora oggi mantiene prezzi sostenuti. Sono stabili le mele, si assiste a qualche lieve ritocco del listino ma la variazione non va oltre il 4/5 %“. C’è un frutto amaro: “Dove non c’è stata nessuna ripresa, con un prezzo che non ha soddisfatto nessuno, siamo nel mondo della clementina. Ora arriverà prodotto da Marocco e Spagna con prezzi più alti. Si vede il primo Orri israeliano dai 2 ai 2,50 euro il chilo, mentre la forbice spagnola va da 1 euro a 1,60/1,70″.

Passiamo alle arance: “Il Tarocco con qualità extra 1,30/2 euro mentre una qualità media quota  0,80/0,90 euro al chilo fino a a toccare 1,20/1,30 e i volumi si fanno su questa forbice. Il biondo dalla Spagna ha prezzi bassi: 0,80/0,90 euro. Si inizia con le fragole, ma “poco prodotto italiano e tanto spagnolo con quotazioni da 3,5 a 4 euro al chilo, circa 0,90 euro alla vaschetta”.

Catanzaro disastro finocchio, carciofi dall’Egitto

Palmino Rotundo

Palmino Rotundo Catanzaro

Palmino Rotundo, presidente Fedagro Catanzaro, apre le porte del mercato calabrese a myfruit.it per sottolineare che sono tempi magri per l’ingrosso. Pochi consumi. “Una situazione preoccupante”. Iniziamo dagli ortaggi dove si confermano i prezzi alle stelle: “Con le zucchine siano a 3 euro, la varietà scura si ferma a poco sopra i 2 euro al chilo, le melanzane sono a 1,40/1,50.

Sui pomodori c’è il ciliegino a 2,50/2,80 euro al chilo, il Pixel a 2 euro, mentre il datterino rosso a 3,50 e quello giallo arriva fino a 4,50 euro, infine la serie dei prodotti siciliani si chiude con i peperoni, sia gialli sia rossi, a 1,80 euro al chilo. Ma sta arrivando prodotto da Albania, Turchia ed Egitto”. Per esempio? “Il carciofo egiziano“. E quelli italiani? ” A 0,40/0,50 euro il capolino per quello siciliano mentre il pugliese costa un po’ di meno”.

Il dato locale importante riguarda i finocchi: “Quello calabrese è stato vittima del maltempo, sulla produzione di Isola Capo Rizzuto siamo al 20% del potenziale. Quindi i prezzi sono andati alle stelle, fino ai 2 euro il chilo”.

Le nuove clementine tardive a 80 cent

Passiamo alla frutta: “Le pere sono sempre sotto sforzo: c’è la Decana olandese intorno ai 2 euro ma sta finendo c’è un po’ di Conference belga e Abate dalla Spagna”. Agrumi e soprattutto clementine che sono il simbolo della Calabria? “C’è la varietà tardiva Nova che arriva a 0,80 euro e 0,50 euro le altre come le arance Navel”.

Anche a Torino caro zucchina: le chiare a 3 euro il chilo

A Torino Giancarlo Gianusso, agronomo dell’ufficio qualità e logistica del Caat, scatta la fotografia per myfruit.it: “La settimana è iniziata con più movimento rispetto a quelle precedenti, ma niente di straordinario”.  Vediamo i prodotti e iniziamo dagli agrumi con le clementine che partono da 0,70/0,80 euro (calibro 3) per arrivare a 1 euro mentre quelle di pezzatura maggiore possono toccare 1,20 euro al chilo. Arance Tarocco in doppio strato (calibro 8) a  0,90/1 euro mentre il calibro  6 quota  1,10/1,30 euro al chilo”.

Settore ortaggi? “L’insalata è in calo e quota in media 1,20/1,40 euro al chilo per Cappuccia e Gentile. I prezzi dei finocchi restano sostenuti: sui 2 euro, ma con punte di 2,50/2,80. I peperoni, origine Sicilia e monostrato, quotano 2,20/2,40 euro al chilo”. I valori più alti sono quelli delle zucchine chiare da 2,80/3 euro al chilo mentre le scure a più strati si fermano a 2,5/2,70 euro. In genere quelle di Fondi presentano qualche centesimo di differenza. Infine i carciofi spinosi sono a 0,60/0,80 euro al capolino“. Si tratta di prodotto sardo.

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