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Nocciole e cimice: i parassitoidi funzionano

Saverio Rapalino: “Li sto rilasciando da un paio di anni nei miei appezzamenti e vedo già ottimi risultati”

Non è al momento certificata biologico, ma da sempre Saverio Rapalino nella sua azienda Noccioleria di Benevello (Cuneo) rifiuta l’uso di agrofarmaci per contrastare il problema della cimice. Come ovviare, dunque, a quella che resta una delle grandi sfide a cui è chiamato il comparto corilicolo, piemontese e non solo?

A testimoniare che si possono ottenere buoni risultati anche senza l’uso della chimica è lo stesso Rapalino, che a myfruit.it spiega: “Negli ultimi due anni, il mio prodotto è in forte miglioramento anche da questo punto di vista. Proprio un paio di anni fa, infatti, ho iniziato a rilasciare parassitoidi per contrastare la cimice. Specialmente durante l’ultima campagna, ho notato che i risultati sono stati davvero molto buoni”.

Rapalino continua: “Se prima dei lanci ero stato costretto a tollerare percentuali di cimiciato attorno all’8-9%, ora il problema si è ridotto fino a circa il 2%. Insomma: bisogna dare il giusto tempo ai parassitoidi di attecchire e proliferare, ma appunto ho potuto vedere io stesso che i risultati arrivano e sono efficaci. La prospettiva, peraltro, è che sotto questo aspetto si possa migliorare ancora”.

Sulla prossima campagna, tuttavia, Rapalino non si fa illusioni, ma per un altro motivo. “Per il 2024 – dice – sono piuttosto pessimista. Arriviamo infatti da due anni di grave siccità e la carenza idrica sta continuando anche in queste settimane. In alcune zone, a questo stress si è aggiunto quello della grandine. Insomma: o davvero inizia a piovere e le piante riescono a riprendersi, o altrimenti la vedo molto dura”.

Quanto infine all’andamento della propria azienda, Rapalino è soddisfatto. “Abbiamo avuto ottimi riscontri dalle fiere a cui recentemente abbiamo partecipato: il Sigep di Rimini, il Mig di Longarone (Belluno) e Gelatissimo a Stoccarda. Per quanto riguarda il prezzo delle nocciole, per ora non ci sono state grandi oscillazioni. In fase di trasformazione occorre fare un maggiore lavoro di selezione, ma credo che gli attuali 8 euro punto resa siano giusti per una buona qualità”.

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