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Storia della mandorla di Avola

Avola (SR), è uno dei territori più importanti per la produzione mandorlicola in Italia. L’indirizzo varietale è centrato soprattutto sui cultivar Pizzuta d’Avola e Fascionello, capace di dare una mandorla pregiata adatta alla confetteria. La produzione, lavorazione, trasformazione, e commercializzazione della mandorla di Avola ha origini centenarie e ha rappresentato, fino agli anni 50 del secolo scorso, il settore di punta della città. In particolare, è stata proprio l’attività di lavorazione (sgusciatura – pelatura –confezionamento) e commercializzazione che hanno rappresentato uno dei principali volani economici e occupazionali del paese e dei territori limitrofi. L’evoluzione subita dal comparto agricolo, in seguito al passaggio da un’economia rurale ad una industriale da 50 anni a questa parte, ha fatto in modo che si perdessero alcuni usi tradizionali della mandorla, come la produzione di potassa per saponificare, l’alimentazione degli animali con le foglie o la produzione di colle con la resina. Ma la gran parte delle utilizzazioni della mandorla è rimasta, in particolare per i prodotti derivati (confetteria, pasticceria, cosmesi). Nell’anno 2000, per far fronte alla concorrenza internazionale del settore, e per garantire il prodotto e i consumatori è nato il Consorzio di Tutela e Miglioramento della filiera Mandorla di Avola, che attraverso un Marchio Collettivo e disciplinari di produzione, certifica il controllo di qualità delle produzioni con mandorla di Avola. Tra le altre attività, il Consorzio fa attività di ricerca, promuove campagne di informazione ai consumatori e ha attivato la richiesta della certificazione Igp.

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