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Nutraceutica, il punto a Salerno

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Autore Redazione

Si è discusso del percorso di trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca alle imprese agroalimentari

Prevenire l’insorgere di malattie, curare gli inestetismi e migliorare la qualità della vita, creando un’economia circolare in grado di valorizzare le produzioni agricole e i territori, è oggi una concreta possibilità di sviluppo sostenibile.

Se ne è discusso durante la prima edizione di Insafe (Innovation for sustainability in food system and economy) evento organizzato dal dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno che ha riunito (venerdì 20 0ttobre), al Next – Nuova esposizione ex tabacchificio di Capaccio-Paestum, aziende agricole, innovatori, ricercatori e startup, proveniente da tutta Italia.

Un happening scientifico dedicato alla nutraceutica per tracciare un percorso di trasferimento tecnologico che parte dalla ricerca universitaria di base, passa attraverso gli spinoff e le startup che presentano progetti industrializzabili, per arrivare alle imprese agroalimentari, che hanno problemi di utilizzo di sottoprodotti della lavorazione, e alle aziende che possono investire nell’utilizzo di materie da utilizzare come composti bioattivi per creare integratori.

I protagonisti

Sul palco le iniziative delle Università di Salerno, Parma, Torino, Ferrara, Pavia, della Basilicata e del centro nazionale Agritech che insieme ai Consorzi Melinda, Edamus, all’Unione nazionale Italia Ortofrutta, all’Organizzazione di produttori siciliana La Deliziosa, all’azienda Inventia Biotech, alla Fondazione Onfoods e a Deloitte, hanno presentato progetti di ricerca per la valorizzazione degli scarti agroalimentari attraverso tecnologie green e sostenibili per ottenere molecole, materiali e prodotti per la salute ad alto valore aggiunto.

Progetti maturi e in alcuni casi con soluzioni già disponibili, come, ad esempio, un concentrato antiossidante di composti bioattivi del Fico d’India, dalla Mela Annurca campana Igp una soluzione a calvizie e colesterolo e, sempre a base di mela, un rimedio utile contro l’infiammazione cronica. Dagli scarti della Rucola Igp Piana del Sele, invece, si sta provando a ottenere un farmaco contro l’ipertensione e le malattie cardiovascolari

I progressi delle nanotecnologie vegetali stanno letteralmente rivoluzionando il settore biomedico e quello della chimica verde. Un mercato fortemente innovativo dove i prodotti agricoli di qualità giocano un ruolo fondamentale.

Riutilizzando o utilizzando al meglio, parti o elementi classificati come scarto o semplicemente non utilizzati, si crea nuovo valore e si riducono gli sprechi, minimizzando gli impatti ambientali.

Per questo motivo il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, diretto da Pietro Campiglia (nella foto in apertura), ha fortemente voluto realizzare questo evento nel cuore della Piana del Sele, dove è fortissima la presenza di aziende agricole che, da queste iniziative, potrebbero trovare nuova redditività portando benefici diretti e indiretti a tutto il territorio.

Fonte: Insafe 

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