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Biologico

A febbraio torna la Festa del Bio

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Autore Redazione

Buona la prima a Bologna ora l’evento trasloca nel capoluogo lombardo: il 4 febbraio a Palazzo Giureconsulti

Con la percentuale del 17,4% di terreni coltivati a bio contro il 9% di media Eu, l’Italia si conferma tra i Paesi leader del biologico a livello europeo. La leggera flessione nei consumi registrata per la prima volta quest’anno rafforza però l’esigenza di incrementare l’attività di promozione per trasferire ai cittadini i valori del biologico. In quest’ottica si colloca la Festa del Bio, l’evento che punta a promuovere il mondo del bio organizzato da FederBio – con la partecipazione di AssoBio, Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club – di cui il progetto Being organic in Eu  è main sponsor.

In linea con il piano d’azione Eu, varato per sostenere e conseguire l’obiettivo delle politiche green europee di destinare il 25% dei terreni all’agricoltura biologica entro il 2030, la campagna di promozione cofinanziata dall’Unione europea Being organic in Eu ha lo scopo di incrementare la considerazione e la conoscenza dell’agricoltura biologica, la riconoscibilità del logo bio europeo e di sensibilizzare a un consumo più sostenibile.

Eventi e divulgazione per sostenere il biologico

Per perseguire questi obiettivi la campagna ha scelto di supportare eventi divulgativi rivolti ai cittadini come la Festa del Bio, affiancandosi in particolare ad alcuni dei momenti centrali della manifestazione che, dopo il successo dell’edizione bolognese, animerà il 4 febbraio Palazzo Giureconsulti in piazza dei Mercanti a Milano. Si tratta di iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea.

Paolo Carnemolla: “Puntare su transizione agroecologica”

“L’obiettivo delle strategie Eu di triplicare entro il 2030 le superfici coltivate a biologico, implica un cambio di paradigma e l’adozione di un modo di produrre e consumare cibo più etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico. Per sostenere la produzione è fondamentale rilanciare anche i consumi di prodotti bio e per farlo occorre investire in attività di sensibilizzazione, formazione ed educazione alimentare verso i cittadini. Anche in un momento di difficoltà come quello attuale, caratterizzato dalle emergenze energetica, climatica e alimentare, è necessario puntare sulla transizione agroecologica perché il biologico è una forma di agricoltura in grado di portare indipendenza alimentare, mitigare i cambiamenti climatici e tutelare la fertilità del suolo, la biodiversità e gli ecosistemi. A sostegno di queste finalità diventa strategico il programma di promozione Being organic in Eu, che durerà tre anni, dal 2022 al 2025, in partenariato tra FederBio e Naturland, la più grande organizzazione di agricoltori e produttori biologici a livello mondiale, che punta a promuovere la strategia Farm to Fork e trasferire con chiarezza i benefici che il biologico comporta per la salute dell’uomo e dell’ambiente”. Parole di Paolo Carnemolla, segretario generale FederBio.

Fonte: FederBio

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