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Aziende

Salone Csr, la sostenibilità nell’agrifood

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Alla tappa bolognese hanno partecipato anche Marianna Palella (Citrus l’Orto Italiano), Stanislao Fabbrino (Fruttagel) e Mario Zani (Euro Company)

Si è tenuta la settimana scorsa in diretta streaming la tappa bolognese de Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale. La quinta edizione della tappa bolognese ha trattato il tema della sostenibilità nella filiera agrifood e delle sfide, delle opportunità e dell’innovazione a essa connessa, permettendo un confronto tra realtà locali, imprese, istituzioni, università e stakeholder di settore.

Sfide, opportunità e innovazione per un agrifood sostenibile

Il tema è stato affrontato dividendo la giornata in diversi momenti: Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica, Stefano Scavo, presidente di Scs consulting, Mirko degli Esposti, prorettore vicario Università degli Studi di Bologna, e Marco Lombardo, assessore al lavoro e alle attività produttive comune di Bologna, si è entrati nel cuore dell’evento con gli interventi di Luca Lambertini del Dipartimento di scienze economiche UniBo, e di Paolo de Castro, europarlamentare, i quali hanno offerto il quadro entro il quale la sostenibilità nella filiera agrifood si inserisce.

Fattori abilitanti per stimolare la sostenibilità e l’innovazione nella filiera agrifood

I fattori abilitanti che permettono di integrare l’innovazione e la sostenibilità nella filiera agrifood è stato il primo tema affrontato.
“Durante questo momento – ha spiegato Daniela Longo di Scs consulting aprendo la discussione – affronteremo quali sono i driver grazie ai quali il sistema agroalimentare può intraprendere il cambiamento e affrontare le sfide future. È necessario aprire una riflessione rispetto i processi innovativi che se applicati in ogni fase della filiera – dalla produzione alla trasformazione – possono da una parte contribuire a evolvere i modelli agricoli più tradizionali seguendo le logiche di sostenibilità sia di tipo ambientale sia di tipo sociale e, dall’altro, a crescere la capacità di adattamento delle imprese riducendo l’impatto subito dalla crisi attuale e aumentando la resilienza”.

Una produzione sostenibile e innovativa sempre più al centro del dibattito sul futuro dell’agricoltura e allevamento

La seconda tavola rotonda ha visto come protagonista la sostenibilità nella produzione ed è stata moderata da Sara Teglia di Impronta Etica: “Quello di realizzare una filiera agrifood che sia sostenibile e innovativa è sempre più al centro del dibattito attuale in quanto queste caratteristiche permetteranno alla filiera di essere maggiormente resiliente rispetto i rischi che si prospettano nel prossimo futuro portando così a numerosi benefici a livello ambientale, sociale ed economico. Ogni attore della filiera è oggi chiamato a essere parte attiva per una giusta transizione che possa permettere una ripresa post pandemia. Tutto questo non può che partire dal modello di produzione, ovvero il primo tassello della filiera agri food, che deve sempre più rispondere ai criteri di sostenibilità”.

Trasformazione e confezionamento: quali scenari abbiamo di fronte?

È stata Anna Lisa Balestra di Scs Consulting ad aprire e moderare la terza tavola rotonda che ha preso in considerazione un ulteriore tassello della filiera agri food, ovvero quello della trasformazione e confezionamento. Hanno partecipato a questo momento Mario Zani, direttore generale Eurocompany, Stanislao Fabbrino, presidente di Fruttagel, Giulia Maria Maspero, product marketing specialist di Coesia e Silvia Buzzi, Hse manager del Gruppo Caviro. “La transizione verso una piena sostenibilità – ha raccontato Anna Lisa Balestra – richiede il coinvolgimento anche dei processi industriali di trasformazione e confezionamento. Questo permette di introdurre innovazione di processo e di prodotto. Stiamo inoltre vivendo un periodo particolare che ci porta a chiederci come l’integrazione della sostenibilità nel business può aiutare ad affrontare tale situazione di crisi”.

Chiudere il cerchio abbracciando la circolarità

L’ultima tavola rotonda ha rivolto l’attenzione all’ultimo processo della filiera agri food che negli ultimi anni è sempre più caratterizzato da una parola chiave, ovvero la circolarità. Questo ultimo momento è stato moderato da Rossella Sobrero, del gruppo promotore del Salone e ha visto la partecipazione di Marianna Palella, Ceo & brand manager di Citrus L’Orto Italiano, Augusto Bianchini, Dipartimento di ingegneria industriale UniBo e Duccio Caccioni, direttore marketing & qualità Caab. “L’attenzione al riciclo e all’utilizzo degli scarti è sempre stata presente nel mondo agricolo – ha spiegato Rossella Sobrero – Oggi la chiamiamo economia circolare ma per anni è stata una pratica per salvaguardare gli ecosistemi e risparmiare risorse economiche. Sostenibilità e innovazione sono due parole chiave che, anche in questo settore, aiutano a pensare in modo circolare”.

Volti del futuro

I successivi interventi di Francesco Malaguti, presidente di Camst e Sara Roversi, founder, ecosystem director & chief social mission di Future Food Institute, hanno confermato l’importanza della filiera agrifood nella nostra società soprattutto in questo periodo particolare che ci ha fatto riflettere rispetto quanto il cibo spesso è dato per scontato. Pierluigi Stefanini, presidente di AviS ha infine concluso la mattinata riportando l’importanza di una accelerazione verso una transizione che abbracci una maggiore sostenibilità sia nel settore privato, ma anche tra i consumatori e tutti i cittadini, con il supporto delle istituzioni.

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