Focus GDO

La sostenibilità secondo Esselunga. «Le nostre priorità? Clima, spreco e imballaggi»

Esselunga_Ortofrutta

Dall’ortofrutta al biologico, e poi gli imballaggi, la lotta allo spreco e l’ottimizzazione dei processi della logistica. Sono molti i fronti sui quali sta agendo l’azienda di Limito di Pioltello quando si parla di sostenibilità

Esselunga è uno dei nomi più iconici nel mondo della grande distribuzione italiana, uno di quelli che attira immediatamente l’attenzione di un po’ tutti i media, non certo solo di settore, quando lancia qualche novità o prende posizione su determinati argomenti.

Recentemente protagonista di una campagna televisiva che enfatizza il suo ruolo di food company come non aveva mai fatto in precedenza, ha dato anche il via ad una stagione all’insegna dell’innovazione, con il debutto di nuovi format, a partire da quello di prossimità di nome “la Esseinaugurato lo scorso dicembre nel centro di Milano.

Visto il suo ruolo, non poteva mancare anche una presa di posizione precisa sul fronte della sostenibilità, argomento principe del momento e che sta coinvolgendo le agende di molte insegne della grande distribuzione. «La Gdo, ed in particolare Esselunga, è consapevole di poter avere un ruolo significativo nelle dinamiche del largo consumo e le filiere produttive. Questo investe di grande responsabilità il retail soprattutto rispetto ai temi dello sviluppo sostenibile e del consumo di risorse, con particolare attenzione allo spreco, e dei cambiamenti climatici» ci spiega il grande big con sede a Limito di Pioltello, che abbiamo interpellato su questo tema e le sue implicazioni, in particolare, relative al reparto ortofrutta.

I tre pilastri della sostenibilità ambientale

«Esselunga è una organizzazione complessa che integra produzione e distribuzione di beni e che, come ogni altra realtà produttiva, gioca un ruolo anche in questo ambito» ci spiega l’azienda. Da questa consapevolezza nasce anche una politica precisa nei confronti dei temi legati all’ambiente. «Per noi si fonda su tre pilastri: il clima, lo spreco e gli imballaggi in coerenza con quanto stabilito a livello internazionale prendendo in considerazione l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile definita dall’ONU dove si trovano i Sustainable Development Goals (o SDGs) che le varie organizzazioni mondiali dovrebbero raggiungere entro l’anno 2030. Per ognuno di questi ambiti sono stati definite delle priorità di azione e degli obiettivi che costituiranno una guida per i prossimi anni».

Ortofrutta: censimento di tutti gli imballaggi in ottica green

L’ortofrutta, quando si parla di sostenibilità, riveste un ruolo centrale in Esselunga.

«Nel reparto ortofrutta, nel corso del 2019, è stata svolta una intensa attività di censimento degli imballaggi, analisi e valutazione della riciclabilità e compostabilità del packaging dei prodotti».

Questo si è tradotto in  scelte precise che hanno portato, ad esempio, a eliminare la plastica dalle vaschette di frutta e verdura, in particolare per i prodotti biologici a marchio Esselunga, passando a quelle in carta, con l’utilizzo anche di etichette compostabili. «È in corso, inoltre, un progressivo incremento dei pittogrammi di smaltimento dei packaging con l’indicazione di informazioni chiare per i clienti volte a facilitare la differenziazione da parte dei consumatori nella gestione del fine vita dell’imballaggio stesso».

A proposito di biologico, in Esselunga nell’ortofrutta è diventato un elemento molto distintivo dei punti vendita. «Il nostro assortimento copre tutte le famiglie di prodotto partendo dai segmenti basici fino a quelli premium e di servizio (settimanalmente sono presenti oltre 40 referenze di ortofrutta biologica). I clienti mostrano sempre più interesse verso i prodotti biologici, interpretando il consumo di questi come un modo nuovo di essere sostenibile, in linea con il rispetto dell’ambiente. Tra l’altro, a breve, tutte le confezioni dei prodotti Esselunga Bio in ortofrutta saranno compostabili fino all’etichetta».

Secondo Esselunga, un altro aspetto che la distingue è anche l’abolizione del packaging secondario a perdere. «Da molto tempo è attivo un circuito interno chiuso di riutilizzo di casse in plastica dura e lavabile con le quali i prodotti vengono trasportati dal punto di produzione al punto vendita. Questo circuito è stato esteso anche ad alcuni fornitori di frutta e verdura che, con un contratto di noleggio, possono utilizzare direttamente in campo le casse per la raccolta, il trasporto e la consegna dei prodotti».

Sempre meno spreco. Progetto con il Banco Alimentare e test specifici nei punti vendita 

Essendo una Food Company, come l’ultima campagna televisiva ha voluto sottolineare con forza, Esselunga gioca in due campi, quello della produzione e quello della distribuzione. Come affrontare, a proposito di sostenibilità, il grande tema dello spreco?

«Quando agiamo come produttore, le nostre attenzioni sono rivolte ad una accurata pianificazione dei processi industriali. Quando operiamo nel ruolo di immagazzinatore e distributore, l’azione principale è quella di ridurre il più possibile l’invenduto pianificando in modo adeguato gli ordini e donando le eccedenze ai meno abbienti in tempo utile per prevenirne la scadenza e rispettare le stringenti normative che regolano queste attività».

Su quest’ultimo punto Esselunga sottolinea come negli ultimi anni abbia ampliato ulteriormente il numero di referenze donabili in beneficienza delle eccedenze alimentari anche del reparto ortofrutta. «Nel 2019, nell’ottica dell’evoluzione del progetto, Esselunga ha condiviso con la direzione del Banco Alimentare l’opportunità di sviluppare un obbiettivo finalizzato alla creazione di una dieta equilibrata attraverso l’estensione delle categorie merceologiche e il ritiro giornaliero degli alimenti base (pane, latte, uova, yogurt, formaggi, carne, frutta e verdura)».

Al momento sono in atto test in tre negozi Esselunga nei quali sono stati inseriti in questo progetto prodotti sfusi del reparto ortofrutta, prodotti a marchio tra le referenze del reparto latticini e salumi, e infine alcune referenze del reparto carni nel terzo punto vendita. «L’obiettivo è ampliare il ritiro di queste referenze anche in altri store Esselunga nel corso del 2020».

ecommerce EsselungaLogistica: traporti sempre più ecosostenibili, anche per l’e-commerce

Quando si parla di sostenibilità non è certo secondario il tema della logistica e di tutte le azioni che è possibile mettere in campo per ottimizzare i processi messi in campo giornalmente per portare le merci dai centri di distribuzione ai punti vendita «La flotta viene costantemente rinnovata in modo da limitare gli impatti ambientali derivanti dalle emissioni di polveri inquinanti e alle emissioni di CO2. Nel 2018 sono stati introdotti, inoltre, anche mezzi alimentati a gas naturale liquido. I “camion gialli”, che rappresentano in modo chiaro la presenza di Esselunga sul territorio, sono mezzi in classe di emissione Euro 5 o Euro 6. Il trasporto dei prodotti avviene su pallet riutilizzabili seguendo le iniziative “pooling cheap” e “pooling LPR” che permettono di ridurre i consumi di legno e di conseguenza la produzione di rifiuti e di CO2. La possibilità di controllare in modo capillare la distribuzione consente di ottimizzare anche la gestione del packaging secondario che in molti casi non viene utilizzato grazie a casse di plastica riutilizzabili che compiono molte volte il percorso Centro Distributivo-negozi di andata e ritorno. I ritorni dei camion dai negozi ai CEDI, inoltre, sono programmati per ridurre al minimo i viaggi con il trasporto di resi e rifiuti di imballaggi in carta e plastica».

Considerando il ruolo da pioniere che Esselunga ha avuto nel settore dell’e-commerce, anche in questo caso è stato affrontato il tema della sostenibilità. «In questo caso abbiamo lavorato su più aspetti: realizzazione di “negozi multicanale” che permettono di condividere spazi e impianti del negozio tradizionale oltre che i macchinari e le celle refrigerate; ottimizzazione dei giri di consegna delle spese on-line sfruttando una flotta di mezzi Euro 6; sperimentazione di mezzi elettrici per le consegne e-commerce nei centri storici; utilizzo di sacchi in plastica riciclata 80% certificata “Plastica seconda vita” che grazie alle generose dimensioni, possono essere utilizzati dai clienti per la raccolta domestica dei propri rifiuti; realizzazione di studi LCA (Life Cycle Analysis) sull’attività e-commerce; dematerializzazione delle bolle di trasporto».

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