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Frutta a guscio ed essiccata

Nocciola Piemonte Igp: preoccupano i cambiamenti climatici

azienda agricola gianoglio emanuela

Emanuela Gianoglio: “E’ il secondo anno consecutivo che siamo fortemente limitati dalla siccità. E l’esperienza non serve”

“Per il secondo anno consecutivo siamo stati fortemente limitati dalla siccità. Siamo un una zona dove non arrivano gli impianti di irrigazione, quindi dobbiamo affidarci a quanto cade dal cielo. E l’acqua, quest’anno, è arrivata solo alla fine dell’estate, creando peraltro qualche problema durante la raccolta. Cosicchè, per il 2023 abbiamo perso tra il 60 e il 70% rispetto a una produzione normale”.

La voce è quella di Emanuela Gianoglio, titolare dell’omonima azienda di Magliano Alpi (Cuneo), nella quale dal 2008 produce e lavora nocciole su appezzamenti che oggi superano i 20 ettari e che dal 2016 è certificata biologica.

Gianoglio trasforma tutto ciò che produce, soprattutto per il cliente professionale (pasta di nocciole, farina, ecc.) ma anche per quello privato.

Tra le novità di quest’anno, peraltro, c’è proprio una chicca che può rappresentare una buona idea per un regalo di Natale. “Presentiamo – spiega – accanto alla nostra consueta offerta, anche una nuova crema spalmabile, il Pralinato di nocciola, 70% di Nocciola Piemonte Igp biologica e zucchero a velo raffinato. La sensazione è quella di degustare, insomma, una vera e propria caramella alla nocciola. Accanto a questa, per il privato abbiamo anche una crema spalmabile al cacao e nocciola più tradizionale e l’olio di nocciola, sempre molto richiesto. Poi, appunto, tutta l’offerta per pasticcerie e gelaterie”.

Riprendendo poi il discorso iniziale, Gianoglio aggiunge: “Ci troviamo in una situazione molto complessa, con una domanda che rimane molto sostenuta da parte del mercato, ma con problemi in campagna che proseguono. E’ infatti il secondo anno che subiamo una fortissima siccità, e contro questo flagello l’esperienza in campagna conta davvero poco. Non dimentichiamo, peraltro, anche l’annata 2019, che fu falcidiata dalla cimice”.

A proposito di quest’ultimo problema, Gianoglio rileva: “Almeno con la cimice quest’anno siamo andati bene. In primavera ho liberato nei miei appezzamenti tre barattoli di Anastatus bifasciatus, l’antagonista che mangia le uova della cimice, e il riscontro è stato positivo. Conta comunque anche il fatto che, solitamente, questi insetti si muovono sostanzialmente a ondate, e noi non ne siamo stati toccati”.

Quindi, Emanuela Gianoglio conclude: “A conti fatti, l’annata 2023 è stata molto difficile in campagna. L’acqua caduta a fine estate, peraltro, ha causato anche problemi di gestione del prodotto; bisognava essiccare bene le nocciole per evitare il marciume e così abbiamo fatto. Ciò che siamo riusciti a raccogliere è quindi di ottima qualità, migliore dello scorso anno, ma appunto i quantitativi sono pochi e preoccupano sempre di più i cambiamenti climatici”.

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