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Biologico

AssoBio diventa socio dell’Ente italiano di normazione

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Autore Redazione

L’Uni è la piattaforma che da 100 anni elabora e pubblica norme tecniche volontarie per supportare cittadini, aziende e istituzioni

Contribuire alla creazione di norme sulle pratiche sostenibili, portando il mondo bio a collaborare in prima linea nei gruppi di lavoro scientifici che elaborano i nuovi standard per l’agricoltura biologica: con questo obiettivo AssoBio è diventata ufficialmente socio Uni, l’Ente italiano di normazione che da oltre 100 anni si impegna a stabilire i parametri convenzionalmente accettati in diversi settori produttivi e dei servizi nel nostro paese.

AssoBio, in rappresentanza degli interessi dei suoi oltre 140 associati, che valgono il 70% circa delle vendite di bio in Italia, entra così all’interno di una grande piattaforma partecipativa e democratica. Le norme tecniche volontarie di Uni, associazione privata senza scopo di lucro riconosciuta dallo Stato italiano e dall’Unione europea, supportano imprese, istituzioni, associazioni e cittadini, offrendo riferimenti certi e condivisi per il progresso e la sicurezza di tutti.

Fondata nel 1921 e con oltre 48mila norme pubblicate da allora, Uni coordina la partecipazione degli stakeholder interessati alla pubblicazione di norme che tutelano le persone, rendono le aziende più competitive, proteggono l’ambiente e promuovono la sostenibilità. Norme che supportano altresì il legislatore, offrendo riferimenti certi e un patrimonio di conoscenze e valori condivisi. Il primo impegno che vedrà AssoBio partecipe in rappresentanza del mondo biologico, sarà il tavolo di lavoro Uni/CT 040/GL 15: “Servizi forniti dalle imprese di disinfestazione“.

L’Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici si unirà al processo decisionale attraverso un proprio rappresentante ai lavori delle commissioni (sono 1.100 in totale gli organi tecnici di Uni) formate da esperti con un contributo fattivo Scopo finale, elaborare, pubblicare e diffondere documenti tecnici di applicazione volontaria, frutto di un processo deliberativo trasparente e consensuale.

Da prassi Uni, il processo di normazione coinvolge grandi industrie, piccole e medie imprese, artigiani, professionisti, centri di ricerca, istituti accademici e scolastici, enti pubblici, amministrazioni locali, rappresentanze di consumatori, lavoratori e ambientaliste e terzo settore. Il traguardo è migliorare e standardizzare le caratteristiche di prodotti e servizi, rispettando determinati parametri etici, compresa la protezione dell’ambiente e la lotta al climate change. Uni, come tutte le organizzazioni internazionali di normazione, si impegna infatti a orientare le proprie attività perseguendo i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030.

L’impegno di Uni a perseguire gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 trova un alleato naturale nelle pratiche biologiche promosse da AssoBio. L’armonizzazione delle norme tecniche con gli Sdg può accelerare il raggiungimento di traguardi fondamentali, come la protezione dell’ambiente e la promozione di un’agricoltura sostenibile e inclusiva.

“L’ingresso di AssoBio come socio dell’Uni rappresenta una tappa importante per l’associazione e per il settore biologico in generale. Questo passo consente alle imprese bio di avere una voce più influente nella definizione delle norme tecniche che regolano il settore agroalimentare, promuovendo pratiche sostenibili e migliorando la competitività delle aziende biologiche – afferma Nicoletta Maffini, presidente AssoBio – Un primo obiettivo sarà quello di realizzare una Prassi di Riferimento sul pest management nelle imprese del settore agroalimentare della produzione biologica, ed è in corso la definizione di una vera e propria Norma Uni sul Pest Management sostenibile. Essere parte del processo normativo consente ad AssoBio di promuovere e diffondere i valori della produzione biologica, non solo tra le imprese del settore, ma anche tra i consumatori e le istituzioni. Questo può contribuire a una maggiore consapevolezza e apprezzamento delle pratiche bio, facilitando una transizione verso un’agricoltura più sostenibile”.

Fonte: Assobio

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