Biologico

Francia, sì a verdura bio da serre riscaldate, ma vendita regolamentata

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Fino al 30 aprile niente commercializzazione per melanzane, cetrioli, zucchine, peperoni e pomodori bio francesi. Le serre riscaladate? Sì, ma solo con energia rinnovabile

Sarà possibile utilizzare le serre riscaldate per produrre ortaggi estivi biologici (melanzane, cetrioli, zucchine, peperoni e  pomodori), ma la commercializzazione sarà vietata dal 21 dicembre al 30 aprile. È la decisione presa giovedì 11 luglio dal Comitato nazionale francese per l’agricoltura biologica dell’Inao (Istituto Nazionale di Origine e Qualità) dopo un lungo dibattito che ha visto contrapposte posizioni opposte.

Da una parte, infatti, i sostenitori dell’utilizzo delle serre riscaldate chiedevano il loro utilizzo per colmare una domanda di bio sempre più in crescita in Francia e che, secondo l’Agence bio, costringe i distributori francesi a rifornirsi dall’estero, nel caso del biologico, per il 78% dei pomodori, il 70% dei cetrioli e il 69% delle zucchine (dati del 2017). Dall’altro molte associazioni bio francesi hanno sempre considerato il ricorso al riscaldamento delle serre una vera e propria contraddizione in termini per il mondo biologico, una forma di industrializzazione che ha poco a che fare con i fondamenti sui quali si basa questa forma di agricoltura e che, inoltre, stravolge un altro caposaldo di chi compra bio, vale a dire la stagionalità.

I media francesi, commentando la norma dell’Inao, parlano di una sorta di “compromesso“. La nuova norma, infatti, oltre a vietare la commercializzazione di melanzane, cetrioli, zucchine, peperoni e pomodori biologici fino alla fine di aprile, costringe i produttori anche a utilizzare solo energia rinnovabile per riscaldare le serre per coltivare questi ortaggi secondo i dettami dell’agricoltura biologica (a partire da gennaio 2020 per le aziende in conversione, mentre per quelle in conversione o certificate AB prima di tale data l’obbligo entrerà in vigore nel gennaio 2025).

Di fatto la Francia è il primo, e unico sino ad ora, paese in Europa ad essersi dotato di un regolamento di questo tipo. “Grazie a questa scelta, i professionisti francesi si distinguono per un livello unico di requisiti e pratiche virtuose innovative” afferma l’Inao nel suo comunicato. Didier Guillaume, Ministro dell’Agricoltura e dell’Alimentazione francese, si è detto soddisfatto per il compromesso raggiunto e ha affermato di voler presentare a Bruxelles “una richiesta di armonizzazione a livello europeo”.

E a chi gli fa notare che, però, questa decisione potrebbe avvantaggiare l’import di questi ortaggi durante il periodo invernale da altri paesi, come ad esempio la Spagna, il Ministro risponde che, nonostante la possibilità di questo rischio, sicuramente chi realmente consuma bio non comprerà questi prodotti perché solitamente molto attento al concetto di stagionalità.

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