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Import/Export

Export ortofrutta: bene i distretti dell’Agropontino e della Sicilia sud-est

Se la cava la Romagna (+07%), male il Barese. A fare il punto sui Distretti la Direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo. Conserve promosse

I distretti agroalimentari italiani chiudono i primi nove mesi del 2023 con esportazioni in netto aumento, registrando un complessivo +4,5% per 19,7 miliardi. Ci sono però alcune eccezioni e alcuni distretti dell’ortofrutta rientrano tra queste: è il caso delle mele dell’Alto Adige e dell’ortofrutta Barese.

Lo studio

A fare il punto sull’andamento delle esportazioni di 51 distretti agroalimentari (pari al 43% dell’export complessivo del settore) è il monitor della Direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo, il quale prende in esame tutte le filiere del settore, tra cui quella del vino (export in flessione dell’1%), quella della pasta e dolci (+7,1%), nonché la filiera delle carni e salumi (+7,1%), la filiera del lattiero-caseario (+3%) e la filiera olearia (il prezzo alla produzione dell’olio Evo italiano a crescere del 49% nei primi sei mesi del 2023).

Il punto sull’ortofrutta

Nel dettaglio, l’ortofrutta romagnola, pur risentendo degli effetti devastanti dell’alluvione della scorsa estate, segna il +0,7% tra gennaio e settembre 2023.
Spostandoci a sud, invece, il distretto dell’ortofrutta Barese registra una flessione a doppia cifra (-12,1%). Segno meno, seppur più contenuto, anche per il distretto delle mele dell’Alto Adige (-6,7%).

Ottimi performance per l’ortofrutta dell’Agropontino (+12,3%) e per quella della Sicilia sud-orientale, territorio che al suo interno comprende anche le zone di produzione del Pomodoro di Pachino Igp (+37,8%) e per il comparto agricolo dell’ortofrutta e conserve del Foggiano (+43,8%).

Bene le conserve

Risultati molto positivi per la filiera delle conserve, che con oltre 2,2 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2023 segna una crescita del 13%, spinta da una dinamica dei prezzi alla produzione sui mercati esteri pari al +11,2 per cento.
Il contributo più importante è da attribuire al distretto delle conserve di Nocera (+13,5%), così come ai comparti conserve dell’alimentare Napoletano (+8,9%), dell’alimentare di Parma (+27,3%) e dell’ortofrutta e conserve del Foggiano (+25%).

I mercati di sbocco

Quanto ai principali mercati di sbocco dei distretti agroalimentari italiani, il monitor di Intesa Sanpaolo la Germania al primo posto della classifica dei partner commerciali, con il risultato dei primi nove mesi del 2023 in crescita del 7 per cento.
Calano invece del 4,8% le vendite verso gli Usa, mentre crescono del 10% quelle verso Francia. Infine il Regno Unito, il quale nonostante la Brexit registra il +8,5% nel periodo gennaio-settembre 2023.

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