Focus GDO

Odorizzi: “L’importanza della filiera italiana, mai come ora”

La Grande Bellezza Italiana comunica etica, sostenibilità, salubrità. E qualità, “intesa come buoni da mangiare”

La Grande Bellezza Italiana, la rete di imprese unica nel settore (oltre mille ettari tra Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Puglia riconducibili a sei realtà storiche del settore: Bergonzoni Frutta, Coofrutta, Joinfruit, Odorizzi, Op Geofur, Perusi), da sempre punta alla valorizzazione dei prodotti ortofrutticoli di qualità.
Qualità intesa come buoni da mangiare – spiega Leonardo Odorizzi (sotto, sesto da sinistra) tra i fondatori della rete – ma nella nostra comunicazione puntiamo anche sulla salubrità, nel rispetto delle leggi vigenti per cui l’Italia, lo dice l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, è ai primi posti nel mondo“.

Altri valori legati a doppio filo con frutta e verdura per Odorizzi sono eticità (“riferita al benessere di tutti i lavori coinvolti nella filiera nel rispetto della legge italiana, che risulta tra le più garantiste al mondo”) e sostenibilità.
Sostenibilità che, puntualizza l’imprenditore trentino, ” trova pieno compimento se oltre a quella ambientale – raggiunta grazie ai Pan Piani ambientali nazionali – garantisce anche gli aspetti sociale ed economico. Quest’ultimo necessario per restituire ai nostri agricoltori le fatiche per cui si impegnano. Sostenibilità significa anche avere un sistema efficiente che si spenda per misure di salvaguardia, quali assicurazioni contro gli eventi atmosferici, e un sistema Paese che possa garantire le risorse umane necessarie alla filiera (tra tutti, cito il problema dei flussi in ingresso, spesso dimenticati). Ma, soprattutto, è sostenibile la filiera verso la quale un giovane può sentirsi attratto e pensare di trovare il proprio futuro”.

Comunicazione in reparto e packaging parlante

“La comunicazione in reparto è un elemento quasi indispensabile, anche se non sempre praticabile, per via degli spazi molto affollati, soprattutto in emergenza Covid – ossserva Odorizzi – Per la nostra esperienza il packaging parlante risulta molto convincente per il consumatore. Strumenti come il Qr-code, già presente su tutte le nostre confezioni, sono più efficaci con le generazioni più giovani, anche se ormai non è così raro vedere etichette parlanti con l’utilizzo della realtà aumentata”.

Insomma, per La Grande Bellezza Italiana il packaging rappresenta il primo veicolo di comunicazione per cui “design efficace e attraente, oltre al sigillo della nostra marca, diventano elementi distintivi. Un po’ come accade con i cioccolatini, si va oltre la visibilità del prodotto, perché la stessa confezione è garanzia del contenuto. Il nostro cofanetto di clementine funziona proprio così!”.

Carta sì e carta no

Dopo la perentesi pandemica, la rete di aziende ha ripreso la “questione carta” anche per i vassoi, oltre che per i cofanetti già affermati sul mercato. Lo studio dei materiali mira al rispetto della sostenibilità anche con componenti a base di minerali, se gestiti correttamente nel post-riciclo. “La nuova normativa che entrerà in vigore il primo gennaio 2023 è già rispettata dalle nostre confezioni con chiare e precise indicazioni per il consumatore. La carta, pur essendo intesa nell’immaginario collettivo come l’elemento più naturale, deve fare i conti con la propria filiera”, puntualizza Odorizzi.

La comunicazione per La Grande Bellezza Italiana è – ovviamente – anche social e attiva dalla nascita del progetto. “Comunichiamo su Facebook ma anche su Istagram che più di ogni altro parla per immagini. Ma puntiamo anche su attività mirate su Linkedin, per aggiornare gli operatori del settore iscritti alla piattaforma. Oltre al prodotto – conclude Leonardo Odorizzi – vogliamo vuole raccontare la storia, la filiera, il territorio. Ci piacerebbe soprattutto che l’Italia ritrovasse il ruolo di Paese speciale qual è, coinvolgendo anche l’arte, la cultura, i paesaggi unici al mondo”.

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