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Eventi e Fiere

Il Simposio internazionale conferma la fragola superfood

La nona edizione si chiude domani con un messaggio: tenere alta la memoria e guardare al futuro. Nel 2024 appuntamento in Cina

Centoventi relazioni, 140 poster, 50mila interazioni, 800 iscritti paganti, 37 paesi partecipanti, mille pagine di atti del convegno e 50 ore di registrazione. Con questi numeri si conclude domani, con l’ultima sessione dedicata alla Virtual School, il Simposio internazionale della fragola. Avviata il primo maggio, l’edizione numero nove è stata sì sui generis per via della pandemia che ha costretto gli organizzatori a optare per un incontro virtuale, ma non per questo priva di contenuti. Ogni giorno si sono susseguiti gli interventi di numerosi relatori internazionali: si è parlato di genomica, di tecniche di coltivazione in pieno campo e fuori suolo, di adattamento della specie, di miglioramento genetico, di breeding, di nuove tecniche di difesa, di tecnologie e di qualità organolettica e nutrizionale: “E’ mancata la socialità tipica degli eventi in presenza – ha riferito a myfruit Bruno Mezzetti, professore dell’Università politecnica delle Marche – ma non la partecipazione, l’interazione e il rigore scientifico. In qualità di organizzatori, siamo pienamente soddisfatti“.

Un programma ricco di contenuti

“Chiudiamo il Simposio con un messaggio – ha proseguito Mezzetti – Tenere alta la memoria del passato, guardando al futuro. Per tale motivo abbiamo aperto i lavori con un momento dedicato al ricordo dei colleghi scomparsi e abbiamo chiuso oggi con i premi ai cinque giovani che hanno presentato i lavori migliori”. Visto il fitto calendario, impossibile illustrare tutti gli interventi e gli argomenti trattati. Procedendo in ordine sparso e senza la pretesa di essere esaustivi, si è parlato di adattamento delle varietà di fragola al cambiamento climatico: è stato richiamato il progetto europeo GoodBerry che coinvolge cinque paesi europei – Italia, Spagna, Germania, Francia e Norvegia – e sei varietà di fragole. Lo scopo è verificare il comportamento dei geni in funzione dei diversi climi e dei diversi luoghi di produzione e per tale motivo si è parlato di dna e di qtl (quantitative trait locus). Altro argomento ampiamente dibattuto, il miglioramento genetico: sono stati presentati studi di genomica, in particolare di genomic selection, per tutti i mercati e per tutti gli areali di produzione.

Obiettivo ampliare il calendario produttivo

Molto si è detto anche sulle tecniche di coltivazione in pieno campo e fuori suolo: sistemi innovativi che, come risultato ultimo, portano all’allargamento del calendario di produzione a tutte le latitudini. E’ stata oggetto di diversi interventi la difesa: ha fatto il punto sul controllo dei parassiti e delle malattie della fragola Ioannis Tzanetakis, professore di virologia vegetale all’Università di Arkansas (Usa) il quale, ripercorrendo le gravi epidemie di malattie virali che hanno colpito la produzione di fragole in Nord America, ha spiegato il modello di certificazione ideato dal suo team di ricerca, partendo dai vivai di fragole fino ad arrivare nei campi commerciali. Juan Carlos Díaz Ricci, professore del Consiglio nazionale delle ricerche argentino (Conicet) e dell’Universidad nacional de Tucumán (Argentina) ha invece discusso dell’introduzione e soppressione della risposta di difesa mediata da patogeni fungini nella fragola. “La qualità delle piante – ha commentato Mezzetti – è oggi più che mai fondamentale per via del movimento globale in atto”. Tra le tecniche di difesa presentate, e oggetto di studio anche dell’Università politecnica delle Marche, di sicuro interesse quella basata sull’Rna interferente, un argomento talmente attuale che, all’ultimo Simposio del 2016, non era ancora stato affrontato.

La fragola è un superfoodFragola_Candonga_Spot

E molto si è detto anche sulla qualità delle fragole, intesa sia dal punto di vista organolettico, sia da quello nutrizionale. Quest’ultimo aspetto sarà oggetto del dibattito futuro: se molto è stato fatto in termini di miglioramento genetico degli aspetti nutrizionali, molto si dovrà fare per veicolare il messaggio al mercato e al consumatore: “Si dovrà spiegare perché una varietà di fragola è migliore dal punto di vista nutrizionale rispetto a un’altra”, ha richiamato Mezzetti. Un tema, quello della nutraceutica, che richiede competenze che vanno oltre quelle agronomiche e che abbracciano, come è stato ampiamente dimostrato nelle giornate del Simposio, ricerche nel campo biomedico e biochimico: Francisco A. Tomás-Barberán, professore al Csis (Murcia, Spagna) ha illustrato il ruolo delle ellagitannine nella fragola e gli effetti sulla salute umana, mentre Daniele Del Rio, professore di nutrizione umana all’Università di Parma, ha parlato di polifenoli, fragole e metabolismo dell’uomo.

L’obiettivo degli studi è immettere sul mercato fragole che abbiano un alto valore dal punto di vista nutrizionale e citochimico. In questo senso, di sicuro questa edizione del Simposio ha confermato la fragola come superfood, grazie all’alto contenuto di sostanze antiossidianti in grado di contribuire a contrastare lo sviluppo di patologie nell’uomo.

Savini, Sant’Orsola: “Non ricette pronte, ma tanti spunti”

fragola“Il Simposio è stato organizzato molto bene – ha riferito a myfruit.it Gianluca Savini, direttore della produzione in campagna di Sant’Orsola ed esperto di piccoli frutti – Grazie a relatori di alto livello e argomenti di sicuro interesse, è stato un importante momento di confronto per il mondo della ricerca e sperimentazione”. Il Simposio, per dirla con le parole di Savini, non è teso a fornire “ricette pronte”, ma per le aziende che, come Sant’Orsola, fanno ricerca applicativa, si tratta di un evento da cui trarre interessanti input: “La ricerca universitaria e quella aziendale hanno scopi diversi – ha puntualizzato – Nonostante siano stati presentati diversi lavori di lungo termine, alcuni ancora in itinere, dall’edizione di quest’anno si possono trarre diversi spunti di riflessione in tutti glia ambiti, dalla genetica alle tecniche di coltivazione, passando per le analisi di mercato e la nutraceutica”.

Il prossimo appuntamento è in Cina

civ fragola precoceYuntao Zhang, della Beijing Academy of forestry and pomology sciences, ha parlato dei grandi cambiamenti nella ricerca e nell’industria della fragola in Cina messi in atto dopo che nel 2012 il paese ha ospitato il settimo Simposio sulla fragola: il governo istituì una serie di fondi per sostenere l’industria delle fragole. Anche grazie queste iniziative, come ha ricordato Zhang, la Cina è diventata uno dei più grandi paesi nel mondo per la produzione e l’esportazione di fragole, prova ne sia che, come deliberato oggi dal comitato scientifico, si appresta a preparare la prossima edizione del Simposio internazionale sulla fragola: l’appuntamento è al 2024.

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