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Torino Città del Cibo, nuovo protocollo di intesa

Redazione
Autore Redazione

La firma congiunta Tra Comune di Torino, Banco alimentare del Piemonte, Caat e Apgo per la lotta allo spreco e il contrasto all’insicurezza alimentare

La firma del protocollo siglato tra Comune di Torino, Banco alimentare del Piemonte, Caat e Apgo (Associazione piemontese grossisti ortofrutticoli) si inserisce come una tra le più importanti iniziative volte alla lotta allo spreco e contrasto dell’insicurezza alimentare attraverso il recupero e trasformazione di eccedenze alimentari, nell’ambito del progetto Torino Città del Cibo.
Tale collaborazione prevede l‘ampliamento e il potenziamento dell’attività di recupero, valorizzazione e redistribuzione, a fini solidali, delle eccedenze ortofrutticole e prende avvio dall’esperienza che, da oltre dieci anni, unisce Banco alimentare del Piemonte e Caat nel recupero dei prodotti invenduti e della loro redistribuzione alle strutture caritative del territorio che offrono sostegno alimentare agli indigenti.

L’attività coinvolge stabilmente 17 strutture caritative convenzionate che nel 2019 hanno potuto beneficiare di quasi 400 tonnellate di prodotti da destinare a oltre 2.500 indigenti del territorio.
Il nuovo Protocollo di intesa mira a consolidare e ampliare le attività e le collaborazioni attive, agendo in diversi ambiti: sostenibilità sociale: implementare e migliorare l’aiuto alimentare offerto alle famiglie indigenti del territorio, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, anche grazie all’inserimento di prodotti freschi dall’alto valore nutrizionale; sostenibilità economica: recuperare e redistribuire le eccedenze valorizzando e rimettendo in circolo delle risorse economiche che altrimenti andrebbero perdute e sostenibilità ambientale: intervenire sull’importante aspetto della riduzione dei rifiuti e dei costi di smaltimento a essi collegati.
Tra gli elementi strutturanti del nuovo accordo, il Banco alimentare stabilirà un presidio continuativo dotandosi anche di celle di refrigerazione per massimizzare le attività di recupero e valorizzazione. Inoltre si intende sperimentare attività di trasformazione delle eccedenze, aumentando in questo modo le modalità di conservazione per garantire maggiore efficienza nella distribuzione.


“L’iniziativa si colloca all’interno del progetto Torino Città del Cibo che ha visto la città dotarsi per la prima volta di un coordinamento delle food policies locali – sottolinea la sindaca Chiara Appendino – Con la firma di questo protocollo d’intesa aggiungiamo un altro importante tassello alla costruzione di una governance del sistema alimentare urbano che, attraverso azioni di sostenibilità ambientale, di solidarietà sociale, sensibilizzazione e promozione del territorio possa, di concerto con la valorizzazione delle qualificate realtà locali, attive nel settore alimentare dalla produzione alla trasformazione, dalla distribuzione alla ristorazione, altresì garantire l’accesso al cibo ai più fragili”.

“La formalizzazione di questo Protocollo di intesa – dichiara il presidente del Caat, Marco Lazzarino – conferma e consolida una collaborazione che la Società ha avviato con il Banco alimentare da oltre dieci anni, riconducendola nell’ambito di quelle attività che concorrono a perseguire finalità di interesse generale”.
“L’iniziativa, fortemente voluta dalla Società – afferma il direttore generale del Caat, Gianluca Cornelio Meglio – muove nel solco di quelle attività volte a contrastare gli sprechi alimentari in aderenza all’eredità lasciata dalla Food Policy di Expo 2015″.
“Il contrasto allo spreco alimentare – riferisce il presidente – oltre ad essere esplicitamente richiamato nel nostro Piano industriale e di Sviluppo 2018-2022, ha registrato un’accresciuta sensibilità, in un contesto storico come quello che stiamo vivendo, per effetto della pandemia”.
Sottoscrivo con favore il nuovo Protocollo d’intesa tra comune di Torino, Banco alimentare e Caat, certo di poter contare sull’altruismo dei miei colleghi che hanno sempre dato dimostrazione di grande generosità e forte sensibilità verso il tema della beneficenza – commenta il presidente dell’Apgo, Stefano Cavaglià – Parlo di beneficenza non a caso, in quanto voglio sottolineare che, per una buona parte dei prodotti conferiti al Banco Alimentare, si tratta di merci ancora vendibili sul mercato e non esclusivamente di eccedenze invendute. Pertanto alla donazione di prodotti sottostà spesso un gesto di liberalità dei colleghi che con orgoglio rappresento”.
“Un esempio non lontano viene dai mesi più bui dell’emergenza legata alla pandemia in corso, caratterizzati da un crescente disagio economico e sociale che ha colpito le fasce più deboli della popolazione – continua Cavaglià – In questa circostanza, i Grossisti del Caat hanno mostrato ancora una volta ed in modo incisivo la loro sensibilità verso i concittadini in difficoltà, tramite costanti donazioni di frutta e verdura ad enti di vario genere”.
“La firma di questo nuovo Protocollo d’intesa – dice Salvatore Collarino, presidente del Banco alimentare del Piemonte – rappresenta un’azione importante e concreta che consolida un circolo virtuoso volto a favorire, ancora una volta, lo sviluppo e la diffusione della sensibilità verso il tema della lotta allo spreco e dell’accesso equo al cibo sano e sostenibile anche per le persone in difficoltà del nostro territorio”.
Per sviluppare le finalità del progetto, potenziare le collaborazioni già in essere e favorirne di nuove, si intende, inoltre, realizzare un evento di promozione dedicato ai partner. Durante questa iniziativa verranno presentati i risultati ottenuti fino ad oggi e i nuovi obiettivi, sensibilizzati i produttori sul tema della lotta allo spreco e della sostenibilità sociale/ambientale e promosse le donazioni di eccedenze anche attraverso la presentazione dei benefici fiscali favoriti dalla Legge Gadda.

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