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Radicchio di Treviso. Soddisfazione per la protezione UE

"Trevisano" made in US in vendita nei giorni scorsi da Eataly New York
Redazione
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Anche il radicchio rosso di Treviso nella lista dei prodotti certificati inseriti nel trattato commerciale UE-USA (TTIP). Soddisfazione da parte del Consorzio di Tutela, al momento impotente davanti ai casi, che crescono, di “Treviso sounding” all’estero.

Tra i 42 prodotti made in Italy certificati inseriti dalla Commissione europea all’interno dei negoziati del trattato commerciale Ue-Usa (Ttip) ci sono anche 8 prodotti ortofrutticoli, e tra questi anche il radicchio rosso di Treviso. Una notizia che il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP ha accolto con grande soddisfazione.

“Non possiamo che ringraziare la Commissione Europea – afferma il presidente del Consorzio, Paolo Manzan – per aver dimostrato di voler tutelare a livello internazionale quelle denominazioni che lei stessa ha introdotto, ma che hanno dimostrato il limite della loro tutela all’interno dei confini europei. Il nostro Consorzio quest’anno festeggia i 20 anni dal riconoscimento dell’IGP, primo prodotto ortofrutticolo europeo ad ottenerla. In due decenni il mondo è cambiato, oggi viviamo in una economia globale che rischia di stritolare le piccole produzioni.

Finora siamo stati praticamente impotenti di fronte alle falsificazioni che avvengono fuori dai confini UE, come dimostra il caso recente del falso Radicchio di Treviso a Sidney. Ma casi simili, purtroppo, esistono per esempio in California, ed è per questo che l’inserimento nel Ttip potrebbe rappresentare una svolta e una vera tutela dalle imitazioni”.

Sul fronte del “Treviso sounding” in USA il Consorzio cita alcuni casi recenti come il packaging di una nota azienda californiana, “dove è ben evidente l’usurpazione dell’indicazione geografica: Radicchio di Treviso, ma prodotto a Salinas- CA”. E ancora “un’immagine scattata nei giorni scorsi nel punto vendita Eataly di New York dove il Radicchio di Treviso è chiaramente made in USA, così come nella catena Dean & De Luca (prezzi esorbitanti per un radicchio che non è italiano).

Denis Susanna, direttore del Consorzio, sottolinea, invece, come l’inserimento del radicchio di Treviso nella lista dei prodotti da difendere in USA rappresenti un grande passo in avanti per tutelare prodotti di nicchia che da soli non hanno la forza per tutelarsi. “ Il sistema di protezione, certificazione e controlli delle IGP ha portato benefici, in particolare in termini di sostenibilità e sicurezza per il consumatore finale, che vanno conosciuti in Europa e negli USA”.

Per quanto riguarda la stagione 2016, il Consorzio fa anche un primo bilancio. “Dopo un avvio in grande stile nei primi mesi invernali, si è registrata una difficoltà per la tenuta dei prezzi nei primi mesi dell’anno. Tuttavia, l’ente di tutela si congratula con le Organizzazioni di Produttori che hanno raggiunto nuovi traguardi sul fronte degli accordi con la GDO (come l’ingresso nella gamma “Fior Fiore” di Coop). D’altra parte, l’export continua ad essere in crescita: da un lato in un mercato di riferimento come i paesi tedeschi (ottimi i contatti raccolti a Fruit Logistica Berlino), dall’altro in un paese sempre più in crescita come la Francia, sia per la vendita al dettaglio che per la presenza nell’alta ristorazione”.

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