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Penny Market: «Ortofrutta al centro dell’esperienza di acquisto»

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Sonia Paddeu

L’intervista all’amministratore delegato Gotthard Klingan. «Aste al doppio ribasso? Penny Market dice “no” a qualsiasi imposizione alla produzione, anche in tema di prezzi»

«La lunga relazione che abbiamo costruito negli anni con i nostri clienti è tutt’ora la base del nostro successo ed è su queste fondamenta che costruiremo le future strategie».

Chi parla è Gotthard Klingan, amministratore delegato di Penny Market, insegna del mondo discount del Gruppo Rewe, presente in Italia in 18 regioni con 366 punti vendita. 

PennyMarket_MyBio_OrtofruttaLa presentazione milanese del progetto, MyBio “Bellezze Naturali”, è stata anche l’occasione per fare qualche domanda a chi è al timone di un’insegna che opera in un contesto molto dinamico e in fermento in questo momento come quello dei discount in Italia, che quest’anno ha visto l’arrivo di due nuovi player importanti e sfidanti come la tedesca Aldi e la francese Leader Price.

«C’è spazio per tutti. È chiaro che per noi insegne come Leader Price e Aldi rappresentano nuovi concorrenti, e come tali dovremo affrontare la loro presenza qui, ma sono i benvenuti» ci dice Klingan, che ha dalla sua 25 anni di esperienza tutta italiana, che nel breve termine può essere sicuramente un importante vantaggio competitivo rispetto alla nuova concorrenza.

Cresce il mercato e cresce l’attenzione all’ortofrutta

La crescita dell’universo discount va di pari passo alla crescita di importanza al suo interno anche del reparto ortofrutta, che non a caso l’insegna del gruppo Rewe considera strategica in Italia. «Indagini di mercato – continua l’amministratore delegato – parlano di un’importanza sempre più crescente del reparto ortofrutta per il consumatore». Cresce l’attenzione alla qualità, alla varietà, alla sostenibilità, come dimostra lo stesso lancio dei prodotti MyBio, una linea interamente biologica da qualche settimana sugli scaffali con l’obiettivo di per combattere gli sprechi. I consumatori sembrano infatti oggi scegliere, secondo l’ad, un’insegna piuttosto che un’altra anche e soprattutto in base a quanto offre il reparto ortofrutta. «Ecco perché, negli oltre 350 punti vendita della catena, al centro dell’esperienza d’acquisto ci sono proprio frutta e verdura. E i clienti sembrano apprezzarlo».

Doppio no a chiusure domenicali e aste al doppio ribasso

«Seguiremo la linea di Federdistribuzione a cui aderiamo, ma date anche le recenti stime sulle possibili perdite di decine di migliaia di posti di lavoro, siamo sempre più contrari a questa proposta, in cui vediamo più rischi che opportunità». E secondo l’ad di Penny Market sono gli stessi dipendenti dell’insegna tedesca a non essere favorevoli all’ipotesi di riposare la domenica.

Altrettanto netta la posizione sul tema delle aste al doppio ribasso, argomento che qualche mese fa, dopo l’inchiesta de L’Internazionale ha sollevato non poche polemiche che hanno coinvolto un po’ tutto il mondo della moderna distribuzione che ha dovuto smarcarsi pubblicamente da queste pratiche. «Penny Market dice “no” a qualsiasi imposizione alla produzione, anche in tema di prezzi. Per sostenere il business è regola anche da noi trattare con i produttori per avere le condizioni migliori. Ma per noi “migliore” non fa rima con “inferiore”. Soprattutto se abbassando il prezzo si rischia di mettere in ginocchio la qualità del prodotto». 

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