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Il futuro del reparto ortofrutta? Ne parliamo con Massimo Giordani

MassimoGiordani

Il presidente dell’Associazione italiana sviluppo marketing: «La blockchain di Carrefour e le serre di Auchan casi virtuosi di web marketing applicati all’ortofrutta».

Dieci anni fa Massimo Giordani, presidente dell’Associazione italiana sviluppo marketing, vice presidente di The Blockchain Council, docente a contratto all’Università di Torino e fondatore della società Time & Mind, disse che “il settore ortofrutta non sfruttava le potenzialità della comunicazione web”. 

In dieci anni il web marketing è cambiato molto e il mondo del retail è in profonda trasformazione. Ma il mondo dell’ortofrutta nel suo complesso, dalla produzione al reparto ortofrutta, è ancora indietro?

Dieci anni, nell’ambito della comunicazione on-line, sono davvero tanti e l’effetto incrociato della diffusione capillare degli smartphone e della disponibilità di banda larga a basso costo ha avuto un ruolo di grande propulsione per spingere gli italiani a diventare davvero digitali. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Hootsuite e We Are Social, i nostri connazionali che utilizzano regolarmente il web sono ormai il 92% della popolazione e quelli attivi sui social media il 59%. Questo significa, rispettivamente, 54,8 e 35 milioni di persone che attingono dalla rete ogni tipo d’informazione, incluse quelle relative ai prodotti che acquistano.
Tutte le principali realtà del settore ortofrutta oggi sono presenti on-line e, quasi sempre, hanno una presenza anche sui social media. Ciò non significa che tale presenza sia sempre di qualità, c’è molto lavoro da fare in tal senso. 

Come si possono applicare oggi le strategie di web marketing, soprattutto l’utilizzo dei social network, alla vendita di ortofrutta?

Raccontare in modo sapiente e accattivante le proprietà organolettiche dei diversi prodotti, descrivere le caratteristiche di ogni frutto ed ortaggio, spiegare come si possono utilizzare per realizzare piatti prelibati: un mondo di informazioni che si possono trasformare in articoli, post, tweet, immagini, video, infografiche, ogni genere di contenuto idoneo alla diffusione on-line. Il tutto opportunamente declinato, ovviamente, dal punto di vista di chi produce che, certamente, può aggiungere ciò che lo caratterizza: la sua storia, le persone coinvolte, i luoghi, i processi di coltivazione.
Ogni strategia di marketing dovrebbe partire dai contenuti relativi al prodotto, poi si deve lavorare per trovare il taglio comunicazionale più adatto, i “claim” giusti.

Quali sono i casi virtuosi di strategie web marketing applicate alla ortofrutta?

Cito come esempio il caso di www.fnv.com, un progetto promosso congiuntamente da “A Healthier America” e numerose aziende di estrazione completamente diversa tra loro (da “Green City Growers” a “The Onest Co.” passando per “Lamar”) al fine di promuovere il consumo di frutta e verdura attraverso la conoscenza delle loro caratteristiche. Un esempio di marketing “educativo” davvero interessante così com’è interessante il ruolo dell’innovazione, sempre più presente anche nel settore ortofrutta. Si pensi alla serra aeroponica lanciata da Auchan nello storico punto vendita di Torino.
Che dire poi delle opportunità offerte dalla tecnologia blockchain alla tracciabilità alimentare: sono decine le iniziative già in atto in diversi paesi e un colosso come Carrefour ha già avviato la tracciabilità degli agrumi e del pomodoro dopo aver sperimentato con successo quella della filiera avicola, con ricadute marketing di grande rilevanza che potrebbero portare il cliente finale a scegliere un prodotto tracciato con questa tecnologia perché ritenuto più sicuro.

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