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Prodexpo, Italia agroalimentare protagonista a Mosca

italia a prodexpo

Oggi e domani in missione anche la ministra Bellanova. E per l’ortofrutta quasi 6 anni di occasioni perse.

Ha preso il via ieri a Mosca la 27esima edizione di Prodexpo, la più importante fiera agroalimentare della Federazione Russa, con circa 2.600 espositori provenienti da 70 Paesi e una rilevante presenza italiana. Sono infatti 60 le aziende dei settori agroalimentare e vini, riunite sotto il segno distintivo ‘The extraordinary Italian taste’.

 

 

Numeri raggiunti grazie al supporto del Pes – Piano export sud del ministero dello Sviluppo economico, programma che favorisce l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese delle “Regioni meno sviluppate” (Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia) e delle “Regioni in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna).

In questi giorni sono previste numerose azioni di supporto alla partecipazione italiana, tra cui la presenza di 30 distributori provenienti dalle Regioni della Federazione Russa, dall’Armenia e dalla Bielorussia. “La Federazione Russa – ha detto Pasquale Terracciano, Ambasciatore d’Italia a Mosca – si conferma una delle destinazioni più importanti per il settore dell’agroalimentare italiano: questo grazie alla grande attenzione che il consumatore russo attribuisce alla qualità dei nostri prodotti e all’impegno che il Sistema Italia continua a profondere a sostegno delle nostre imprese”.

 

TeresaBellanovaMinistro

 

Proprio in occasione di Prodexpo è pianificata la missione in Russia della ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che giovedì incontrerà il ministro dell’Agricoltura della federazione Russa, Dmitry Patruscev. Temi di discussione l’interscambio agroalimentare fortemente penalizzato negli ultimi anni dall’embargo russo, la rilevante presenza di imprese italiane nella Federazione, il potenziamento della collaborazione tra i due Paesi, il rafforzamento del clima di dialogo e della distensione.

Si stima che, dall’agosto 2014 a oggi, l’embargo russo sia costato al settore ortofrutticolo quasi un miliardo di euro. La riapertura di questo mercato – con tutte le difficoltà del caso – rappresenterebbe ancora un importante valvola di sfogo per le nostre esportazioni.

 

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