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Focus GDO

“Comunicare l’ortofrutta: più enfasi all’inizio del processo d’acquisto”

Graziano Bordonetti (Aspiag Service): “Anche fuori dal punto di vendita. E con i fornitori evidenziare i valori sulle confezioni”

Comunicare i valori dell’ortofrutta in reparto e sulle confezioni, tra esigenze delle aziende e aspettative dei consumatori, è il tema del Focus Gdo 2022 e della tavola rotonda organizzata da myfruit.it in collaborazione con Sg Marketing per il 13 aprile prossimo, alle 11.30, a Marca Fresh di Bologna.

Graziano Bordonetti, Area manager Ortofrutta di Aspiag Service srl, fa per myfruit.it la sua analisi: “I clienti, oltre al prezzo e alla convenienza, guardano ad altri fattori, tra i quali la sostenibilità, l’etica e la sicurezza (elemento diventato essenziale soprattutto a seguito del periodo pandemico vissuto, ndr). Una parte delle aziende della Gdo si sta infatti muovendo verso questa direzione. Sebbene questi elementi abbiano già trovato una buona collocazione nell’immaginario collettivo, lo sforzo attuale riguarda il riuscire a comunicare tali valori con più enfasi, in particolare all’inizio del processo di acquisto e quindi fuori dal punto di vendita”.

Essere una Despar Tribù

“Sicuramente il punto di vendita e il reparto ortofrutta sono il luogo ottimale dove comunicare questi valori – osserva Bordonetti – In questo reparto, infatti, gravita il 50% delle persone che acquistano nel negozio. Pertanto, evidenziare nella maniera corretta questi valori potrebbe diventare anche un’ulteriore leva strategica per aumentare il bacino di nuovi clienti e fidelizzare i clienti già acquisiti. Rispetto al passato esistono sicuramente nuovi strumenti per farlo, primi tra tutti gli strumenti digitali, come ad esempio la nostra app Despar Tribù”.

Questione di sicurezza

Il Covid e le conseguenti restrizioni hanno chiaramente penalizzato la categoria ma, guardando ai dati complessivi, per il manager Aspiag il reparto è stato meno colpito rispetto ad altri. “Sul piano della sicurezza possiamo dire che non hanno inciso tanto le restrizioni, quanto piuttosto il fatto che il fresco sfuso fosse vissuto come poco sicuro da molti consumatori a differenza del passato. A oggi la movimentazione della categoria è sicuramente inferiore rispetto all’anno passato (circa il 6% in meno), ma ciò è da attribuire più all’inflazione che al minor consumo. Tali diminuzioni, infatti, hanno caratterizzato più o meno tutte le merceologie”.


Sul fronte della sicurezza, poi, i clienti si mostrano oggi più preparati. “Come conseguenza del periodo pandemico – prosegue Bordonetti – le buone pratiche di igiene sono consolidate e mantenute, penso al corretto utilizzo dei guanti. Sicuramente, a due anni dall’arrivo del Covid, l’esigenza di sicurezza è diventata una caratteristica che le persone ricercano nei loro acquisti in misura maggiore rispetto al passato, motivo per cui stiamo valutando l’opportunità di fornire ai clienti una maggiore offerta di prodotti confezionati (con un quantitativo minimo), senza chiaramente eliminare lo sfuso, ma dando un’ulteriore possibilità di acquisto. Il confezionato potrebbe risultare vantaggioso proprio per l’idea di maggiore sicurezza che al momento i clienti attribuiscono a questa tipologia di prodotti”.

E poi la sostenibilità. Dei tre pilastri da cui è composta – ambientale, economico, sociale – il primo continua a essere il più percepito in quanto più sotto i riflettori, ma “anche la remunerazione economica e la giusta condizione dei lavoratori sono in costante crescita“, commenta Bordonetti, che aggiunge: ” La qualità è un classico valore che un po’ tutte le categorie merceologiche promettono e inseguono. Nel caso dell’ortofrutta tutti gli aspetti sono importanti. Gusto, esclusività, stagionalità, territorialità sono tutti valori imprescindibili, la garanzia del loro raggiungimento e mantenimento è legato alla creazione di progetti e rapporti sempre più diretti tra noi e i produttori“.

Serve il dialogo con i fornitori anche quando si tratta di comunicazione. Così Graziano Bordonetti chiude il cerchio: “Quando ci sono le condizioni, valutiamo con i fornitori la possibilità di enfatizzare le peculiarità del gusto, la provenienza e tutte le particolarità che rendono speciale il prodotto, cercando di essere molto sintetici nella comunicazione sulle confezioni”.

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