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Biologico

Con Verdèa l’agricoltura biodinamica punta alla Gdo

VerdeaBiodinamica

I prodotti dell’agricoltura biodinamica vogliono occupare spazio sugli scaffali della Gdo. La leva è il marchio, ma non è un brand, quanto sistema di certificazione, Verdèa, presentato a Macfrut da Canova, società del gruppo Apofruit.

C’è un mondo biodinamico tutto da conquistare e una nicchia corposa di clienti a cui vendere la frutta coltivata con l’aiuto della filosofia. Anzi, dell’antroposofia di Rudolf Steiner che ne diffuse il metodo di coltivazione 80 anni fa. Fino a pochi anni fa ci hanno creduto in pochi nella biodinamica, per di più visti con sospetto, ma da oggi possono contare anche sulla potenza di Apofruit e della sua società Canova che a Macfrut ha presentato Verdèa, una marchio ombrello che assicura la “certificazione”.

Marchio ombrello, non un brand

«Non è un marchio commerciale, non è un brand» sottolinea Ernesto Fornari, direttore di Canova. Si tratta di un “sistema di certificazione che promuove la crescita e la diffusione dell’agricoltura biodinamica». Ma chi la governa? In pista c’è una rete di imprese a partire da Canova che ha approvato un disciplinare che detta le regole. Non a caso alla presentazione è intervenuto Ivo Bertaina, presidente di Agri.Bio. Piemonte, storica  e riconosciuta personalità del mondo della biodinamica.

Verdèa assicura la certificazione

Verdèa garantisce la certificazione, l’assistenza e la formazione indispensabile per un metodo complesso come quello biodinamico. Sono necessari evoluti servizi di assistenza al produttore e in questo modo il sistema è aperto: «È necessario coinvolgere tutti per far crescere il sistema – sottolinea Paolo Pari, direttore marketing di Canova –. Se non c’è una quantità minima di prodotto non c’è interesse da parte del mercato, in Italia è tutto da costruire. Per questo il marchio è destinato a tutti gli operatori interessati a valorizzare il prodotto biodinamico».

Ci sono 400 aziende certificate Demeter, ma altre 4500 non certificate

In Italia si contano 400 aziende agricole certificate con il disciplinare Demeter, con cui si apre il confronto, ed una superficie coltivata pari a 12.000 ettari. Il fenomeno però è molto più esteso: si contano altre 4500 aziende non certificate ma che producono secondo la ricetta biodinamica. L’incremento negli ultimi anni è stato esponenziale. «In particolare in Germania dove si è sviluppato nella Gdo, e in Francia dove invece può contare si una rete dei negozi specializzati – ha detto Paolo Pari -. Il mercato italiano vale un 10% di quello europeo».

Alla presentazione è intervenuto anche il presidente di Canova Massimo Biondi che ha messo in rilievo il carattere sociale dell’agricoltura biodinamica: «C’è un confronto continuo tra noi produttori, è una crescita continua». C’è il marchio, il disciplinare, il contratto di rete, il comitato di certificazione. L’attività ispettiva? È affidata ad un ente accreditato per il biologico, e ora si aspettano le candidature delle aziende per entrare veramente in gioco. L’obiettivo è di attivare il sistema entro fine 2019.

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