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In sintesi

Apot ha presentato il “Bilancio di sostenibilità 2020”

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Redazione
Autore Redazione

L’associazione produttori ortofrutticoli trentini ha analizzato diversi cluster, dalla qualità del suolo alla biodiversità

Oggi Apot Associazione produttori di ortofrutta del Trentino ha presentato in conferenza stampa nella sede della Provincia Autonoma di Trento la seconda edizione del Bilancio di Sostenibilità 2020, che segue la prima edizione relativa al triennio 2017/19 e traccia gli obiettivi fino al 2022. Il secondo bilancio è stato redatto conformemente agli standard indicati dall’organizzazione non profit Global reporting initiative (Gri), fra i più utilizzati al mondo, al fine di fornire una valutazione comparabile della sostenibilità raggiunta dal sistema. Il documento è realizzato nel contesto del progetto: “Trentino frutticolo sostenibile” promosso da Apot assieme ai Consorzi Melinda e “la Trentina”.

Novità del nuovo bilancio è sicuramente il riferimento ai Gri Standard, una serie di parametri globalmente riconosciuti che regolano e aiutano aziende, istituzioni e soggetti di ogni genere nell’analisi delle misure dell’impatto ambientale che esercitano sul pianeta. Essi fanno riferimento agli aspetti ambientali, economici e sociali che ogni attività dovrebbe rispettare per non lasciare un’impronta negativa sull’ecosistema.

Molti i cluster analizzati nel Bilancio di sostenibilità 2020, come la qualità del suolo e delle acque; l’impronta carbonica, il ricorso ormai totale a fonti di energia rinnovabile, i risultati nel settore del biologico con la concentrazione in grandi oasi biologiche, la biodiversità, l’introduzione delle varietà resistenti, l’apicoltura, la riduzione delle emissioni e dei fitofarmaci, il legame con il turismo, la situazione occupazionale.

“Dopo tre anni dalla precedente edizione e un anno di intenso lavoro – commentano da Apot – è stato così completato questo rapporto periodico sullo stato della frutticoltura che propone un’attenta analisi e rendicontazione dei risultati perseguiti, nelle diverse componenti economiche, sociali e ambientali.

Tra i risultati ottenuti nel triennio 2017/19 spiccano il trend di riduzione dell’impiego di fitofarmaci (-30% sul 2012), sia a livello quantitativo sia in termini di impatto sull’ambiente, oltre agli obiettivi pienamente centrati di aumento delle superfici biologiche – oggi al 9% del totale della frutticoltura trentina – e della netta riduzione dell’impatto carbonico del ciclo produttivo (-20% rispetto al quinquennio 2014 – 2018). A questo operato si aggiunge l’inserimento di nuovi impianti con varietà resistenti, nel rispetto della biodiversità territoriale”. Il “Bilancio di sostenibilità 2020” è scaricabile in versione completa dal sito: www.apot.it.

Intanto, è già stata avviata anche la terza edizione di questa iniziativa, programmata per il 2023. “Nel piano triennale – spiegano da Apot – spiccano l’introduzione nel sistema di un “manager per la sostenibilità”, ritenuto fondamentale per organizzare in maniera ancora più organica ed efficace il lavoro di un’area verso la quale il settore intende orientarsi ancora più decisamente, così come l’obiettivo di salvaguardare le aree boscate di pregio come elementi di biodiversità…Più puntualmente il settore si pone inoltre l’obiettivo di adottare pienamente il Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata, arricchito da nuove sezioni rivolte all’ambiente e al sociale, che porteranno tale strumento di certificazione a essere un vero e proprio riferimento di sostenibilità misurata e dei miglioramenti prodotti, che potrà favorire e sostenere gli obiettivi di riduzione dell’uso di agrofarmaci (-5%) già evidenziati nel periodo 2017-2019.

Obiettivi precisi vengono mantenuti infine per quanto riguarda il settore biologico, che prevede un ciclo di assestamento dopo il deciso sforzo di crescita fino al 2019, mentre proseguirà il progetto di impianto di varietà resistenti alle patologie del melo in prossimità di aree sensibili (+50 ettari). In una fase di acuta sensibilità verso l’impiego di materiali a minore impatto, spicca l’obiettivo di una veloce transizione verso imballaggi totalmente sostenibili già al 2022”.

“Siamo molto contenti della strategia adottata, improntata sulla trasparenza e sul dialogo – dichiara Ennio Magnani, presidente di Apot – ma anche dei risultati ottenuti, che ci confermano la rispondenza alle esigenze sociali e di mercato ed oggi anche agli obiettivi della nuova politica comunitaria. Questo percorso, che assieme alla Provincia autonoma di Trento e all’assessore Giulia Zanotelli stiamo sviluppando con professionalità, costanza e coerenza, sta già dando i frutti sperati e ci permetterà di distinguere sempre di più il sistema frutticolo ed agricolo trentino per capacità di rispondere alle richieste sociali e di mercato. Il cammino prosegue, senza incertezze, prendendo in carico anche le osservazioni critiche ma professionali che ci vengono poste e rispondendo allo stesso tempo con numeri e fatti alle banalizzazioni che una ristretta minoranza ci riserva con straordinaria puntualità”.

La conferenza di questa mattina è visibile al link: https://youtu.be/T77WZnBwZds

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