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Fruttivendoli e non solo

Dr Agricoltura, un agronomo toscano svela i segreti della terra

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Autore Redazione

Su Instagram Alessandro Giglietti mostra e racconta le buone pratiche in campo

“Pillole agricole che creano dipendenza”. Si presenta con ironia Alessandro Giglietti, agronomo originario di Cetona (Siena), classe 1995, laureato all’Università di Firenze, che su Instagram racconta le buone pratiche dell’agricoltura. A seguirlo sono giovani o professionisti del settore, ma anche persone desiderose di scoprire i segreti dei prodotti che portiamo ogni giorno in tavola. Nei post, Dr. Agricultura – come è conosciuto sui social – fornisce consigli tecnici, dalla potatura al miglioramento della qualità dell’olio, ma anche suggerimenti pratici per riconoscere la qualità degli alimenti e fare le giuste scelte durante la spesa, senza dimenticare di dare un parere su temi di attualità come i cibi del futuro. Tra i temi che lo appassionano ci sono proprio gli insetti, come la dannosa mosca delle olive, specie su cui lavora da anni e che ha trattato nella tesi di laurea (“Sono gli insetti i veri sovrani del mondo”).

“Oggi — racconta al Corriere della Sera — lavoro come dipendente in un concessionario di trattori e mi occupo di software. Credo sia fondamentale, infatti, raccontare agli agricoltori che la tecnologia non deve spaventare, ma deve incuriosire e può essere un alleato del settore senza mettere a rischio le tradizioni. L’agricoltore è quasi geloso della sua terra, quindi quando riesci a entrarci in sintonia, dai dei consigli e vedi che sono seguiti, è bello. La mia passione per l’agricoltura è nata grazie alla piccola azienda a conduzione familiare dove realizzo i miei video”. Quello che “vorrei trasmettere — conclude — è che l’agricoltore è un soggetto in possesso di conoscenze e competenze, una persona che lavora con passione e dedizione, perché i campi hanno bisogno di attenzione 365 giorni l’anno. E l’importanza di scegliere cosa mangiamo e sapere come viene prodotto”. E alla domanda su cosa spinga un giovane a scegliere l’agricoltura, risponde: “Quando sono in campo, all’aria aperta, sto bene. So di produrre quello che mangio e mi muovo in un ambiente unico“.

Fonte: Corriere.it

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