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Biologico

Regione Piemonte investe sulla promozione del biologico

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Al via un portale dedicato, 2.500 le aziende coinvolte. Gli agricoltori: “Uno strumento per mostrare ciò che sta dietro ai nostri prodotti”

Vuole essere qualcosa di più di una vetrina o di uno strumento di promozione. L’obiettivo è la valorizzazione delle produzioni biologiche attraverso la diffusione della conoscenza del metodo produttivo. Si sta parlando del nuovo portale dedicato ai produttori bio piemontesi lanciato stamattina dalla Direzione agricoltura e cibo della Regione Piemonte nell’ambito del programma Slow Food di Terra madre salone del gusto. Per essere precisi, il portale si inserisce in un contesto più ampio, quello del sito istituzionale dei prodotti e territori di qualità (www.piemonteagri.it). 

“E’ un progetto dovuto ai pionieri dei biologico – esordisce Marco Protopapa, assessore agricoltura e cibo Regione Piemonte – I quali, con il loro lavoro, sono arrivati a far crescere le produzioni biologiche piemontesi agli attuali numeri, 50mila ettari coltivati e tremila produttori coinvolti. Un’opportunità in più per tutti loro, uno strumento per fare sinergia tra tante realtà”. 

“Dal territorio è emersa l’esigenza di facilitare la conoscenza e l’accesso alle aziende che producono prodotti biologici – aggiunge Stefania Convertini, del settore promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità della Regione Piemonte – Abbiamo quindi pensato a uno strumento che consentisse alle aziende di raccontarsi e di raccontare i propri prodotti”.

Come funziona

Per consultare il portale occorre entrare nel sito istituzionale dedicato alle produzioni di qualità piemontesi e proseguire nella sezione sistemi di qualità. Da qui, cliccando sulla icona dedicata ai prodotti biologici, si accede alla sezione: “Al momento sono 2.500 le aziende incluse – spiega Convertini – Un aggiornamento quotidiano permette di aggiungere i produttori che hanno appena ottenuto la certificazione, oppure di escludere le aziende che, per qualsiasi ragione, abbiano cessato l’attività”.

Una scheda descrive le attività delle aziende censite: “La ricerca  – aggiunge – può partire da un luogo (comune, provincia), oppure dall’orientamento produttivo. Al netto di alcune informazioni obbligatorie, ossia l’indirizzo e un contatto, è la singola azienda a scegliere quali e quante informazioni dare. La scheda del produttore può sempre essere aggiornata”.

Infine, una precisazione: “Non si tratta di una piattaforma e-commerce – sottolinea Convertini – E non prevediamo che nascano, all’interno del portale, attività di questo tipo”.

La parola ai produttori

Secondo i produttori intervenuti alla presentazione, il valore aggiunto del portale è la possibilità di far emergere il lavoro che sta dietro un prodotto bio: “Uno strumento per mostrare ciò che sta dietro ai nostri prodotti – sintetizza Andrea Giaccardi, dell’azienda Orto del Pian Bosco – Attraverso il portale desideriamo veicolare un messaggio preciso: il metodo biologico è il metodo migliore per fare agricoltura”.

“Qualsiasi forma di comunicazione aiuta il nostro settore – puntualizza Dario Martina, della cooperativa Frutto Permesso – Il segmento del bio ha necessità di essere raccontato”.

“Un punto di raccolta che mancava in una realtà molto frammentata come la nostra – conclude Luca Gaino dell’azienda Cascina Aliata – E che permette, anche alle piccole aziende, di comunicare e di farsi conoscere”.

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