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Prodotti Biologico

Azienda Agricola Campobasso. Prima il gusto, poi l’estetica

Michele Campobasso al Biofach: “Siamo soddisfatti, stiamo lavorando in sintonia con le esigenze dei consumatori”

La famiglia Campobasso opera nel settore ortofrutticolo da 40 anni con l’agrumeto pugliese Tenuta di Lago d’Anice (Castellaneta Marina in provincia di Taranto), fondato da Michele Campobasso nel 1975 è poi passato in gestione al figlio Marco che ha creato l’Azienda Agricola Marco Campobasso. Dal 2005 ha deciso di puntare sul biologico: 10 anni che hanno dato risultati importanti con crescite esponenziali nell’export.

«Il nostro prodotto di punta è un vecchio clone di Navel virusata: ha una capacità produttiva ridotta rispetto ad altri cloni ma una qualità eccellente – ci dice Marco Campobasso, intervistato nel suo stand al Biofach 2015 di Normiberga –. Produciamo dai 4 ai 10mila quintali, quantitativi che ovviamente dipendono dalle condizioni metereologiche e dal fatto che lasciamo alla natura fare il suo corso».

Il gusto e la qualità sono privilegiati rispetto all’estetica, e anche i consumatori apprezzano: «A volte i distributori non sono disposti a pagare un prezzo maggiore rispetto a quello offerto da altri produttori. Se noi vendiamo a 1,30 € – continua Campobasso – mentre altri offrono prodotti al di sotto dell’euro, il distributore tiene in considerazione solo il prezzo. Sempre più spesso i consumatori finali che non trovano i nostri prodotti ci scrivono chiedendo di poterli avere direttamente a casa e noi siamo ben felici di inviarli perché questa per noi è una grande gratificazione. Ci dimostra che da 10 anni a questa parte stiamo lavorando in sintonia con le esigenze dei consumatori».

Ma i risultati più convincenti arrivano in realtà dai mercati esteri: Finlandia, Lussemburgo, Francia, Austria e soprattutto Germania. Quest’ultima, d’altronde, è al primo posto per consumi di prodotti biologici, e non a caso la principale fiera del settore si svolge proprio a Norimberga. «In due anni la Germania è diventata per noi un mercato importantissimo, che assorbe il 25% delle nostre vendite. E ci sono ottime prospettive per arrivare al 40%. Devo dare merito – continua Campobasso – al nostro venditore che addirittura a settembre e ottobre è riuscito a vendere l’arancia Valencia, che in questo periodo è esteticamente molto brutta. Questa varietà, se non raccolta a maggio e giugno, si imbruttisce e spesso viene rifiutata. Il sapore però è delizioso e i consumatori tedeschi, pragmatici, badano alla sostanza».

Prossimo obiettivo: Regno Unito. Qui il biologico sta crescendo anche grazie a forme distributive alternative quali vendita diretta, online, dettaglio indipendente e negozi bio che nella patria dell’hamburger stanno spingendo molto il cosiddetto “healty food”.

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