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Castagna di Serino Igp: verso l’approvazione del primo bilancio

La presidente Giulia Ingino: “Nel 2024 inizieremo la vera e propria attività di promozione”

Il 2024 si presenta come un anno speciale per il Consorzio di tutela della Castagna di Serino Igp. A spiegare perché è la stessa Giulia Ingino, presidente del Consorzio (che si è costituito nel giugno scorso ed è stato ufficialmente riconosciuto dal Masaf il 30 novembre) e new entry nell’Associazione nazionale Donne dell’Ortofrutta.

“Nelle scorse settimane – spiega Ingino – abbiamo dovuto espletare come Consorzio diversi adempimenti burocratici. Ora, in febbraio organizzeremo due assemblee. Una sarà funzionale alla nomina del revisore dei conti, l’altra all’approvazione del bilancio consuntivo 2023 e del previsionale del 2024. Proprio il 2024, peraltro, sarà l’anno in cui inizieremo le vere e proprie attività del Consorzio”.

Gli obiettivi, del resto, non mancano. “Dal punto di vista promozionale puntiamo innanzitutto a organizzare la partecipazione ad alcune fiere, in primis Macfrut 2024. Di sicuro la mia azienda, Agem Frutta, visti i positivi riscontri dello scorso anno sarà presente, ma mi piacerebbe appunto riuscire a portare tutto il Consorzio a questo appuntamento. Inoltre, stiamo considerando anche l’opportunità di partecipare ad altri eventi”.

Intanto, Ingino valuta la campagna 2023 e fa valutazioni un po’ controcorrente rispetto ai “tradizionalisti” sulle nuove varietà precoci sino-giapponesi. “Veniamo – rileva – da una stagione molto difficile, partita in ritardo e con una produzione a macchia di leopardo, ma comunque sempre in flessione con percentuali variabili dal 20 a oltre il 50%. Tra mille difficoltà siamo però riusciti a colmare la richiesta, grazie soprattutto alla disponibilità delle varietà precoci, in primis la Bouche de Betizac. E’ vero che si tratta di una cultivar più difficile da sbucciare, ma il mercato premia la sua precocità, quindi credo sia assolutamente da tenere in considerazione anche in prospettiva futura”.

Anche per i listini il 2023 è un’annata da dimenticare. “I prezzi – prosegue Ingino – si sono attestati su alti livelli anche all’ingrosso, per cui pure per i trasformatori è mancata sostanzialmente una buona marginalità”.

E sulla nuova campagna? “E’ ancora prematuro fare previsioni – conclude Giulia Ingino – Bisogna rimanere ottimisti perché abbiamo bisogno che tutto vada bene, ma senz’altro fanno paura i cambiamenti climatici, che nel passato recente hanno già più volte compromesso la produzione”.

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