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Fruttivendoli e non solo

Nel 2022 nascerà il nuovo Ortomercato di Milano

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Entra nel vivo dei lavori il progetto di riqualificazione dei mercati all’ingrosso di Milano, che vedranno nascere un nuovo e moderno padiglione ortofrutta dotato di piattaforma logistica

Dal 2006 al 2015 si sono susseguiti 8 piani industriali che non hanno portato a nulla. Ora, invece, sembra giunto realmente il momento di vedere, o meglio, intravedere, quello che sarà il nuovo Ortomercato di Milano. Entro il 2022, infatti, Milano dovrebbe avere un nuovo, moderno ed efficiente Mercato Agroalimentare. E non è un caso se il sindaco della città, Giuseppe Sala, abbia scelta proprio la sede della Sogemi, la società che gestisce i mercati all’ingrosso di Milano, per la consueta conferenza stampa di fine anno.

Prima di lui, infatti, Cesare Ferrero, il presidente che dal 2016 ha preso in carico il grande centro di via Lombroso, ha illustrato alcune delle caratteristiche del nuovo polo dei mercati all’ingrosso di Milano. Costruito nel 1965 e ormai inadatto per ospitare i 114 grossisti e 97 produttori dell’ortomercato  – il Mercato, nel suo complesso, comprendendo anche quello ittico, floricolo e il poco rimasto delle carni, movimenta 11 milioni di quintali di merce ogni anno per un fatturato di 1 miliardo di euro – avrà una nuova vita tra 36 mesi.

Si è scelta la strada di non chiuderlo ma, cammin facendo, di spostare le attuali attività in un’altra zona del mercato per cominciare subito ad abbattere e costruire i nuovi padiglioni: ci sarà anche una nuova piattaforma logistica che consentirà di svolgere le attività complementari.

Insomma, il gap rispetto a strutture internazionali come Mercamadrid nella capitale spagnola, Rungis a Parigi o il Mercabarna a Barcellona è notevole, come lo stesso Ferrero ha sottolineato durante la presentazione mostrando numeri e confrontandoli con quelli attuali di Milano che non lasciano dubbi. D’altronde sono mancati completamente gli investimenti, o meglio, i pochi fatti, 12 milioni negli ultimi 5 anni, sono serviti solo per mettere in sicurezza una struttura che lascia vedere tutti segni del tempo e che rispetto a quelli degli altri mercati internazionali, tutti nella direzione dello sviluppo, sono veramente poca roba.

Ora si volta finalmente pagina e si cerca di recuperare, se non nella speranza di colmare il divario rispetto ai grandi centri europei, quanto nei confronti di alcuni mercati all’ingrosso italiani che invece hanno fatto passi da gigante, come ad esempio quello di Roma. Si entra, infatti, nel vivo della fase attuativa grazie all’aumento di capitale di 273 milioni di euro formalizzato il mese scorso: 49 milioni di euro per cassa e 224 milioni di euro in natura attraverso il conferimento da parte dell’azionista Comune di Milano della proprietà fondiaria e immobiliare del comprensorio agroalimentare. I 100 milioni di euro previsti per il progetto porteranno anche ad un nuovo Palazzo Affari moderno con spazi di smartworking e co-working. E si guarda già anche al 2025 con la speranza di creare un grande hub agroalimentare che comprenda anche un mercato di quartiere 

 

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