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In sintesi

Corsi (Syngenta): “Necessaria collaborazione pubblico-privato”

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Autore Redazione

Per la responsabile mondiale della ricerca Crop protection in Italia servono 15 anni per immettere nuove tecnologie sul mercato

Sabato scorso, 18 maggio 2024, Camilla Corsi, responsabile mondiale della ricerca Crop protection di Syngenta,  ha preso parte al panel “Ricerca pubblica e privata: un intreccio sempre più indissolubile” che si è svolto in occasione del Mantova Food & Science festival. Corsi ha parlato della collaborazione tra enti pubblici e privati in materia di ricerca, in particolare ai fini dello sviluppo di nuove tecnologie da immettere sul mercato.

“La collaborazione pubblico-privato nella ricerca non è solo possibile, ma necessaria. – ha detto Camilla Corsi – Pensiamo alla sostenibilità: continuiamo a progettare tecnologie più sostenibili per l’ambiente e per l’agricoltore con applicazioni soprattutto su scala locale, che è in fin dei conti il vero terreno di valutazione sulle soluzioni da sviluppare. Ed è proprio qui che ci sono le più importanti opportunità di sinergia: del resto, lavorare insieme a istituzioni come il Crea, che hanno conoscenza accurata dei bisogni e delle policy locali, è imprescindibile per capire come ottenere risultati di impatto”.

Per quanto riguarda le nuove tecnologie da immettere sul mercato, secondo Corsi  occorrono mediamente dagli 8 ai 12 anni, che in Italia arrivano anche a 15: di questi, la ricerca occupa almeno 6-7 anni. “Queste tempistiche  – ha riferito – rendono l’idea della necessità di policy chiare e lungimiranti, e di un lavoro di collaborazione con gli enti pubblici che non si arresti mai. Oggi il team di ricerca e sviluppo di Syngenta può vantare un rapporto con più di 500 tra imprese, istituzioni e istituti di ricerca in tutto il mondo”.

Il giorno precedente, 17 maggio, durante l’evento di Syngenta  in apertura del festival, gli intervenuti si sono soffermati invece sulla necessità di salvaguardare il suolo per garantire un futuro prospero al mondo dell’agricoltura.

L’incontro è stato dedicato al tema “Open Science: l’agricoltura rigenerativa nasce dal suolo” e ha visto la partecipazione di esperti del settore e figure istituzionali, rappresentando un’occasione per discutere le sfide affrontate nell’adozione di pratiche agricole sostenibili. Tema centrale l’agricoltura rigenerativa, un modello innovativo che parte dalla cura del suolo per garantire sostenibilità e produttività a lungo termine.

“Con questa seconda edizione di Open Science proseguiamo un dibattito aperto con le istituzioni, le università e le imprese sulle buone pratiche e le opportunità dell’agricoltura sostenibile di domani. Farlo a Mantova, in questo meraviglioso festival che ogni anno ci riunisce ed ispira, è il modo migliore per riprendere questa discussione e tracciare nuove strade per il futuro –  ha dichiarato Massimo Scaglia, amministratore delegato di Syngenta Italia – Il paesaggio agrario e l’ambiente naturale sono la più grande ricchezza delle nostre filiere: preservarli, facendo sistema attorno a questa sfida, è il primo impegno per un’agricoltura sana e forte”.

“Quando si parla di agricoltura sembra scontato parlare di suolo. Non è così. – ha affermato Maria Chiara Gadda, vicepresidente commissione Agricoltura della Camera dei Deputati – Dobbiamo sensibilizzare cittadini e istituzioni sui problemi del suolo, che vanno oltre gli effetti dei cambiamenti climatici. La perdita delle risorse e l’erosione sono fenomeni gravi che richiedono investimenti infrastrutturali e supporto alle imprese agricole per l’adozione delle migliori pratiche”.

Successivamente, l’on. Raffaele Nevi ha evidenziato il ruolo cruciale della tecnologia nella sfida di aumentare la produzione agricola riducendo l’inquinamento: “Produrre di più inquinando di meno: questa è la vera sfida, e la tecnologia può aiutarci a vincerla. Il nostro Paese, seppur limitato dal punto di vista quantitativo del territorio, è estremamente ricco in termini qualitativi. Dobbiamo valorizzare questa ricchezza attraverso la ricerca e la scienza creando un sistema che attragga investimenti”.

“Syngenta promuove un modello di agricoltura orientato al futuro, che non vede l’agricoltura e gli agricoltori come fonti di inquinamento, ma come pilastri per la sostenibilità alimentare – ha dichiarato Alessandro Beduschi, assessore regionale all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste, – Questa iniziativa rappresenta un esempio di buona politica, che mira a trasformare la sperimentazione in prassi consolidata”.

L’evento ha evidenziato come un suolo sano sia fondamentale per fornire tutti i servizi ecosistemici essenziali alla nostra società. Syngenta, con il suo impegno continuo al Mantova Food & Science festival, conferma il proprio ruolo di leader nel promuovere pratiche agricole sostenibili e nel supportare lo sviluppo di politiche che guardano al futuro dell’agricoltura italiana.

Fonte: Syngenta

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