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Frutta a guscio ed essiccata

Nocciole: nella Tuscia la cimice non è più un problema

Luca Di Piero: “Dopo 15 anni sembra sparita. Siamo fiduciosi per la campagna e abbiamo già novità per il Natale”

Dopo i disastri provocati dalle gelate tardive lo scorso anno, il 2022 sembra che si avvii a essere un’annata positiva per la corilicoltura nella Tuscia. Tanto che, un po’ a sorpresa, sembra essersi molto attenuato anche un problema che per lungo tempo ha rappresentato un incubo per i produttori, quale è appunto quello della cimice.

A offrire la sua testimonianza è Luca Di Piero, coltivatore di nocciole di lunga data e per molti versi innovatore in questo settore. Con l’azienda che porta il suo nome, e che ha sede a Civita Castellana (Viterbo), ha già più volte toccato prestigiosi traguardi, risultando ad esempio “Migliore prodotto” nella Guida del Golosario 2018 con le sue creme spalmabili. Sempre per le creme, nel 2019 è stato recensito da Gambero Rosso. La sua crema gianduia, poi, si è piazzata al secondo posto al prestigioso International Chocolate Awards.

“E’ la passione che mi guida – rivela Di Piero – anche perché, quando ho iniziato a fare trasformazione per produrre proposte di alta qualità a base di nocciola, non avevo modelli in zona. Mi alzavo alle 2 del mattino per andare in Piemonte e tornavo due giorni dopo. Là, imparavo a fare varie prove per realizzare creme spalmabili e altri prodotti, che poi facevo di volta in volta assaggiare per selezionare i migliori. Il segreto per una buona crema spalmabile alla nocciola, quando il contenuto di materia prima è importante – continua Di Piero – è innanzitutto quello di partire da un ottimo prodotto, ovvero da nocciole non cimiciate. Poi, bisogna sapere gestire il livello di tostatura. Più si aumenta la percentuale di nocciole, più gli eventuali difetti di una crema possono emergere”.

Ma quest’anno, appunto, la base di partenza dovrebbe essere molto buona. “Dopo 15 anni, la cimice da queste parti sembra quasi sparita e non so perché. Forse le basse temperature che, per pochi giorni si sono registrate nella tarda primavera di quest’anno, hanno avuto un effetto positivo in tal senso. Ci aspettiamo, quindi, un buon raccolto dopo l’annata nera del 2021”.

Di Piero, che in parte trasforma in proprio le nocciole prodotte nei suoi 25 ettari di corileto, e in parte le conferisce alla cooperativa Ecolazio di cui è socio, ha anche già studiato una delle novità che lancerà in occasione delle prossime festività natalizie. “Si tratta di un torrone morbido al miele – conclude – interamente ricoperto da uno strato 100% cacao (non cioccolato, ndr) dell’Ecuador. E’ una proposta a cui stiamo lavorando da tempo e che, in termini di gusto, ci ha dato riscontri sorprendenti e diversi consensi”.

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