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		<title>myfruit - La community italiana dell'ortofrutta</title>
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			<title>myfruit - La community italiana dell'ortofrutta</title>
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		<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 11:39:00 +0200</lastBuildDate>
		
		
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			<title>Eataly nella Grande Mela</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/eataly-nella-grande-mela.html</link>
			<description>La catena della gastronomia italiana di qualità sbarca a NY</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frutta e verdura fresca di qualità arriveranno da una rete di farmer’s market dislocati attorno alla cintura newyorkese. Tutto il resto dell’offerta sarà italiana al 100%. Con queste premesse Eataly apre il suo nuovo punto vendita nella Grande Mela, 5 mila metri quadri di superficie di vendita sulla Quinta Strada, più un ristorante sul tetto da 650 metri, per un investimento complessivo di 25 milioni di dollari. Dopo mesi di voci, smentite e conferme, un serio Oscar Farinetti ha partecipato a fianco del sindaco Michael Bloomberg al tradizionale taglio del nastro che ha avviato l’avventura americana del brand italiano della gastronomia di qualità. L’offerta di Eataly si dipanerà su sei ristoranti tematici, tra i quali uno vegetariano e uno dedicato in esclusiva a dessert e frutta, e un’apertura che andrà dalle 6 di mattina a notte fonda, cercando di esportare a New York la vera cultura italiana a tavola, così come già avvenuto in Giappone dove Eataly ha già tre punti di vendita. </p>
<p>Guarda il video <a href="http://www.youtube.com/user/myfruitvideo#p/c/202FA8E7F780ED86/4/iE07i20wf1c" target="_blank" class="external-link-new-window" >Eataly New York in anteprima</a></p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 11:39:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Insalate pronte... da lavare</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/insalate-pronte-da-lavare.html</link>
			<description>La salubrità della IV gamma in un test del “Il Salvagente”</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comode e pratiche, ma care e contaminate: nell'ultimo numero de <a href="http://www.ilsalvagente.it/index.jsp" target="_blank" class="external-link-new-window" >Il Salvagente</a> oggi in edicola, sono svelate le magagne delle misticanze cosiddette “pronte da condire”. Come anticipato ieri da Kataweb, su 10 campioni di grandi marche sottoposti a esami di laboratorio soltanto 3 prodotti hanno presentato un buon livello igienico, a fronte di prezzi esagerati (dai 15,80 euro/kg di Bonduelle ai 18,28 euro/kg di Dimmidisì). Per tutte le altre, obbligatorio il lavaggio prima di condire, oltre a una riflessione: quanto ci costa risparmiare tempo, anche in termini di salute? A sentire Giuseppe Battagliola dell'Aiipa, “sono i passaggi di filiera che fanno aumentare di 10 volte i costi delle insalate”. L'Italia è oggi leader in Europa nei consumi degli ortaggi di quarta gamma: un settore cresciuto dell'8%, con un volume d'affari di ben 730 milioni di euro, privo però di precise normative sull'igiene dei prodotti in vendita -- basti pensare che un campione di insalata esaminato è risultato positivo all'Escherichia coli, derivante dall'uso di letame o acque di fogna. Pratiche vietate per la IV gamma dall'ultimo simposio del Codex Alimentarius, da rispettare al più presto anche nel nostro paese.</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 17:46:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Piccolo è bello?</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/piccolo-e-bello.html</link>
			<description>Le nanotecnologie conquistano l’agricoltura, tra potenzialità e rischi</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Espresso lancia un sasso nello stagno ancora sconosciuto ai più, delle nanotecnologie applicate all’agricoltura e all’industria alimentare. Ossia dell’utilizzo di microparticelle progettate in laboratorio per ottenere effetti sulle piante in campo e sulla produzione di frutta e verdura, impiegando dosi minime di principio attivo. Prodotti nanoencapsulati come fertilizzanti, insetticidi, erbicidi sono già stati introdotti in alcune colture, così come sono già impiegati nanosensori per segnalare maturazione o carenza di certe sostanze o acqua sono i primi passi dell’uso di queste tecnologie avanzate nel settore primario. I rischi crescono quando si passa dal campo alla tavola: alcuni sostengono che i prodotti “nano” possono interagire diversamente con i tessuti umani, generando fenomeni di accumulo. Oppure riuscire a superare le barriere cellulari, innescando processi ancora sconosciuti.</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 04:30:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Chiquita: energia e calore dagli scarti della frutta</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/chiquita-energia-e-calore-dagli-scarti-della-frutta.html</link>
			<description>Inaugurato in Costa Rica un impianto per la produzione di bio-energia da materiale organico</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 28 agosto <a href="http://www.chiquita.com/" target="_blank" class="external-link-new-window" >Chiquita</a> ha inaugurato presso gli stabilimenti della sussidiaria Mundimar in Costa Rica, un Biodigester di ultima generazione che sarà utilizzato per trasformare in elettricità e calore gli scarti della filiera di produzione e lavorazione della frutta. “Chiquita compie un ulteriore passo in avanti nella riduzione dell’impatto sull’ambiente delle sue attività produttive” ha commentato soddisfatto Manuel Rodriguez, Sr Vice President Government Affairs &amp; CSR Officer di Chiquita, che ha poi concluso: “Grazie a questo impianto riusciremo a produrre notevoli quantitativi di bio-energia e a beneficiarne non saremo solo noi ma anche la comunità e l’intero pianeta. Un gesto concreto a dimostrazione del nostro senso di ‘cittadinanza globale’ e dell’impegno a consolidare un modello di business sostenibile”. Laura Chinchilla, Presidente del Costa Rica, ha presenziato al taglio del nastro complimentandosi con Chiquita per il nuovo importante passo che ha compiuto nel processo di creazione di energia pulita. L’impianto, progettato dall’azienda spagnola BioSinergia, non necessita di energia elettrica per la circolazione interna dell’acqua e permette quindi di azzerare le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente. Oltre alla produzione di energia pulita, il sistema consentirà di ricavare fertilizzanti naturali utili per gli agricoltori e i coltivatori locali di palme da olio. </p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:51:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>In Trentino scatta la corsa alla “super mela”</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/in-trentino-scatta-la-corsa-alla-super-mela.html</link>
			<description>Con la scoperta del genoma della Golden Delicious, si studia una mela più intrigante per il...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mela trentina del futuro sarà più bella, più buona e a ridotta necessità di trattamenti, senza per questo derivare da ogm. A prometterlo è una scoperta effettuata nei mesi scorsi dalla Fondazione Mach di San Michele dell’Adige (TN), ma resa nota al mondo scientifico internazionale soltanto in questi giorni: è stato codificato il genoma completo della mela, in particolare quello della varietà Golden Delicious. Se da una parte è vero che la mappatura genomica deve essere messa a disposizione della collettività, quindi anche della concorrenza, dall’altra parte rimarranno in Trentino i cosiddetti “marcatori” delle diverse caratteristiche (colore, gusto, etc.), dando quindi agli scienziati e ai produttori locali un notevole vantaggio per arrivare a elaborare inedite varietà di mela. “Realisticamente nel giro di tre o quattro anni – ha dichiarato il direttore del team della scoperta, Riccardo Velasco, al quotidiano <em>Trentino </em>– potremmo essere pronti a brevettare il primo melo tutto trentino. Produrrà un frutto diverso, più dolce e intrigante per il consumatore”. </p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 11:38:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>In Lombardia, l'agricoltura rosa dà buoni frutti</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/in-lombardia-lagricoltura-rosa-da-buoni-frutti.html</link>
			<description>Dalla terra alla tavola via sms, arrivano la frutta e la verdura di “Ortaie”</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall'alta moda alla moda del bio: è il percorso di Maria Vittoria Resta e Angelica Martinoni, le cugine che dopo anni di lavoro nel campo del <em>fashion</em> e del <em>glamour</em> hanno deciso di sporcarsi le mani in campagna. “<a href="http://www.ortaie.it/ORTAIE/O_R_T_A_I_E.html" target="_blank" class="external-link-new-window" >Ortaie”,</a> l'ultima loro creazione, nasce da un piccolo appezzamento di terra nel comune bresciano di Cigole, trasformato in orto di 7.000 mq che annovera varietà sempre nuove di frutta e verdura bio e di stagione: carciofi laziali, fave di Capalbio, peperoncini e pomodori pugliesi coltivati utilizzando solo antiparassitari naturali. “Abbiamo arato a gennaio, raccolto ad aprile, effettuato la prima consegna a maggio”, raccontano in un'intervista apparsa ieri sul <em>Corsera</em>. Mettendo a frutto la lezione dell'efficienza meneghina, le due <em>farmers</em> raccolgono le richieste via sms o, presto, anche tramite modulo on line reperibile sul loro sito, e sfidando il traffico caotico di Milano recapitano a domicilio i loro prodotti, soddisfacendo una mole di ordinazioni che arriva in media a 50 al giorno. La cura delle PR con i clienti (che possono pure abbonarsi al servizio) e concorrenti (“i contadini dei dintorni ci consigliano volentieri”), completa questo bel progetto tutto al femminile.</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:26:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Anno nero per l’oro rosso </title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/anno-nero-per-loro-rosso.html</link>
			<description>A rischio il futuro del pomodoro da industria in Italia</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Produrre un ettaro di pomodoro da industria costa 5.000 euro, ma il ricavo quest’anno è solo di 3.000 euro compresi 1.100 euro di contributo comunitario. Impossibile, a queste condizioni, non pensare a un forte ridimensionamento di questa coltura in Italia. L’allarme è alimentato dal mancato rispetto dell’accordo interprofessionale da parte degli industriali, che pagano ai produttori solo 45-50 euro/t per la polpa e 60 euro per il pelato, con punte anche di 35 euro contro i 72 euro/t fissati per il 2010 e gli 80 del 2009. Il ritiro dei pomodori, tra l’altro, si sta svolgendo in molte zone in maniera irregolare, nonostante non ci sia sovrabbondanza di produzione. Viene così scaricato sulla parte agricola il peso del surplus di offerta di prodotti trasformati a livello mondiale, sostenuto dal boom della produzione cinese degli ultimi anni. Così, nonostante la qualità decisamente superiore del prodotto italiano, i prezzi si stanno abbassando al livello del pomodoro del concorrente asiatico.</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 16:13:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
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			<title>Galan a braccetto con il vescovo africano</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/galan-a-braccetto-con-il-vescovo-africano.html</link>
			<description>Il ministro delle Politiche agricole al meeting di Rimini per il convegno “Nutrire il Pianeta,...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Meeting di Rimini una folla attenta di giovani e manager di alto livello ha gremito la sala Neri per assistere al convegno sul tema “Nutrire il Pianeta, verso l’EXPO 2015”. Tra i &nbsp;relatori, moderati da Alberto Piatti Segretario Generale della fondazione AVSI, &nbsp;i più seguiti sono stati il ministro Giancarlo Galan ed il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il primo ad intervenire è stato Bernard Agré arcivescovo di Abidjan, Costa d’Avorio, che ha subito indicato le condizioni necessarie perché nel mondo ci sia cibo per tutti: disponibilità delle terre più fertili, gestione intelligente dell’acqua, condizioni ottimali della luce solare, formazione di personale specializzato, disponibilità di nutrimento utile per le piante, preferenza per l’uso di metodi biologici che permettano di mangiare “bene ed abbastanza&quot;. L’intervento di Galan è stato in linea con quello dell’arcivescovo. Secondo il ministro, &nbsp;in agricoltura il compito di tutti è produrre, e anche molto (le eccedenze trovano sempre la loro strada utile). Galan ha poi ribadito che i finanziamenti pubblici destinati ai paesi in via di sviluppo (chiamati paesi poveri perché sono da decenni in sviluppo senza arrivare al traguardo) dovrebbero essere utilizzati in prevalenza per l’istituzione di scuole agrarie atte a promuovere e modernizzare le produzioni locali, si è detto convinto che la nostra terra ha abbastanza risorse per nutrire tutti purché &nbsp;si proceda con l’innovazione tecnologica&nbsp; (dalla fine dell’800 non ci sono stati grandi innovazioni in agricoltura). Proseguendo nel suo intervento Galan ha espresso l’ intenzione di finanziare la ricerca per migliorare la produttività includendo anche gli OGM.&nbsp; Ha &nbsp;poi incitato tutti gli operatori a non fermarsi in questo momento di difficoltà, assicurando da parte del governo lealtà verso gli agricoltori onesti e verso l’Unione Europea e le sue regole anche quando in Italia vengono messe in discussione (come fanno quelli che in camice bianco vanno a distruggere campi di grano sperimentale). In conclusione ha promesso una strenua difesa delle produzioni tipiche italiane ribadendo l’importanza di preservare la tipicità dei nostri prodotti e contrastare la contraffazione.&nbsp; I primi mercati sotto il suo mirino sono fin da adesso non tanto la Cina ma l’U.E., gli Stati Uniti d'America ed il Brasile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parleremo dell'intervento del sindaco &nbsp;Moratti nelle prossime edizioni</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 09:56:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Partiti i primi carichi di mele sotto il segno di Vog 2010</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/partiti-i-primi-carichi-di-mele-sotto-il-segno-di-vog-2010.html</link>
			<description>La nuova strategia commerciale messa a punto dal Consorzio melicolo di Terlano  è diventata realtà</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La partenza dei primi carichi di mele ha segnato l’inizio della stagione melicola del <a href="http://www.vog.it/it/vog.html" target="_blank" class="external-link-new-window" >Consorzio VOG</a>. Commentando&nbsp;le stime di produzione&nbsp;per il 2010 presentate ad inizio agosto a Prognosfruit, il Direttore Gerhard Dichgans ha sottolineato il ruolo di primo piano svolto dall’Alto Adige che, nonostante una riduzione del 8 % del raccolto, raggiungerà circa 1 milione di tonnellate e dunque, salvo imprevisti, quasi il 10% del raccolto europeo. &nbsp;“La previsione europea di mele è di 9.800.000 di tonnellate, meno 11% rispetto alla campagna passata e uno dei raccolti più scarsi della ultima decade.&nbsp; La campagna si preannuncia quindi equilibrata, con un buon allineamento tra domanda e offerta.” Anche l’Alto Adige registrerà una leggera flessione dei quantitativi, dopo una annata record come il 2009. La flessione è dovuta però anche alla pezzatura medio-piccola, mentre la qualità e la maturazione delle mele si presenta ottima, anche grazie alle giornate fresche di agosto, che hanno favorito la colorazione dei frutti.” “Confermo un inizio del raccolto in ritardo di circa una settimana, con le prime spedizioni delle Royal Gala nella settimana dopo ferragosto.” Con l’introduzione di <a href="http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/browse/1/articolo/vog-operativa-la-strategia-dei-4-poli.html?tx_ttnews[backPid]=12&amp;cHash=77fff7e00e" target="_blank" class="external-link-new-window" >VOG 2010</a>, il consorzio ha introdotto alcune importanti novità all’interno della sua architettura organizzativa, che oggi poggia sulla attività di quattro poli che riuniscono in modo omogeneo - sulla base delle diverse zone di produzione - le 17 Cooperative ortofrutticole che lo compongono. “La singola cooperativa – spiega Gerhard Dichgans – non riesce ad affrontare da sola le sfide globali mantenendosi competitiva. Ed è proprio da qui che nasce l’esigenza di una nuova organizzazione, ancor più solida, compatta e efficiente”. “La nuova struttura commerciale – ha aggiunto – garantirà ai nostri soci, clienti e stakeholder maggiore semplicità, chiarezza e un servizio personalizzato e su misura”.</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 17:32:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>C'è ciliegino e ciliegino</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/ce-ciliegino-e-ciliegino.html</link>
			<description>A cura del Dott. Agr. Francesco Loprevite
</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi anni ’90 iniziò a comparire sulle tavole dei consumatori una tipologia di prodotto assolutamente nuova: il pomodoro ciliegino. Si trattava di una nuova selezione messa a punto da una ditta israeliana già da molti anni ma che stava trovando fortuna grazie all’Italia. Nato come prodotto di nicchia conobbe nel giro di pochissimi anni una diffusione impensabile che rivoluzionò ben presto le abitudini alimentari dei consumatori italiani per poi divenire un fenomeno europeo ed infine planetario. Il pomodoro cherry e le sue peculiarità nutrizionali finirono anche sulle pagine di importanti giornali e televisioni nazionali oltre che tra i consigli degli chef di tutto il mondo. Pochi sanno infatti che l’Italia, ed in particolare la provincia di Ragusa e Siracusa, vantano questo primato. L’ibrido a cui si deve tale successo fu il Naomi F1 che univa alle dimensioni contenute delle bacche, un colore rosso intenso e un sapore eccezionale e il rivoluzionario gene della lunga conservabilità nel post raccolto. Il fenomeno lasciò spiazzate tutte le ditte sementiere concorrenti tanto che per quasi 10 anni dalla sua introduzione la varietà monopolizzò il mercato di questa nuova tipologia. Senza nulla togliere all’importanza dei territori di vocazione (Pachino possiede una IGP al riguardo) l’esistenza sul mercato di una sola varietà permetteva, nel bene e nel male, una forte standardizzazione del prodotto tale da rassicurare il consumatore al momento dell’acquisto. Oggi, tutte le più importanti multinazionali sementiere presentano sul mercato ogni anno 2-3 nuove linee commerciali con il risultato che esistono in commercio e vengono coltivate decine di varietà molte delle quali, purtroppo, non si sono affermate per le loro caratteristiche organolettiche ma piuttosto perchè incontrano le necessità dei vari operatori della filiera (produttività elevata, resistenza a malattie, resistenza ai trasporti, ecc.). Tutto ciò, molto spesso, a scapito proprio del sapore. Questo a comportato un forte abbassamento della qualità dei prodotti presenti sugli scaffali. Mentre dieci anni fa chi acquistava il pomodoro cherry, pur inconsapevolmente, portava a casa sempre la stessa varietà, oggi invece rischia di trovare un prodotto totalmente diverso ogni volta che effettua un acquisto. Tutto ciò ha portato ad una forte disaffezione dei consumatori nei confronti di questa tipologia che delusi dall’incostanza della qualità volgono l’attenzione verso nuovi segmenti che garantiscono una qualità elevata e costante. Un esempio è fornito dal mercato dei datterini ancora oggi rappresentati da pochissime varietà ma che presto per gli stessi motivi dei quali si accennava per il pomodoro cherry, rischiano di scivolare verso l’indifferenza degli acquirenti. L’innovazione è fondamentale ma occorre che venga posta maggiore attenzione anche nei confronti del consumatore che, se non soddisfatto, sposta la propria attenzione verso prodotti alternativi e non sempre appartenenti alla stessa gamma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:58:00 +0200</pubDate>
			
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