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Aziende

Melinda premiata da Vivere a spreco zero

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Autore Redazione

Il consorzio è stato premiato per la capacità di risparmio del prodotto che viene venduto anche se imperfetto

Melinda si aggiudica il premio Vivere a spreco zero edizione 2022, siamo alla decima edizione, nella categoria ortofrutta. Questa la motivazione: “L’azienda sostiene l’impegno per la valorizzazione nutrizionale e la prevenzione degli sprechi di prodotto, sensibilizzando anche i consumatori della mela in questa direzione”.

Non si butta una mela

Al consorzio non si butta via niente, come sottolineano nella loro comunicazione: “Non tutte le mele Melinda sono perfette. Alcune vengono colpite dalla grandine, altre subiscono danni da gelo, qualcuna cresce troppo piccolina. Ma l’obiettivo del consorzio è quello di non buttare nemmeno una mela. Le nostre mele buone dentro, che a prima vista non abbagliano per lo splendore dei colori o per la perfezione delle forme, ma che alla fine sono deliziose tanto quanto le prescelte. Per questo abbiamo deciso di portare sulla vostra tavola mele in tutto e per tutto uguali alle Melinda convenzionale, fatta eccezione per qualche neo e per il prezzo più conveniente“.

La seconda operazione che permette di non portare a smaltimento le mele è la trasformazione in altri prodotti. “Melinda trasforma le mele in snack: Melinda mousse, squeez, tenero snack, più che mela o melamangio sono il modo perfetto per riciclare le nostre Melinda diverse“.

Zero spreco di prodotto e recupero di energia

Oltre lo spreco alimentare Melinda si caratterizza per altre scelte ambientali. Utilizza solo fonti rinnovabili sia nella fase di lavorazione sia in quella di conservazione delle mele. E l’energia che autoproduce grazie ai pannelli fotovoltaici sui tetti dei suoi impianti di produzione corrisponde circa al 11% di quella che utilizza. Un risparmio energetico. L’irrigazione a goccia fa risparmiare il 30% di acqua. La mela è oggi uno tra gli alimenti meno spreconi nel consumo idrico.

Premio alla valorizzazione di zucca, nocciole, uva

Per la categoria InnovAction il titolo 2022 va all’Università di Parma con il progetto Ipsus, per il recupero e la valorizzazione di proteine estratte da sottoprodotti e scarti di alcune filiere vegetali (zucca, nocciola, uva, patata, trebbie di birra e alghe), altrimenti destinati a unirsi ai circa 1,6 miliardi di tonnellate di perdite e sprechi alimentari globali annuali.

La premiazione a Bologna

La cerimonia di premiazione è in programma martedì 29 novembre a Bologna (Palazzo d’Accursio, ore 15). “La nostra ricognizione è un segnale di fiducia nell’impegno della società e dei cittadini verso il 2030: in questa decima edizione del premio abbiamo monitorato idee e progetti di alto valore scientifico, etico e tecnologico, ad ogni livello – spiega il fondatore di Spreco zero, l’agroeconomista Andrea Segrè – Non solo la ricerca e la divulgazione accademica, ma anche l’impegno quotidiano di tante associazioni, scuole e dei singoli cittadini ci possono guidare verso gli Obiettivi 2030, un traguardo che si profila sempre più vicino e cruciale per il futuro della specie umana sul pianeta”.

Fonte: Premio Vivere a spreco zero

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