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L’insalata dell’Orto, crescita a doppia cifra per i fiori edibili

Fiori edibili Insalata dell'orto

L’azienda veneta sta conquistando la nicchia di mercato dedicata ai fiori edibili, un inaspettato successo in Italia e all’estero.

Riuscire a conquistare una nicchia di mercato con prodotti che si differenziano nell’universo della quarta gamma. Questo il segreto del successo de L’insalata dell’Orto, azienda agricola veneta con un orientamento particolarmente innovativo, che chiuderà il 2018 con un aumento di fatturato di circa l’8%.

Due anni fa l’azienda ha lanciato sul mercato i fiori edibili, di produzione propria, e nel tempo il trend di vendita è stato costantemente in crescita. «Quando due anni fa proponevamo fiori al mercato ortofrutticolo ci credevano matte, adesso il mercato ordina i fiori edibili specificando varietà e dimensione e siamo molto soddisfatti – spiega Sara Menin, marketing manager de L’Insalata dell’orto – oggi raccogliamo circa 200mila fiori al giorno, sono una nicchia e resteranno tale ma in due anni lo sviluppo ha seguito trend a doppia cifra». I fiori edibili, di cui l’azienda veneta è diventata produttore leader in Italia, vengono venduti nel canale Horeca, in particolare nella ristorazione.

«Oggi gli chef sanno cosa vogliono e la catena del riordino è più organizzata – spiega Menin – i fiori vengono venduti soprattutto in Italia mentre in Paesi come la Germania vendiamo molto bene la misticanza con i fiori».

Altro prodotto innovativo dell’azienda sono gli spaghetti di verdure che nei prossimi giorni verranno proposti al mercato con un nuovo packaging. «Il problema è far capire al consumatore che si tratta di un prodotto che va consumato cotto e poi condito a piacere, proprio come la pasta – spiega la responsabile marketing –  per questo la prossima settimana uscirà il nuovo packaging in cui abbiamo cercato ancora di più di evidenziare nell’etichetta che si deve cuocere, con ricette e indicazioni».

I sughi con i fiori dell'Insalata dell'Orto

I sughi con i fiori dell’Insalata dell’Orto

Nel 2019 l’azienda cercherà anche di posizionare meglio nella grande distribuzione organizzata i propri condimenti realizzati con ingredienti freschi. «È un prodotto molto innovativo e proprio per questo deve essere gestito in modo molto accurato nei banchi della GDO – sottolinea Menin – se venisse posizionato nello stesso scaffale delle insalate di quarta gamma non riuscirà ad emergere. Per questo  all’inizio del 2019 lavoreremo con i responsabili  marketing delle catene per cercare soluzioni più intelligenti nel posizionamento, continuiamo a credere in questi prodotti  e cercheremo di fare in modo che ottengano il loro spazio».

Il 2018 è stato anche caratterizzato da un nuovo progetto, attivato un mese fa: la trasformazione di tre varietà di radicchi Igp – il Castelfranco, Chioggia e Verona Igp – in prodotti di quarta gamma. «È un’opportunità che ci è stata data  da una nota catena nazionale, siamo l’unica azienda che trasforma tre radicchi Igp: un percorso importante che probabilmente porterà allo sviluppo di un marchio nostro, riservato solo all’Igp».

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