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Aziende

I progetti di RK Growers: Zeropack, uve Arra, Berryway e le mele snack

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Carlo Lingua: «Sono fiducioso del neo ministro dell’Agricoltura. Abbiamo bisogno di nuovi mercati e di tanta innovazione»

«La nostra è un’azienda che da sempre è rivolta all’innovazione, alla ricerca di nuovi prodotti e nuove strategie». All’ultima edizione di Fresh Retailer tra gli espositori c’era anche RK Growers, dinamica realtà piemontese con sede a Saluzzo, ma uffici anche a Genova, Mosca e Hong Kong, guidata dal suo amministratore delegato Carlo Lingua. Tante le novità che il gruppo sta portando avanti in questo periodo c’è Zeropack, progetto del quale fa parte con la società RK Zero Srl e che alla prossima edizione di Fruit Attraction di Madrid presenterà un nuovo packaging per l’ortofrutta completamente biodegradabile ( appuntamento giovedì 24 ottobre dalle 11.00 alle 13.00, Sala Retiro).

«Confermiamo il progetto delle uve Arra in Italia, abbiamo fatto vedere qui i primi due ettari di uva Arra 32, un’uva nera molto buona e dalle ottime caratteristiche organolettiche» continua Lingua, che tramite la controllata AVI ha l’esclusiva delle uve senza semi ARRA™, prodotte in Europa e vendute in tutto il mondo. «Abbiamo inoltre riaggiornato il nostro progetto dei piccoli frutti con BerryWay, azienda della quale facciamo parte e che vuole sviluppare il comparto dei berries in Italia con una bella produzione e nuove varietà che abbiamo in esclusiva».

Nello stand hanno poi attirato l’attenzione di molti delle mele di calibro molto piccolo, per ora senza nome, ma intorno alle quali si sono grandi aspettative. «Le piccole mele che abbiamo portato fanno parte di un progetto che stiamo portando avanti insieme ad altri gruppi. Stiamo testando tra le 15 e le 20 varietà, questa che si vede qui è una di quelle che cominceremo a piantare. È una mela di piccolo calibro, una mela snack, ideale per giovani e meno giovani, per chi ha “un certo languorino” come diceva una vecchia pubblicità. Solo che noi non proponiamo un dolce ma un frutto che fa bene. La produrremo in Piemonte e in Alto Adige e presto usciremo tutti insieme compatti».

Non manca, infine, un commento sul neo ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, nei confronti del quale il manager piemontese nutre positive aspettative, a partire dalle recenti aperture nei confronti degli Ogm e del Ceta, il noto accordo che regola gli scambi tra Italia e Canada che è ancora in attesa di ratifica da parte degli stati membri. «Noi riteniamo che tutte le porte aperte al commercio facciano bene al settore agricolo. Al neo ministro direi: faccia il ministro, aiuti l’agricoltura e porti avanti una politica che favorisca il nostro settore. Abbiamo bisogno di nuovi mercati, delle nuove autostrade che portano i nostri prodotti nel mondo. Altri paesi stanno vincendo questa sfida, la Spagna prima di tutti, ma anche Francia, Belgio Polonia e altri paesi che continuano ad avere i protocolli per poter esportare, ad esempio, in Cina e in altri paesi e noi preclusi. Abbiamo bisogno poi di innovazione – conclude Lingua –. La politica agricola deve essere rivolta a chi fa innovazione: non solo ai giovani, ma a tutti quelli che investono e credono nel futuro dell’agricoltura del nostro Paese».

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