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		<title>myfruit - La community italiana dell'ortofrutta</title>
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			<title>myfruit - La community italiana dell'ortofrutta</title>
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		<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 14:04:00 +0200</lastBuildDate>
		
		
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			<title>La leva del prezzo meno decisiva per i consumi di IV gamma</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/la-leva-del-prezzo-meno-decisiva-per-i-consumi-di-iv-gamma.html</link>
			<description>Il prezzo è una variabile fondamentale nei consumi di IV gamma? Non sembra, o quanto meno è...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma il prezzo è un parametro così importante nella fase decisionale di acquisto di prodotti di IV gamma? Sembrerebbe proprio di no, quanto meno leggendo le considerazioni riportate nel libro “Le Insalate”, recentemente pubblicato da Bayer CropScience nella collana “Coltura&amp;Cultura”. Sebbene, infatti, i quantitativi di scarto nella fase agricola siano superiori rispetto ai prodotti di I gamma e, soprattutto, l’impegno di donare un’offerta stabile e costante durante l’anno facciano sì che i prezzi dei prodotti di IV gamma siano certamente superiori, questo non sembra poi incedere in modo fondamentale sui consumi. </p>
<p>Ovviamente anche il prezzo di questa tipologia di prodotti ha la sua importanza, tanto che l’Istat ha recentemente inserito anche i prodotti di IV gamma nel paniere per il calcolo dell’inflazione, ma, sempre secondo quanto si legge nel testo di Buyer CropScience: “i consumatori sono più sensibili alle forti oscillazioni di prezzo degli ortaggi tradizionali piuttosto che ai prezzi elevati ma stabili dei convenience food”.</p>]]></content:encoded>
			<category>vendite_canali di vendita</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 17 May 2013 14:04:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Servizio, bontà e salubrità. I valori della IV gamma secondo La Linea Verde</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/servizio-bonta-e-salubrita-i-valori-della-iv-gamma-secondo-la-linea-verde.html</link>
			<description>Positivo l’inizio del 2013 per DimmidiSì. Fondamentale uscire da logiche legate al solo prezzo...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Da inizio anno il mercato di IV gamma è in lieve aumento (+0,7%). La Linea Verde segue questo andamento e, quindi, siamo ottimisti. Il mercato ha ampi spazi di crescita: è possibile lavorare sull’allargamento del parco acquirenti con alta frequenza d’acquisto». <strong>Valérie Hoff,</strong> responsabile marketing de <a href="http://www.lalineaverde.it/it/" target="_blank" class="external-link-new-window" >La Linea Verde</a>, azienda leader nel settore della IV gamma con il brand <a href="http://www.dimmidisi.it" target="_blank" class="external-link-new-window" >DimmidiSì</a>, è ottimista un po‘ su tutti i fronti. A partire anche dal buon andamento del segmento “Piatti unici”: «Le insalatone arricchite sono delle “fresh meals solutions”. Consentono di consumare un vero e proprio pasto completo, sano e fresco anche fuori casa. Siamo leader di questo segmento con I Piatti Unici DimmidiSì». È, invece, ancora presto per fare bilanci sul recente restyling delle confezioni che, con un bollino, enfatizza il valore aggiunto di tutta la categoria di prodotti della IV gamma, anche se i primi segnali sono certamente positivi: «alcuni consumatori hanno espresso apprezzamento per la chiarezza delle informazioni fornite sul packaging e per l’intento “educativo” a favore di tutto il segmento delle insalate pronte al consumo». </p>
<p>Il rapporto con la Gdo, canale principale di vendita per la IV gamma, è un tema molto delicato, soprattutto in questo periodo di crisi economica, che accentua il moltiplicarsi di offerte e promozioni. Sono un bene o un male per un prodotto ad alto contenuto di servizio come la IV gamma? « Il ricorso a iniziative promozionali va benissimo, ma non deve essere una dinamica esclusiva perché bisogna decisamente uscire da una logica legata solo al prezzo. Abbiamo quindi avviato con la Gdo un confronto aperto, perché i temi su cui lavorare sono molteplici: la coerenza di posizionamento del prezzo, l’ottimizzazione dell’assortimento (considerando anche l’innovazione di prodotto che può arrivare dalla marca), una maggiore chiarezza di lettura del display, l’aumento della comunicazione riferita ai vantaggi della categoria della IV gamma, anche sul punto vendita». Vantaggi, che secondo Valérie Hoff si basano su concetti fondamentali: alto contenuto di servizio, bontà dei prodotti e salubrità: « Dobbiamo fare in modo che il consumatore si senta tranquillo in merito alla sicurezza alimentare e aumenti, di conseguenza, il numero di clienti che si avvicinano alla categoria dei prodotti pronti freschi».</p>]]></content:encoded>
			<category>prodotti_aziende</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 17 May 2013 10:24:00 +0200</pubDate>
			
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			<title>Frutta Light. Un giovane marchio per la frutta fresca in vaschetta</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/frutta-light-un-giovane-marchio-per-la-frutta-fresca-in-vaschetta.html</link>
			<description>Nati a fine ‘800, sei anni fa la svolta con la specializzazione nella IV gamma. L’opinione di Marco...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’azienda agricola nasce a fine ‘800 con sede nella periferia veronese. Oggi siamo alla quarta generazione e se la produzione e vendita di frutta fresca è stata la prima specializzazione sei anni fa è arrivata la svolta: «È cambiato il mercato, la globalizzazione e la conseguente concorrenza di paesi esteri che hanno costi  e manodopera minore ci ha costretto a guardare oltre» ci racconta Marco Lavarini dell’azienda <a href="http://www.fruttalight.it" target="_blank" class="external-link-new-window" ><strong>Lavarini Marco e Orfeo</strong></a>. Arriva così la specializzazione nella IV gamma, in particolare nella lavorazione della frutta fresca con il marchio Frutta Light. «È un mercato ancora di nicchia in Italia, ma con prospettive di crescita». Anguria, mela, uva, melone: «ma soprattutto ananas, ultimamente anche il cocco e recentemente comincia a crescere la richiesta anche di frutta esotica. Il prodotto che, comunque riscuote maggior successo è la macedonia». L’Italia è il mercato di riferimento, l’export, infatti, incide solo per l’8% delle vendite in paesi come l’Austria e la Germania, con una divisione che vede la vendita dei prodotti a marchio Lavarini incidere per il 70%, mentre la parte restante viene venduta con il marchio della Gdo: «Con quest’ultima abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione, ci confrontiamo sul mercato e ovviamente siamo sottoposti a audit frequenti». Una piccola realtà familiare, con 6 dipendenti e uno stabilimento di circa 800 metri quadrati. Soddisfatti della scelta? «Sì, posso tranquillamente dire che se dovessi tornare indietro rifarei questa scelta».</p>]]></content:encoded>
			<category>prodotti_aziende</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 17 May 2013 00:08:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
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			<title>Eurospin. La crescita della IV gamma al Sud</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/eurospin-la-crescita-della-iv-gamma-al-sud.html</link>
			<description>Cresce il consumo di IV gamma in Puglia, Basilicata e Calabria. Il parere di Elio Giancotti, buyer...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Siamo riusciti a creare cultura della IV gamma anche in Puglia, Calabria e Basilicata, passando dal 5% del venduto al 10% negli ultimi 6 anni». Cambiano le consuetudini di consumo e gli stili di vita e, quindi, anche in regioni dove la cultura della tavola è fortemente radicata, dove il pranzo continua ad essere un momento importante, al quale dedicare tempo, anche nella preparazione del cibo, prodotti ad alto contenuto di servizio come le insalate di IV gamma cominciano a far breccia tra i consumatori.»<br /><br />È questo il dato che ci fornisce <strong>Elio Giancotti</strong>, buyer ortofrutta per Puglia, Calabria e Basilicata di <a href="http://www.eurospin.it" target="_blank" class="external-link-new-window" ><strong>Eurospin</strong></a>, il più grande discount italiano con oltre 900 punti vendita tra Italia e Slovenia. «È certamente un dato positivo per noi, poiché in generale per un supermercato vendere al pezzo piuttosto che allo sfuso è economicamente meglio. Avere, poi, un fornitore praticamente a km 0 come il nostro ci consente di ottimizzare i processi e avere un prodotto freschissimo». La <a href="http://www.jentu.biz/" target="_blank" class="external-link-new-window" >Jentu</a>, infatti, è l’azienda che in queste tre regioni, ma non solo, con sede anche a Guagnano, in provincia di Lecce, rifornisce Eurospin sia per i prodotti a marchio dell’insegna che con i propri, direttamente nel deposito di S.Pietro Venotico in provincia di Brindisi. </p>
<p>Ma quali sono le referenze più acquistate? “Rispetto all’andamento nazionale, qui amano gusti più forti e quindi le insalate adulte, come la Chioggia o la scarola sono preferite a quelle novelle e tenere, come lattughino e valeriana, che invece hanno una maggior penetrazione al Nord”. Le ciotole, invece, che uniscono all’insalata anche altri condimenti, hanno una minima rotazione soprattutto in estate, acquistate soprattutto dai turisti, ma scarso successo tra gli abitanti di queste regioni. Fondamentale, come per tutti i prodotti, l’esposizione nei punti vendita, che anche per quelli di IV gamma ha una sua precisa logica: «È fondamentale giocare con le associazioni di prodotto. Quindi posizioniamo le insalate di IV gamma vicino ai pomodorini di Pachino piuttosto che alle carote».</p>]]></content:encoded>
			<category>vendite_canali di vendita</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 17 May 2013 00:02:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Piccoli ma complessi. ABL, l’efficienza italiana per la IV gamma della frutta</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/piccoli-ma-complessi-abl-lefficienza-italiana-per-la-iv-gamma-della-frutta.html</link>
			<description>Hanno resistito al terremoto del 2012 ed oggi continuano a essere un partner efficiente,...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccola azienda, ma altamente specializzata e con un mercato, e relative complessità, simili a quella di una multinazionale. L’Italia è piena di storie simili, che però assumono connotazioni quasi eroiche quando di mezzo ci si mette anche un evento come il terremoto. «Avevamo dei contratti da onorare e degli operai, che magari avevano perso la casa ai quali non rimaneva che il lavoro per poter guardare avanti». <strong></strong></p>
<p><strong>Daniela Ascari</strong> si occupa, con il padre <strong>Carlo</strong> e il fratello <strong>Luca</strong>, di marketing e vendite nell’azienda di famiglia, la <a href="http://www.ablcavezzo.it" target="_blank" class="external-link-new-window" ><strong>ABL</strong></a>, leader in Europa nella produzione di macchine per la lavorazione delle mele e al tempo stesso con un alta specializzazione per quelle dedicate alla IV gamma di frutta. Dopo il tremendo terremoto che ha colpito nel maggio del 2012 l’Emilia Romagna hanno ricominciato da zero cambiando stabilimento e trasferendosi da Cavezzo a Villavara di Bomporto, sempre in provincia di Modena. «Mio padre, prima di scegliere la nuova sede, l’ha fatta visionare anche ai dipendenti, perché secondo lui dovevano essere anche loro d’accordo». </p>
<p>È un mercato particolare quello della IV gamma della frutta in Italia, certamente secondario rispetto al re del settore che riguarda soprattutto le insalate in busta. “È una questione di mentalità, di consuetudini, certamente all’estero sono più propensi a consumare frutta fresca già tagliata”. Non è un caso, quindi, come la vocazione all’export sia una delle caratteristiche principali del business dell’azienda: «Noi esportiamo i nostri macchinari per il 30% negli USA, per il 50% in Europa, mentre il 20% rimane in Italia». La collaborazione con i produttori, nella creazione di macchinari molto delicati, complessi e sofisticati, come quelli che lavorano la frutta fresca per la IV gamma, richiede grande collaborazione con il cliente finale ovviamente: «Anche se bisogna dire che in Italia, la burocrazia e regole spesso non chiare o non fatte per le vere esigenze di chi poi produce, rende la vita molto più difficile rispetto all’estero dove c’è maggior armonizzazione».</p>]]></content:encoded>
			<category>prodotti_aziende</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 16 May 2013 14:07:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
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			<title>Insalata. Da “Cenerentola” a principessa. Anche grazie alla IV gamma</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/le-insalate-da-cenerentola-a-principessa-anche-grazie-alla-iv-gamma.html</link>
			<description>Un nuovo libro di Bayer CropScience analizza la grande ascesa nel consumo delle insalate,...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sessantasette fra i maggiori esperti di insalate d’Italia hanno dato il loro contributo a un volume di grande interesse, per profondità delle trattazioni, edito da <a href="http://www.bayercropscience.it" target="_blank" class="external-link-new-window" >Bayer CropScience Italia</a>, dal titolo “<strong>Le insalate</strong>”, 14° della collana Coltura&amp;Cultura, presentato lo scorso marzo  in occasione della fiera AgroSud. E, naturalmente, la parte dedicata alla IV gamma riveste un ruolo fondamentale all’interno dell’opera, soprattutto perché se le insalate, da sempre considerate alimento povero, si sono trasformate da “Cenerentola” a principessa è proprio per merito della grande penetrazione dei volumi di acquisto di questa tipologia di prodotti. </p>
<p>Se nel 2010, infatti, le vendite di prodotti fresh-cut sono state pari a 740 milioni di euro, posizionando il nostro paese come primo consumatore in Europa e terzo nel mondo, 600 milioni sono stati ricavati dalle sole insalate della IV gamma. I motivi? Tanti quelli che il volume analizza, tra i quali il grande cambiamento delle consuetudini di acquisto che vanno di pari passo con quelle di consumo. Se il target tipico degli acquirenti di IV gamma si identifica sostanzialmente con il pubblico femminile, tra i 30 e 60 anni, con istruzione superiore, perlopiù residente nel Nord del paese, dall’altra si sottolinea come la penetrazione di questi prodotti si stia facendo largo anche, in realtà, tra altre categorie di consumatori, come per esempio i single maschi.<br /> </p>
<p>Non tutto è, comunque, rose e fiori: troppi italiani ancora, di fatto, non si fidano delle insalate di IV gamma, tanto che, secondo l’AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) il 40% dichiara di lavare nuovamente il prodotto dopo l’acquisto. A questo bisogna aggiungere come la frequenza di acquisto denoti poca fidelizzazione e come solo il 20% delle referenze generi l’80% dei volumi di vendita.<br /> Il volume, infine, scende nel dettaglio dei processi di lavorazione della IV gamma, con immagini precise di ogni singola fase del processo di lavorazione, dal ricevimento della materia prima sino al prodotto finito.  </p>]]></content:encoded>
			<category>vendite_trend e consumi</category>
			
			
			<pubDate>Thu, 16 May 2013 00:01:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Ortomania. L’importanza della comunicazione per la IV gamma</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/ortomania-limportanza-della-comunicazione-per-la-iv-gamma.html</link>
			<description>Concorrenza sleale e azioni commerciali troppo aggressive. I problemi della IV gamma. Ce ne parlano...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È uno dei settori certamente più strategici all’interno del mondo dell’ortofrutta italiano, ricco di player che si propongono con un loro marchio e che, al tempo stesso, soprattutto, riforniscono anche la Gdo. La IV gamma, però, non è esente da problemi, che toccano i consumi, non più dinamici come un tempo, e il costo delle materie prime, in rialzo, ma che non può essere trasferito agevolmente poi sul prodotto finale.   «In questo momento è necessario riqualificare il settore, mediante azioni mirate poiché, negli ultimi anni, è stato preso d'assalto da una &quot;concorrenza sleale&quot; non all'altezza del settore» ci dice <strong>Francesco Barbieri</strong>, presidente di <a href="http://www.ortomania.it" target="_blank" class="external-link-new-window" ><strong>Cof</strong></a>, azienda calabrese di Vibo Valentia, che con il marchio “Ortomania” è uno degli attori presenti in Italia nel mondo della IV gamma. «Azioni commerciali aggressive sminuiscono il &quot;valore aggiunto&quot; offerto dalla nostra tipologia di prodotto (pronto all'uso) posizionandosi sul mercato con prezzi addirittura sotto costo». </p>
<p>Diventa fondamentale, quindi, riuscire a trasferire sempre più il valore aggiunto del servizio offerto con questi prodotti. Su quale leva puntare? «Certamente la comunicazione del prodotto è fondamentale» sostiene <strong>Emanuela Cacciatore</strong>, responsabile marketing dell’azienda calabrese. «Nei tanti open day che spesso organizziamo presso la nostra sede, per esempio, spesso ci rendiamo conto di come troppi consumatori hanno ancora la consuetudine, errata, di lavare i prodotti della IV gamma». Qualità e innovazione, infine, non devono poi mai fermarsi. «L’80% del nostro prodotto è venduto attraverso il canale della grande distribuzione. Gli audit ai cui siamo sottoposti sono molto severi e rigorosi, durano settimane e prevedono molte analisi di laboratorio e solo dopo aver superato tutti i test inizia un rapporto di collaborazione con loro». </p>]]></content:encoded>
			<category>prodotti_aziende</category>
			
			
			<pubDate>Wed, 15 May 2013 00:14:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>La frutta? È scomparsa dai ristoranti</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/la-frutta-e-scomparsa-dai-ristoranti.html</link>
			<description>Un nuovo libro propone 400 ricette a base di frutta per riportarla nuovamente a tavola. Magari...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Siamo alla frutta” oltre che espressione calzante, visto il periodo economico che vive il nostro paese, è anche il titolo di un nuovo libro scritto da Elena Accati (docente di Floricoltura e di Parchi e giardini presso la facoltà di Agraria dell'Università di Torino) e Mina Novello (coordinatrice dell'attività dell’associazione Sapori Biellesi), edita da Blu edizioni, che raccoglie 400 ricette dove la frutta è protagonista dei piatti. <br /> Nell’introduzione, scritta dal Presidente del Salone del Libro di Torino (dal 16 al 20 maggio) Rolando Picchioni, come riporta il quotidiano La Stampa, lancia l’allarme sulla sua scomparsa dai menù dei ristoranti, stellati o meno che siano. Perché? «Non appaga il narcisismo dello chef come un dessert, non stuzzica la golosità del buongustaio come un dolce elaborato e sibaritico» sostiene sempre Picchioni che sogna, un giorno, di trovare nei ristoranti, come un tempo, non solo cesti piani di ogni frutto di stagione, magari locale e a Km0, ma anche un sua lista dedicata, come capita con vini, acque o caffé.<br /> Ma secondo il pezzo del quotidiano torinese, le ragioni di tanto ostracismo nei confronti della presenza della frutta nei ristoranti, sono da ricercare anche altrove: per esempio, nella perdita di gusto e sapore che oramai ha la frutta che troviamo quotidianamente nei mercati, che non invoglia poi a pretenderla anche quando usciamo al ristorante. C’è poi, anche la mancanza di tecnica da parte degli chef nel trattarla e, infine, la perdita di educazione a tavola. Quanti, infatti, al ristorante, sarebbero in grado di tagliare con forchetta e coltello una mela o una pesca?</p>]]></content:encoded>
			<category>vendite_trend e consumi</category>
			
			
			<pubDate>Tue, 14 May 2013 00:16:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Imballaggi in cartone ondulato. Il meglio per frutta e verdura</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/imballaggi-in-cartone-ondulato-il-meglio-per-frutta-e-verdura.html</link>
			<description>Minor impatto ambientale ed emissione di Co2. I risultati degli studi promossi dal consorzio Bestack</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una famiglia di Milano consuma una cassetta di agrumi proveniente da Catania di 20 kg (pari al consumo annuo medio di spremute di un nucleo famigliare), produce 5,8 kg di Co2 se l’imballaggio è in cassette di plastica, 3,8 kg, invece, se la frutta è movimentata con imballaggi prodotti con cartone ondulato. Oppure, se ci spostiamo in Germania, il consumo di Co2 per un imballaggio di mele trentine di una famiglia è di 9 kg se in plastica, di 5,8 se in cartone ondulato. In entrambi i casi, l’impatto ambientale con la soluzione del cartone ondulato è minore di oltre il 50%. </p>
<p>Sono questi i risultati di una serie di studi promossi da <a href="http://www.bestack.com" target="_blank" class="external-link-new-window" ><strong>Bestack</strong></a> - Consorzio aperto tra aziende di produzione di imballaggi in cartone ondulato con particolare specializzazione nell’ortofrutta - e condotti dal Politecnico di Milano, che hanno misurato l’impatto ambientale dei due sistemi di imballaggio per la distribuzione di prodotti ortofrutticoli. La maggior sostenibilità nell’utilizzo del cartone, quindi, risulta evidente: è una materia rinnovabile, per ottenerlo si coltivano alberi gestiti con piani di reimpianto superiori a quelli di taglio.  L’Italia, nel riciclo degli imballaggi a base cellulosica, rappresenta d’altronde un’eccelenza, posizionandosi ai primi posti in Europa: nove imballaggi su dieci vengono recuperati e riciclati, pari a una superficie totale equivalente a 3,9 miliardi di metri quadri, vale a dire quasi l'intera superficie del Molise. </p>
<p>Fonte. Adnkronos</p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Mon, 13 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
		<item>
			<title>Fruitimprese e art. 62. Positivo ma da migliorare</title>
			<link>http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/fruitimprese-e-art-62-positivo-ma-da-migliorare.html</link>
			<description>In attesa del secondo decreto attuativo, per Giancarlo Minguzzi limita gli abusi della grande...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presidente dell’omonima società di Alfonsine, in provincia di Ravenna, nonché&nbsp; di Fruitimprese Emilia Romagna, associazione&nbsp;che riunisce le imprese private dell’ortofrutta dell’Emilia-Romagna, <strong>Giancarlo Minguzzi</strong>, durante l’ultima assemblea dei soci è intervenuto, come riporta Cesena Today, su molti tempi riguardanti il mondo ortofrutticolo e, in particolare, sul controverso articolo 62 del decreto “Cresci Italia”. «Una grande novità per il settore. Nato per stroncare le pratiche commerciali sleali ha, però, di fatto creato un appesantimento degli aspetti gestionali dell’attività lavorativa» ha affermato Minguzzi augurandosi che il futuro decreto attuativo vada nella direzione delle auspicate semplificazioni, in merito, soprattutto, alla questione delle fatture differite. Positivi, invece, i termini di pagamento (30 giorni per le merci deperibili e 60 per quelle non deperibili) anche se, allo stato attuale, l’accorciamento dei tempi nel pagamento ha creato situazioni nei confronti dei quali , secondo Minguzzi, bisogna intervenire. A partire dalla reazione della Gdo nei confronti dei fornitori: «richiesta di migliori condizioni economiche di fornitura (sconti); congelamento del debito verso i fornitori al 24 ottobre 2012».  </p>
<p>Ma effetti negativi si stanno registrando anche nei confronti delle imprese agricole: «molti agricoltori erano abituati a pagare le piante a 90-120 giorni o anche più a lungo termine: in questo caso l'obbligo del rispetto dei tempi di pagamento a 60 giorni ha peggiorato le condizioni finanziarie dell'agricoltore. In ragione di ciò, molti produttori si sono trovati nella condizione di dover chiedere alle nostre Aziende di anticipare loro anche le somme necessarie per questi nuovi impegni». </p>
<p>Credits foto: agricolturanews.it </p>]]></content:encoded>
			<category>News</category>
			
			
			<pubDate>Fri, 10 May 2013 00:00:00 +0200</pubDate>
			
		</item>
		
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