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Frutta a guscio ed essiccata

Castagne: ottima annata per quelle della Garfagnana

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Redazione
Autore Redazione

Secondo Coldiretti, in provincia di Lucca i quantitativi dovrebbero tornare oltre i 10mila quintali

Sono molto confortanti i dati che arrivano sulla raccolta 2020 di castagne in Garfagnana. A tracciare un primo bilancio è Coldiretti Lucca, che per questa provincia prevede un ritorno a un quantitativo di oltre 10mila quintali e, per l’intera regione, stima un 20/30% in più. Merito soprattutto del fatto che il cinipide galligeno, l’insetto che per tanti anni ha provocato enormi danni ai castagneti di tutta Italia, sembra finalmente essere stato contrastato efficacemente dal suo antagonista naturale, il Torymus sinensis.

Andrea Elmi, presidente di Coldiretti Lucca, rileva: “L’andamento della raccolta è differente da comune a comune, anche a poche centinaia di metri di distanza. Questo dipende da fattori legati esclusivamente al clima. La pioggia di settembre ha salvato una stagione che poteva essere decisamente inferiore nei numeri e nella qualità. Il raccolto tra l’altro è partito anche in ritardo. C’è grande oscillazione nelle performance dei castagneti. In alcune zone della Garfagnana c’è stata una riduzione, in altre siamo in linea con lo scorso anno, in altre ancora c’è addirittura molto più prodotto. E’ stata una stagione strana”.

“La castanicoltura, in Garfagnana come nel resto della regione – spiegano da Coldiretti – continua a rappresentare una fonte di sostentamento per imprese e famiglie. Il suo prodotto di riferimento, la farina, non sembra conoscere crisi nemmeno in tempi difficili ed incerti come quelli che stiamo vivendo. Per la farina Dop della Garfagnana, una delle due farine italiane a poter fregiarsi della denominazione europea, la produzione dovrebbe attestarsi intorno ai 300 quintali. Stessa sorte anche per la castagna fresca, e principalmente del marrone, il cui consumo è favorito dall’abbassamento delle temperature anche se peseranno gli annullamenti di sagre ed eventi. Nei mercati all’ingrosso si rilevano quotazioni nella media del periodo, che vanno da 2,50 a 4,50 euro/chilo a seconda del calibro con i prezzi tendono a raddoppiare al consumo. Nel suo complesso il comparto ha una rilevanza economica notevole in Toscana: su di una superficie di 33mila ettari, di cui 16mila ettari coltivati con castagni da frutto, si ottengono quasi 200mila quintali di castagne per una produzione media annua di oltre 90 milioni di euro”.

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